martedì 16 agosto 2016

Dimagrire? Le diete nel 90% dei casi perchè falliscono. Tratto da "Forum: Sentire di Coscienza".

Dott.ssa Pulerà Enrica.
Alzi la mano chi, almeno una volta nella vita, non si è messo a dieta, e dopo aver seguito una dieta si è ritrovato a pesare come prima o addirittura un po’ di più di prima. 
Immagino che le mani alzate sono moltissimi, i regimi dietetici se rigidi e fai da te, non sono la risposata giusta per chi vuole perdere il grasso corporeo e si ha un effetto yo-yo (dimagrire e poi ringrassare). Vediamo adesso cosa significa dimagrire cioè perdere effettivi chili di grasso corporeo e non solo chili di bilancia, visto che quando una persona sale sulla bilancia il numero che vede impresso sopra non è solo grasso ma anche ossa, organi interni, acqua e tessuto muscolare, infatti in fisica la forza peso e data dalla massa per forza di gravità, cioè P = m x g dove g = 9,81 sulla terra, mentre sulla luna g = 1,67, quindi una persona con lo stesso peso sulla luna peserebbe molto di meno.

Effetti della dieta fortemente ipocalorica e diete del passaparola che sono sempre in agguato,
riduzione del consumo di energia
perdita di massa muscolare
alterazione dei segnali di fame e di sazietà
nevrosi da semidigiuno.
RIDUZIONE DEL CONSUMO DI ENERGIA
La riduzione eccessiva dell'apporto calorico costringe l'organismo a mettere in atto strategie difensive tali da abbassare la propria richiesta metabolica. Per effetto della riduzione del consumo metabolico, dopo un certo periodo di tempo, anche rimanendo a dieta, il peso non si riduce e l'assunzione anche di poche calorie in più, rispetto a quelle prescritte, produce un rapido aumento del peso. Una dieta ipocalorica di 1000 - 1200 calorie fa sicuramente dimagrire nell’immediato; ma se si torna a mangiare come prima, 1400 - 1600 calorie, l’organismo che si era adattato a farsi bastare meno cibo accumula le calorie in eccesso sotto forma di grasso. Potrebbe essere un concetto molto semplice e logico con il primo principio della termodinamica: le calorie che entrano devono essere uguali a quelle che si consumano altrimenti le si accumula come grasso. Ma il nostro organismo non è un forno ne una macchina, quindi non si comporta come tale. È un complesso sistema vivente che elabora ciò che mangia, non lo trasforma unicamente in energia. Detto questo non basta considerare la quantità di cibo e di calorie, bisogna tenere conto anche della qualità degli alimenti e dei loro effetti sull’organismo, come per esempio la risposta ormonale. Se ad esempio si paragonano carboidrati e proteine, dal punto di vista calorico sono uguali, perché entrambi apportano all’organismo lo stesso numero di calorie per grammo: 4. Dal punto di vista ormonale i carboidrati stimolano l’insulina , l’ormone del deposito, mentre le proteine stimolano il glucagone, l’ormone del mobilizzo, con effetto totalmente opposto. Poi bisogna fare i conti con la sensibilità insulinica non è la stessa per tutti gli esseri viventi, ma dipende principalmente dalle proprie caratteristiche genetiche: in alcuni è alta, in altri bassa. I primi hanno più probabilità dei secondi di trattenere , trasformandole in grasso, le calorie introdotte con il cibo, tutto il processo metabolico è molto più elaborato e complesso delle semplici e schematiche calcolo delle calorie. Il tessuto adiposo, tanto o poco che sia, non è un organo immobile e amorfo. Al contrario, è un tessuto metabolicamente molto attivo, che viene rielaborato continuamente nel turnover dinamico dei grassi. Le persone caratterizzate da un’alta sensibilità insulinica depositano facilmente gli eccessi di cibo in grasso, ma poi non riescono più ad attingervi, cosi ingrassano sempre di più.
PERDITA DI MASSA MUSCOLARE
La denutrizione calorica costringe l'organismo ad utilizzare le proteine corporee per soddisfare le proprie necessità energetiche, inoltre si ha contemporaneamente anche una disidratazione che è pericoloso, può dare crampi a causa di una consistente perdita di minerali e aumentare la viscosità del sangue al punto da rischiare la vita. Si rischia troppo, non va bene!
Ne consegue di perdere il prezioso tessuto muscolare non è consentito! Perché oltre ad abbassare il metabolismo basale, ci indica che la dieta che stiamo seguendo è carente di alcuni nutrienti e il corpo si difende andando a catabolizzare i muscoli.
Poi che dire delle tute miracolose di nylon o dei "forni cuoci persone" o dei massaggi che promettono di far sciogliere il grasso …
• Ma il grasso dove cola?
• Lo troviamo forse sciolto per terra?
• Queste persone hanno studiato la fisiologia?
• Da quando il grasso esce dalla pelle?
• Come è possibile scaldare e sciogliere il grasso?
Eppure migliaia di persone provano questi sistemi, sprecando tanti soldi per cosa?
Solo per disidratarsi, perdere acqua, sali minerali, vitamine e per mantenere tutto il grasso!
Il corpo non sopporta le diete o gli insulti estremi che noi gli infliggiamo, si adatta per un po’ e poi mette in atto la sindrome da digiuno, che porta a riprendere il peso perduto con gli interessi.
I soggetti dal punto di vista biochimico, differiscono ampiamente tra di loro, avendo una tendenza ereditaria ad accumulare grasso corporeo. Questo sembra ovvio, ma alcune teorie hanno estrapolato che ogni persona è preposta ad essere a posto e sana ad un determinato livello di grasso corporeo e che il corpo torna sempre a questo livello “Fat point”. La quantità di ADIPOCITI abituali oltre a essere definita da geni … è soprattutto causata da ciò che si fa e da ciò che si mangia. Il grasso dipende anche dallo stile di vita. Il corpo non ha un sistema di riferimento interno ma ha solamente un "livello abituale". Se si rimane ad un particolare livello di grasso per uno o due anni, il corpo sviluppa cellule adipose, i capillari, gli enzimi, i nervi periferici, gli ormoni, i tessuti connettivi per supportarlo. Riconoscerà il proprio livello di grasso e lo difenderà strenuamente." Abbassando il metabolismo, aumentano le riserve di grasso, aumenta l'appetito e, quindi, il FAT POINT è ben difeso.
ALTERAZIONE DEI SEGNALI DI FAME E DI SAZIETA'
Il semidigiuno o una dieta fortemente ipocalorica alterano i meccanismi che regolano il livello dì fame e di sazietà nell'intento, da parte dell'organismo, di riportare l'introito calorico ai valori normali. La sensazione di fame viene anche chiamata “oressia”, nell’uomo, a differenza degli animali, la fame si distingue dall’appetito. L’appetito è la sensazione di voler mangiare qualche cosa anche se si è pieni, mentre la fame è la sensazione fisiologica che allerta il nostro organismo del bisogno di energie e nutrienti per poter farlo funzionare. In teoria la sensazione fame-sazietà dovrebbe funzionare in equilibrio. La fame dovrebbe attivarsi quando il corpo ha bisogno di calorie e nutrienti e viceversa, in realtà l’uomo che con le inadeguate abitudini alimentari ha rotto questo equilibrio con il mangiare senza fame. Solitamente la fame aumenta quasi proporzionalmente con l’aumento della massa grassa. Gli studi hanno dimostrato che il comportamento più frequente nel ciclo della fame dell’obeso è il seguente: molto basso durante la mattina mentre negli orari di cena e post cena scatta un picco di fame incontrollabile, una specie di “iperfagia compensatoria”, cioè un equilibrio alterato di fame/pasti che li porta ad accentuare il problema di peso, visto che dopo le 18 ore l’organismo rallenta il suo metabolismo.
Oggi giorno si ha moltissimo cibo a disposizione ed a volte è impossibile resistere ai suoi incontenibili richiami. Questo istinto è modulato da una serie di ormoni, alcuni dei quali possono essere influenzati direttamente dal cibo utilizzato. Uno di questi è l’insulina, prodotta dal pancreas. Ogni volta che si mangia, entra in circolo una quantità di insulina proporzionalmente al tipo e alla quantità di cibo che si introduce, specialmente dai carboidrati. Se sono troppi i carboidrati provocano un eccesso d’insulina che riduce gli zuccheri in circolo tanto più rapidamente, quanto più velocemente questi hanno innalzato la glicemia, inoltre l’insulina alta e la carenza di proteine impediscono l’utilizzo delle scorte immagazzinate nel fegato. Di conseguenza la glicemia diminuisce, si va in ipoglicemia, e il cervello va fuori fase perché gli manca il carburante necessario al suo funzionamento. Dopo circa qualche ora, si manifesta intensamente la necessità di mangiare, soprattutto carboidrati ad alto indice glicemico. Nell’organismo quindi si immagazzina una scorta di zuccheri, ma è bloccata dall’eccesso d’insulina e dalla carenza di glucagone, necessario all’utilizzo dei depositi. Può sembrare incredibile ma questo processo porta a dipendenza innescate dal cibo. E il ciclo della fame rincomincia, ripresentandosi costantemente nelle ore successivi della giornata. La maggior parte delle persone si trova cosi nell’inferno dei carboidrati, quando il fegato e i muscoli sono pieni di zuccheri che non possono essere utilizzati, tutti i carboidrati richiesti dalla fame frenetica, anche se privi di grassi, vanno ad ampliare le riserve di grasso delle
cellule adipose.

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