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| Chiesa di Guasila con centro storico visto dall'alto. |
Vediamo nel dettaglio come si svolgerà la giornata.
Guasila dista circa 42 chilometri da Cagliari ed è facilmente raggiungibile in poco più di mezz’ora percorrendo la SS131 fino oltre Nuraminis, per poi deviare a destra seguendo le indicazioni per il paese. Il ritrovo è fissato per le 8:30 nel parcheggio adiacente al municipio, a pochi passi dalla chiesa parrocchiale. Nel piazzale antistante verranno effettuate le operazioni di iscrizione e il ritiro dei numeri di gara, mentre poco prima della partenza è prevista la tradizionale foto di gruppo sulle gradinate della chiesa.
La chiesa della Beata Vergine Assunta, autentico simbolo di Guasila, fu edificata tra il 1842 e il 1852 su progetto dell’architetto cagliaritano Gaetano Cima. Il campanile, in stile barocco, risale invece al Settecento. Situata nel punto più alto del paese, a circa 210 metri sul livello del mare, domina il centro abitato, che conta poco meno di 2.800 abitanti.
Attorno alla chiesa si concentrano alcune delle testimonianze storiche e culturali più importanti del borgo: il Museo d’arte religiosa “Scrinia Sacra”, custode di antichi oggetti liturgici e preziosi paramenti sacri, la chiesa di Santa Lucia, risalente al XVI secolo, il palazzo rettorale e il Monte Granatico. Un patrimonio che racconta l’identità profonda di questo angolo autentico della Sardegna.
Alle 9:30, proprio dalla piazza della chiesa, prenderà il via la gara.
I primi 200 metri si sviluppano in leggera discesa, seguiti da circa 600 metri all’interno del centro abitato, prima di lasciare spazio alle campagne che circondano Guasila. Qui il paesaggio cambia rapidamente: il silenzio della natura, il verde intenso dei campi e l’aria pulita accompagnano i partecipanti lungo un percorso immerso nella tranquillità più assoluta.
La strada asfaltata conduce verso la chiesetta della Vergine d’Itria, situata a circa due chilometri dal paese. Le sue origini risalgono alla metà del XIII secolo. Prima di raggiungerla si affronta una salita leggera ma costante, lunga circa 800 metri, che conduce in uno dei punti panoramici più suggestivi del tracciato. La vegetazione si fa via via più fitta e il percorso assume un fascino sempre più selvaggio e coinvolgente.
Superata la chiesetta, si abbandona l’asfalto per imboccare una strada sterrata sulla destra. Il tracciato prosegue tra falsopiani e leggere salite fino a raggiungere il punto più alto della gara. Da qui lo sguardo può spaziare su scenari di rara bellezza: in lontananza si distingue chiaramente la grande distesa della Giara di Gesturi, mentre verso ovest emergono nitidi i profili dei monti di Villacidro.
A poche centinaia di metri dal percorso, in direzione nord, si intravedono le antiche rovine di Is Concas, un’area di straordinario valore storico e archeologico, abitata sin dall’epoca prenuragica. Il sito custodisce numerose Domus de Janas e importanti testimonianze del passato. Tra queste spiccano “Is Craccheras”, nel cuore della località di Funtana Bangiu: una zona umida alimentata da una sorgente perenne che, nei secoli passati, rappresentò un punto vitale per le attività quotidiane della popolazione, dalla lavorazione della lana alla macinazione dei cereali.
Di grande fascino è anche la parte boschiva che circonda l’area archeologica, caratterizzata da querce maestose e olivastri ultracentenari, autentici monumenti naturali che rendono questo tratto del percorso particolarmente suggestivo.
La stretta strada sterrata prosegue quindi verso nord con una lunga e dolce discesa fino a incrociare la strada per Serrenti, dove un masso reca inciso il nome “Fraus”. Da qui il tracciato si allarga e torna verso est, in direzione di Guasila, per gli ultimi tre chilometri di gara.
Una volta rientrati nel paese, manca meno di un chilometro all’arrivo, posizionato proprio di fronte alla chiesa parrocchiale, nel cuore del centro storico. Un finale capace di racchiudere perfettamente lo spirito della Marafraus: sport, tradizione e il fascino senza tempo della campagna sarda.
Le foto riportate sotto sono state fatte da Antonello Vargiu.




























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