sabato 25 giugno 2016

Perché andare a Guasila il 25 giugno 2016 sera per gareggiare!?!

Chiesa di Guasila con centro storico visto dall'alto.
Ci sono tanti motivi per decidere, il 25 giugno, di partecipare alla gara di “Corsa Campestre Madonna d’Itria” che si svolge a Guasila. Vediamo come si svolgerà il tutto.
Guasila si trova a 42 km da Cagliari per cui si può raggiungere dalla città in meno di 30’. Il ritrovo è alle 17,00 presso il campo comunale di calcio. E’ proprio lì che è prevista tutta la logistica dove si svolgeranno le iscrizioni alla gara e tutti i festeggiamenti “post gara”. Alle ore 18,00 avranno inizio le gare degli atleti giovanissimi mentre verso le 18,45 è previsto il trasferimento presso il punto di partenza (circa 600 mt) che avverrà nella Piazza di Chiesa alle 19,30. Nel frattempo è prevista una foto di gruppo presso le gradinate antistanti la chiesa parrocchiale.
La chiesa di Guasila, della Beata Vergine Assunta, è stata costruita tra il 1842 e 1852 su progetto dell’architetto cagliaritano Gaetano Cima mentre il campanile, di stile barocco, ha origini settecentesche. La chiesa si trova nel punto più alto del paese (210 mt s.l.m.) e domina il centro abitato che conta circa 2800 abitanti. Proprio a due passi dalla chiesa si possono ammirare degli edifici molto importanti, tra cui il Museo d’arte religiosa “Scrinia Sacra”, dove sono esposti oggetti liturgici devozionali e parametri sacri antichi, la chiesa di Santa Lucia, eretta nel XVI secolo, il palazzo rettorale e il Monte Granatico. Proprio nella piazza della chiesa, alle 19,30, avviene la partenza della gara, e, proprio dietro gli atleti, ci sarà come “sfondo” la bellissima chiesa.
I primi 200 mt sono in leggera discesa sino a guadagnare la piazza più grande del paese, Su Spaiadroxiu (L’esposizione e vendita delle merci) mentre poi ci si indirizza verso ovest sino ad uscire dall’abitato a circa 800 mt dalla partenza. Sin dall’uscita del paese (Via Serrenti) si transita su una strada bianca molto larga per circa 500 mt sino a prendere la biforcazione a sinistra dove si corre su una strada stretta e irregolare per altri 500 mt. Si accede poi su una strada stretta e asfaltata, in località Santu Millanu, a due passi dalle prime “Domus de Janas” e ad alcuni nuraghi diroccati. In questa zona la vegetazione inizia a diventare sempre più fitta e il percorso gara inizia a presentarsi più faticoso e variegato. Dopo circa 1 km si lascia la strada asfaltata per deviare sulla destra e proseguire su una sterrata. A una breve discesa, con leggero falsopiano, ne consegue una salita che sicuramente risulterà la più dura di tutto il percorso gara. Ci troviamo a questo punto a metà del tragitto gara e la deviazione, a sinistra, ci consente di transitare in uno dei punti più elevati del circuito. Si tratta dell’ultimo tratto di sterrato, lungo circa 1 km,  veramente molto panoramico. Da quel punto si può ammirare la lunga distesa della Giara di Gesturi, distante almeno una ventina di km in linea d’aria, mentre verso Ovest si vedono molto chiaramente i Monti di Villacidro.
A poche centinaia di metri dal passaggio del percorso gara, in direzione Nord (quindi guardando a sinistra), si possono intravedere le antiche rovine di “Is Concas”. Si tratta di un territorio di altissimo valore storico, abitato sin dall’epoca prenuragica, ancora ben conservato. Ricchissimo di Domus de Janas e tantissime altre rovine di pregevole interesse archeologico, è facilmente visibile per un buon tratto del percorso. Tra le rovine di Is Concas sono molto belle da vedere “Is Craccheras”, situate nel cuore della località denominata “Funtana Bangiu”. Si tratta di una zona umida dove nell’antichità, grazie a una sempreviva sorgente d’acqua, ci si procuravano, attraverso un processo meccanico (La Gualchiera), diversi servizi molto utili per quel periodo (lavorazione della lana per ottenere l’orbace o macinazione dei cereali). Molto suggestiva anche la parte boschiva antistante la zona storica, ricca di numerose querce e di olivastri ultracentenari.
Passare accanto a località di grandissima importanza storica, in un ambiente che ha mantenuto ancora intatta tutta la propria morfologia del territorio, ha un fascino indescrivibile. Nel totale silenzio di una serata d’estate, così come poteva essere nei secoli passati, il rumore più intenso potrebbe essere quello dei propri passi e del proprio respiro. Ma potrebbe essere anche dato dalle folate di vento di maestrale che in quel punto arrivano dal fianco sinistro. In un percorso sterrato e polveroso, delimitato dai rovi altissimi e ricchi di vegetazione, emergono dei profumi che raramente può sentire chi vive in città. Nella parte finale dello sterrato, sempre nel lato sinistro del percorso, le ampie distese di prati, ancora vigorosi e adibiti a pascolo, ospitano decine di vacche che in silenzio ammirano il passaggio degli atleti.
Ormai la strada sterrata lascia il posto a una strada in asfalto piuttosto stretta e polverosa. La si percorre però per poche centinaia di metri in quanto ci si immette, a destra, su una larga strada sterrata che ci indirizza verso uno dei punti più caratteristici del percorso. Occorre affrontare una leggera salita, di poco meno di 200 mt, per arrivare ai piedi della bellissima chiesa campestre della Madonna d’Itria. Le sue origini risalgono alla metà del XIII secolo. La chiesetta è stata negli anni scorsi perfettamente ristrutturata e rimane all’interno di una zona ricca di vegetazione dove i guasilesi, il martedì successivo alla Pentecoste, festeggiano la santa.
Ci troviamo ormai a circa 3 km dal paese. Lasciata l’antica chiesetta ci si riporta nella strada asfaltata per indirizzarci verso nord. La strada costeggia una zona boschiva molto bella dove nei prati antistanti sono presenti altri gruppi di bovini al pascolo. Occorre salire con una leggera pendenza, per circa 400 mt, sino ad arrivare nel punto più alto della strada. Ottima vista verso Nord con il paese di Guasila che appare “disteso” tra le chiare e dolci colline trexentesi. Ora la strada consente agli atleti di recuperare qualche energia in quanto inizia una lunga e leggera discesa continua che si protrae per circa 1 km. Questa è la zona di Guasila dove la maggior parte dei campi è coltivata a grano. Quando ormai si è prossimi all’arrivo nel paese occorre affrontare una leggera salita di alcune centinaia di mt sino ad arrivare a lambire le prime abitazioni.
Una volta entrati nel centro abitato c’è da affrontare una breve discesa per poi indirizzarci verso la piazza della chiesa parrocchiale da cui si è partiti. Una volta arrivati di fronte alla chiesa (visibile sulla destra) mancano circa 800 mt all’arrivo. Occorre stare veramente attenti alla brevissima ma intensa discesa che si trova sulla sinistra subito dopo la piazza. Per poche decina di metri si scende rapidamente di quota e la stanchezza può giocare qualche brutto scherzo. In ogni caso il resto del tragitto sarà tutto in discesa sino al campo sportivo dove è previsto l’arrivo. In effetti in questa parte finale del percorso si passa dal punto più alto del paese a quello più in basso.
Se dovessimo considerare come sono distribuiti i 10 km del tragitto possiamo osservare come poco più di 2,0 km sono da affrontare all’interno del paese (800 all’andata e 1400 al ritorno) mentre, dei restanti km fuori dal centro abitato, almeno 3,5 km sono di strada sterrata.
Tutto il resto della manifestazione si svolge all’interno della struttura attigua al campo sportivo.
Dopo le premiazioni della gara è prevista la cena a base di pasta e carne di maiale (incluse nella quota di iscrizione gara).
La serata sarà ricca di divertimento in quanto sono previsti intrattenimenti vari consistenti in balli e canti con la partecipazione di tutti.
Per leggere il programma gare clicca qui.

Le foto riportate sotto sono state fatte da Antonello Vargiu.




























































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