venerdì 22 luglio 2016

Andar forte? No, correre bene. Scritto da Daniel Fontana.

Andar forte? No, correre bene
Correre, fare jogging, corricchiare, camminare veloce o anche solo semplicemente uscire di casa e cercare di spostarsi il più lontano possibile è sempre difficile all’inizio; nella vita cominciare non è mai semplice. I pensieri che occupano la mente sono quasi ossessivi: fatica, fiatone, dolori, scomodità... poi arrivano anche le parolacce e cosi via.

LA TECNICA DI CORSA
La tecnica di corsa, lo stile, il modo nel quale muoviamo i piedi, le gambe e tutto il corpo durante la corsa, fanno la differenza tra poter correre tanto o poco, pur disponendo delle medesime energie. Tecnica e stile ci consentono di essere più o meno veloci, pur con il medesimo dispendio energetico, faticare poco o tantissimo e rischiare o meno, di farci male.


GAZZELLE E ALIANTI

Per essere meno noioso cercherò di spiegarvi come intendo la corsa io
Le gazzelle corrono agili e leggere; saltano da un punto all’altro, veloci e reattive. A guardarle sembrano persino non toccare terra. Cercano di scappare dal leone che le vuole mangiare. Lottano per la loro sopravvivenza e mentre lo fanno, riescono a non perdere lo stile unico, raffinato e sottile che le caratterizza. Nello stesso modo i corridori di Elite, corrono approfittando della risposta elastica dei loro piedi; hanno tempi d’appoggio molto brevi e riescono a correre ad altissime velocità per lunghe distanze. Sono leggeri e tonici, hanno una corsa svelta e ritmica, insomma, in una parola: sono “belli” da vedere.

Poi, nell’altra metà del mondo, ci sono gli alianti, quegli aerei che volano senza motore, sfruttando le correnti termiche. Gli alianti volano lenti, di un volo piatto e regolare, senza scatti, poco reattivi, senza spinta, ma non consumano energia. Il loro vantaggio è la capacità di volare all’infinito, sfruttando forze esterne. Questa, con un po’ di fantasia, è quella che io ritengo essere la corsa stilisticamente opposta a quella delle gazzelle

Esistono mille gradazioni di stili di corsa, ma diciamo che le due grandi macro strutture sono queste: le gazzelle e gli alianti. Le prime rappresentano lo stile bello, reattivo, classico e veloce; i secondi quello praticamente opposto, ovvero una corsa piatta, bassa, radente e meno bella.

COSA SCEGLIERE?
Ovviamente tanti, sulla carta, sceglieranno di correre come le gazzelle. Ma bisogna tenere in conto che le gazzelle non possono correre per ore e ore, non sono economiche; a forza di saltellare si affaticano prima e l’impatto con il suolo, a ogni passo, è un trauma per i muscoli e le articolazioni. Dovete mettere in conto che per correre come le gazzelle, bisogna avere una sensibilità nei piedi particolare e una forza di spinta importante, che non sono semplici da acquisire in età adulta.
A ogni passo che facciamo, dobbiamo assorbire l’impatto derivante dalla “caduta” con muscoli e articolazioni e più staccheremo verso l’alto ad ogni passo, più traumatica sarà ogni falcata. Una corsa alta e saltellante, implica un tempo di volo maggiore, una spinta verticale maggiore e quindi un più forte impatto di caduta.
I corridori élite, quelli di livello mondiale, quelli che devono correre veramente veloce, non hanno scelta; loro devono correre come gazzelle, ma il mix di talento, strutture fisiche sottili, allenamento estremo, tecnica raffinata e peso molto ridotto, fanno si che la loro corsa sia efficiente per i ritmi che devono sostenere.
Il resto del mondo del running, ovvero il 90% della popolazione mondiale dei podisti, con quale stile di corsa dovrebbe affrontare la corsa? Per darvi un’idea, chi corre la maratona sopra le tre ore, stanno sulle gambe almeno un 50% in più di tempo rispetto agli atleti élite, sono meno allenati e hanno una conformazione fisica diversa. La risposta non è difficile.

CORSA EFFICIENTE
Chi affronta il running di endurance, chi vuole correre per un lungo tempo, chi vuole anche solo dimagrire, chi interpreta la corsa come un modo per stare bene e chi vuole partecipare a qualche garetta su distanza variabile, deve scegliere una corsa economica ed efficiente.
Se non sei nata con il dono e la classe della corsa da gazzella, sono sicuro che puoi comunque correre come un infinito macinatore di chilometri, con meno infortuni, più continua e costante, regolare e ritmica, seguendo questi semplici consigli tecnici:
Mantieni una cadenza di falcata più elevata, 90-100 passi al minuto. Passo più corto e frequente.
Non allontanare troppo i piedi dal suolo, insomma non saltellare.
Riduci la spinta verticale e il tempo di volo.
Impiega tutte le tue forze per avanzare, senza sprechi.
Cura il movimento simmetrico delle braccia, che devono essere flesse a 90 gradi, con le mani rilassate.
Cerca di spostare il baricentro in avanti, senza però esagerare nel buttare troppo avanti le spalle.

CHE COS’È LO STILE PERSONALE?
Una nota particolare vorrei farla sul cosiddetto “stile personale”. Tutti noi nasciamo con un modo di correre, uno stile, unico e irrepetibile, che in parte viene condizionato da fattori quali sovrappeso, mancanza di allenamento, anni senza correre, infortuni, stato di forma siamo, velocità.  Cercare di correggere il nostro gesto è importante, ma anche in questo non bisogna mai fare forzature. Voi siete italiane e forse ricorderete le imprese podistiche di uno dei più grandi atleti che questo pese abbia avuto, Pietro Mennea. La sua era una corsa sgraziata, quasi caracollante a volte, fatta solo di frequenza e reattività. Come può aver fatto uno così a vincere tutto quello che ha vinto in carriera? Lui era esattamente l’opposto della classe che è stata poi negli anni a seguire di atleti come Carl Lewis o più recentemente Usain Bolt. Eppure quel gesto era adatto alla sua struttura fisica, ossea e muscolare. È importante quindi gestire la nostra corsa correndo sempre in modo naturale, essendo voi stesse, sciolte e rilassate, come meglio vi riesce. Questa è la garanzia del godimento estremo.

SIATE FIERE DI VOI STESSE
Chiudo questo intervento con una delle cose che ritengo essere le più importanti tra tutte. Voi ragazze ricordate che la corsa è liberta di movimento e espressione. A volte vi vedo correre con lo sguardo basso, le spalle un po’ ingobbite, rigide; forse non vi sentite a vostro agio, vi sentite sotto osservazione, forse volete nascondere il seno o persino voi stesse.
Vi assicuro che quando corriamo al parco, nessuno sta a guardare cosa fanno gli altri, come è vestito o a che passo sta correndo.
Fidatevi di me. Vi chiedo di lasciarvi andare. Correte diritte con il busto, testa alta, sguardo all’orizzonte, braccia morbide e spalle rilassate. Fate oscillare le braccia con un movimento ampio e ritmico. Siate fiere di voi stesse, con la consapevolezza che state facendo la cosa più bella al mondo. Questo noi maschietti lo vediamo e lo percepiamo. E ci piace.

Daniel Fontana
@fontello

Daniel Fontana è nato a General Roca, ma è naturalizzato italiano, dal 2005 e gareggia per l’Italia del triathlon. Due Olimpiadi all’attivo (Atene e Pechino) e un presente, che lo vede tra i migliori al mondo nel triathlon di lunga distanza.  Daniel sarà per Runner’s World un coach dedicato alle nostre lettrici donne e vi condurrà alla scoperta del fantastico mondo della corsa, accompagnandovi per mano fino al vostro esordio agonistico nel prossimo autunno! Un appuntamento da non perdere.

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