domenica 31 luglio 2016

Lesioni muscolari, di Francesca Caroti Ghelli

Il corpo umano è formato da più di 300 muscoli. Il muscolo è formato da cellule lunghe e strette, dette fibre, che contengono gli elementi contrattili ed è circondato da una membrana. Le fibre, a loro volta, sono riunite in gruppi (fascicoli) che insieme formano il ventre muscolare.
Le lesioni muscolari sono molto comuni negli sportivi.
Nonostante siano molto conosciute, sono spesso sottovalutate dall’atleta che prosegue i suoi allenamenti ritardando un trattamento adeguato, e questo può, successivamente, portare a lunghe assenze dall’attività sportiva.
Le lesioni muscolari possono essere causate da un trauma diretto o indiretto.
Il trauma diretto causa la contusione: il muscolo viene schiacciato contro l’osso sottostante e si può verificare una lesione con ematoma profondo all’interno del muscolo stesso.
Il trauma indiretto è quello più comune fra i podisti e si produce senza trauma contusivo. Ci sono diversi fattori che contribuiscono al verificarsi di una lesione per trauma indiretto. Il muscolo poco preparato da un insufficiente riscaldamento o esposto al freddo per molto tempo; un muscolo poco allenato o indebolito da traumi precedenti con conseguente formazione di tessuto cicatriziale, meno elastico e più soggetto ad infortuni; anche un muscolo affaticato e già contratto può danneggiarsi perché non abbastanza flessibile, oppure una postura scorretta o un terreno inadeguato possono portare alla lesione.
Secondo la gravità si distinguono:
·    contrattura,
·    stiramento,
·    strappo.
LA CONTRATTURA
È la contrazione involontaria, insistente e dolorosa di uno o più muscoli scheletrici. Il muscolo appare rigido e ipertonico al tatto con mancanza di elasticità durante i movimenti. Il dolore si manifesta quasi sempre a freddo ma è tollerabile e non impedisce il proseguimento dell’attività sportiva. Tuttavia è bene interrompere l’attività per evitare ulteriori danni.
La terapia più efficace è il riposo, associato ad un’attività aerobica moderata, esercizi di stretching per distendere e rilassare la muscolatura e un massaggio decontratturante per allentare le tensioni muscolari.
LO STIRAMENTO
Lo stiramento o elongazione, è frequente ed è causato da un eccessivo allungamento delle fibre muscolari.
È caratterizzato da dolore acuto, improvviso, e spasmo muscolare. Il dolore, in alcuni casi, può essere sopportabile e non impedire il proseguimento dell’attività.
La terapia immediata, nella fase acuta, consiste nell’immobilizzazione e applicazione di ghiaccio. Successivamente il riposo per 2-3 settimane, terapie fisiche come le tens, ultrasuoni, ecc., farmaci antinfiammatori e miorilassanti (consigliati e prescritti dal medico).
Lo stretching può essere utile ma anche pericoloso se fatto in modo sbagliato, quindi è bene farlo sotto la guida di personale qualificato (Fisioterapista).
La ripresa degli allenamenti sarà graduale con particolare attenzione alla fase del riscaldamento.
LO STRAPPO
Lo strappo o distrazione muscolare è frequente negli sport che richiedono uno sforzo muscolare esplosivo.
È caratterizzato da dolore acuto, improvviso, trafittivo, localizzato, e provoca un’immediata impotenza funzionale. In una rottura parziale il dolore può inibire la contrazione, mentre nella rottura completa il muscolo è incapace di contrarsi per motivi meccanici.
Nella rottura parziale è possibile notare un avvallamento nel muscolo interessato; Nella rottura completa questo interessa l’intero ventre muscolare, il muscolo può retrarsi e formare una massa.
Viene fatta una distinzione in gradi a seconda della quantità di tessuto muscolare lacerato:
·    1° grado - lesione lieve: un eccessivo stiramento del muscolo con rottura di meno del 5% delle fibre muscolari. Non si ha grande perdita di forza o limitazioni particolari, ma dolore nel movimento che causa quindi impaccio funzionale.
·    2° grado - lesione grave: interessa una parte più importante del muscolo, senza rottura completa. Dolore nel tentativo di contrarre il muscolo lesionato.
·    3° grado - lesione gravissima: interessa l’intero muscolo.

La terapia
Nella fase acuta le fibre muscolari lese possono retrarsi dall’area danneggiata, con sanguinamento e infiammazione, è bene interrompere immediatamente l’attività sportiva, immobilizzare la zona, mettere l’arto interessato in posizione di riposo e applicare ghiaccio. Evitare massaggi, pomate, creme, fanghi, ecc. che producono calore.
I tempi di guarigione variano secondo il grado della lesione: 1-2 settimane per il 1° grado, fino a 30 giorni per il 2° grado.
Nei casi più gravi (3°grado) si può arrivare anche alla necessità di un intervento chirurgico.
Bisogna dire che il muscolo scheletrico ha grandi capacità rigenerative, ma il tessuto che si andrà formando, sarà un tessuto cicatriziale, fibrotico, formato da fibre più corte e poco elastiche. La sua funzione sarà danneggiata perché la contrazione sarà limitata. Oltre tutto questa mancanza di elasticità può aumentare il rischio di nuove lesioni.
Per ridurre al minimo questi inconvenienti è importante affidarsi ad uno specialista e seguire un buon programma di riabilitazione a lungo termine.

Pubblicato su "Runners.it" in data 21-10-11.

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