mercoledì 5 agosto 2026
Campo di atletica Santoru (CA), 04/08/26. Ripetute 4 X 400 mt a una media di 1'19". Recupero 2'30".
Allenamento serale (ore 19:00) nel campo di atletica Santoru consistente in 4 ripetute da 400 mt con recupero di 2'30". Temperatura intorno ai 30°, assenza di sole ma con una umidità altissima e leggero vento di ostro. Questi i parziali: 1° 400 in 1'19"1; 2° in 1'20"8; 3° in 1'18"9; 4° in 1'17"5.
domenica 2 agosto 2026
Riepilogo partecipazione a gare di atletica ufficiali di Antonello Vargiu (sino al 31-07-2026).
Partecipazione a gare di atletica Fidal e UISP di Antonello Vargiu.
venerdì 31 luglio 2026
Assemini, 31/07/26. Gara di 800 mt in 2'38"45 a 3'18" a km.
Gara nella pista di Assemini sugli 800 mt. Temperatura di 33° con leggera brezza da nord (15 km/h). Tempo impiegato 2'38"45.
Partenza molto buona nei primi 200 mt con una media a km sui 3'14". Tenuta sui secondi 200 mt a una media di 3'18 sino a chiudere il primo 400 intorno a 1'16". Ottimo.
Nel 2° 400 è successo un po' di tutto. Sostanziale tenuta per circa 150 mt a un ritmo di 3'20" per poi subire un crollo nei successivi 150 mt davvero imprevedibile dove sono sceso a una velocità media di 3'25". A nulla è servito l'allungo finale di poco meno di 100 mt dove invece ho recuperato secondi preziosi. Un secondo giro davvero sfortunato: 1'22".
Peccato, se fossi riuscito a evitare quella crisi nella parte mediana del secondo giro avrei potuto anche sperare di battere il record sardo (2'32"78). Pazienza, proverò in un'altra occasione.
F C Media 133 (max 157). Cadenza di corsa media 188 (max 215), Lunghezza media passo 1,57 mt. Tempo medio di contatto con il suolo 184 ms.
martedì 28 luglio 2026
Campo di atletica Santoru (CA). 28/07/26. Ripetute 4 X 300 mt. Media 55". Recupero 2'.
Ripetute al Campo Santoru in compagnia di Diego. Temperatura 30° con sole intenso e discreta brezza di scirocco (22 km/h). Il lavoro di oggi consiste nel fare 4 ripetute da 300 mt con recupero di 2'. Ciascuna delle ripetute hanno distanze non coincidenti con i 300 mt in quanto in alcuni casi ho corso a fianco di Diego oppure, come nell'ultima, ho chiuso il tempo in ritardo. Per avere un dato più omogeneo ho considerato la velocità a km di ciascuna. 1^ ripetuta 310 mt in 55"2 (2'59" a km); 2^ 310 mt in 55"6 (3'00"); 3^ 300 mt in 56"7 (3'03"); 4^ 320 mt in 57"8 (3'03").
lunedì 27 luglio 2026
Guasila, 25/07/26. Gara "3^ Corri e Cammina" e 1° Memorial Mino Boi. (La mia gara).
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| Partenza gara. Foto Tore Orru'. |
Il mio paese.
È sempre con grande piacere che partecipo alle gare che si svolgono nel mio paese natio. Avendo vissuto a Guasila tutta la mia infanzia, considero un privilegio poter gareggiare nei luoghi dove giocavo da ragazzo. A distanza di circa 50 anni, ogni volta che vedo la grande chiesa che domina la parte più alta del paese, nasce dentro di me un'emozione intensa.
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| Parrocchia di Guasila (Foto Anto Cocco). |
La gara.
Da qualche anno la società "Ampa Training", guidata dagli amici Fabrizio Serafini e Gisa Saba, organizza regolarmente gare di atletica. In passato i percorsi toccavano anche le campagne collinari fuori dal paese, mentre negli ultimi anni si preferiscono distanze più corte, all'interno del centro abitato.
In questa occasione gli organizzatori hanno abbinato la consueta manifestazione "Corri e Cammina" al primo "Memorial Mino Boi", un giovane che ha perso la vita pochi mesi fa e che era legato alla società di atletica guasilese.
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| Percorso sterrato (Foto Anto Cocco). |
La logistica.
Il ritrovo è presso l'impianto sportivo dove sorgono il campo di calcio e la nuovissima pista di atletica. Il percorso di gara è lungo poco meno di 1,2 km, da ripetersi per 4 volte, con l'aggiunta di un primo giro di pista dopo la partenza: in totale circa 5,1 km. Dopo il giro di pista si esce dall'impianto per un breve tratto su asfalto (circa 400 mt, con una leggera salita), poi si passa su una sterrata di circa 250 mt prima di ricollegarsi alla pista.
Le gare iniziano alle 18:30 con le categorie giovanili, per arrivare a quella più numerosa, che riunisce uomini e donne delle categorie master, promesse, senior e assoluti.
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| Antonello Vargiu (Foto Arnaldo Aru). |
Partenza gara.
Mi posiziono in prima fila, sul lato più esterno della pista, per avere spazio libero e partire con buona intensità. Gli stimoli sono tanti, dato che gareggio nel mio paese natale: qui ho spesso ottenuto risultati importanti, e anche stavolta ci tengo a fare una bella figura.
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| Passaggio dalla pista al cemento (Foto A. Aru). |
Primo km.
Dopo la pista morbida si affrontano alcune decine di metri di strettoia in cemento prima di immettersi sull'asfalto: il cambio di superficie — pista, cemento, asfalto — si sente subito. Segue un rettilineo di circa 100 mt fino a una breve salita di 40 mt che si fa sentire immediatamente. Per fortuna si svolta a sinistra su una strada dritta di circa 150 mt, dove l'unico problema è il vento da sud che ci prende in pieno. Un'altra svolta a sinistra segna la fine dell'asfalto e l'inizio dello sterrato, con una breve discesa. Proprio prima della curva successiva si chiude il primo km. Tempo: 3'50".
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| Tempo impiegato per km. |
Secondo km.
Dopo un primo km intenso, la fatica inizia a farsi sentire. Nel punto di svolta, prima dei 150 mt di sterrato, mi volto leggermente per controllare la distanza dai possibili avversari di categoria: individuo la sagoma di Pietro Usai, in completo giallo, a circa 60 mt. Sullo sterrato il ritmo rallenta, per la stanchezza ma anche per il fondo, ricco di sabbia e leggere ondulazioni: vengo superato da alcuni atleti più veloci di me su questo tipo di terreno.
Alla fine dello sterrato una doppia curva a destra riporta in pista; poco prima ci si trova su un tratto di sola ghiaia, dove la spinta dei piedi perde efficacia. In poco più di un km abbiamo attraversato praticamente ogni tipo di terreno — pista, cemento, asfalto, sterrato, ghiaia. Non mi era mai capitato un percorso così vario: davvero interessante.
Si rientra per la seconda volta in pista, per circa 300 mt, accolti dal tifo del pubblico, sugli spalti e lungo il campo. L'intensità resta buona, anche se il ritmo non è più quello iniziale. All'uscita dal campo c'è il punto di ristoro, con un gruppo di ragazzi che invita gli atleti a bere: per ora preferisco non fermarmi. Si ripercorre tutta la strada asfaltata fino a poco prima dello sterrato, dove si chiude il 2° km. Tempo: 4'06".
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| Arrivo di Antonello Vargiu (Foto A. Aru). |
Altri 3 km.
I due km successivi servono a consolidare la posizione: dietro di me gli ordini si sono ormai stabilizzati, e l'obiettivo diventa tenere il ritmo costante e curare al massimo la tecnica di corsa. 4° km: 4'05".
Con la posizione più tranquilla, riesco anzi ad alzare il ritmo. All'inizio del 5° km accetto volentieri un bicchiere d'acqua al volo, giusto per inumidire la bocca e rinfrescare il viso.
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| Premiazione SM65. |
L'arrivo.
Ormai i giochi sono fatti: perfino la breve salita di 40 mt quasi non la sento più. Nella discesa dello sterrato cambio ancora ritmo, consapevole che mancano poco più di 500 mt al traguardo. Lascio dietro di me due atleti con cui avevo corso quasi mezza gara e spingo sulle gambe, sicuro che con quell'intensità sarei arrivato al meglio. 5° km: 3'58".
Gli ultimi 70 mt, a favore di vento, li percorro in una manciata di secondi (13").
Ottimo arrivo: primo di categoria SM65 e 17° assoluto su 72 atleti arrivati, con il tempo di 20'23" sui 5,07 km (media 4'01" al km). Secondo di categoria Pietro Usai, terzo Mario Melis.
Niente male per un atleta a due giorni dal 68° compleanno.
Ottimo terzo tempo con pizzette, dolci misti, fette di anguria e melone (e tanta birra). Tutto a volontà.
Grazie Fabri e Gisa.
domenica 26 luglio 2026
Guasila, 25/07/26. Gara "Corri e Cammina" 1° Memorial Mino Boi.
Va di scena a Guasila il 1° Memorial Mino Boi organizzato dalla Società Ampa Training capitanata da Fabrizio Serafini e Gisa Saba. La gara è di circa 5,2 km e consiste in 4 giri da affrontare all'interno della pista di atletica e nelle vie limitrofe. Temperatura 30° e vento intenso da sud. Dislivello complessivo 40 mt. Gli atleti giunti al traguardo sono 72 (stesso numero dell'anno scorso) e includevano uomini e donne contemporaneamente. Nel mio caso ho avuto un riscontro cronometrico di 5,07 km corsi in 20'23" a una media di 4'01" a km. Questi i parziali: 1° km in 3'50"; 2° in 4'06"; 3° in 4'10"; 4° in 4'05"; 5° in 3'58"; 70 mt in 14". F C Media 149 (max 157), potenza media watt 394 (max 515). Cadenza di corsa media 186 (max 203) lunghezza media passo 1,33 mt. Tempo medio di contatto con il suolo 215 ms. Ho chiuso la gara al 17° posto assoluto (lo scorso anno 19°) e primo di categoria. 2° Pietro Usai (20°) e 3° Mario Melis (24°).
mercoledì 22 luglio 2026
Campo di Atletica Santoru (Cagliari), 22/07/26. 6 X 200 mt. Media 38". Recupero 1'30".
Allenamento alle 09:30 nella pista del Campo Santoru a Cagliari. Sole intenso con temperatura oltre 30° e forte umidità. Il lavoro di oggi consiste nel fare 6 x 200 mt con recupero da fermo di 1'30". Questi i parziali: 1° 220 mt in 38"2 (2'53" a km); 2° 200 in 37"9 (3'13"); 3° 190 in 36"7 (3'12"); 4° 190 in 37"6 (3'14"); 5° 190 in 37"4 (3'12"); 6° 200 in 36"7 (3'05").
martedì 21 luglio 2026
Correre con il caldo. Scritto da Fulvio Massini.
sabato 18 luglio 2026
Supplementazione e cibi fortificati: un po' di chiarezza. Scritto dal Dott. Andrea Deledda.
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| http://italianbody.it/ |
martedì 14 luglio 2026
Andature tecniche. Scritto da Gianluca De Luca*.
L'andatura più nota e praticata (anche dai non "addetti ai lavori") è sicuramente lo skip corto, che i più esterofili conoscono col nome di High Knees.
domenica 12 luglio 2026
Il programma per i 1500 mt. secondo Albanesi.
giovedì 9 luglio 2026
Urzulei (OG), 06/07/26. Camminata da Ghenna'e Silana a "Su Gorropu". Andata e ritorno.
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| Inizio camminata. |
Oggi è in programma un qualcosa di speciale. Io e Diego andiamo a visitare il canyon di "Su Gorropu". Per farlo occorre affrontare una camminata molto particolare, che vale molto di più di una semplice corsa.
Gorropu è tra i canyon più spettacolari e profondi d'Europa. Si tratta di una gola di origine erosiva, lunga un chilometro e mezzo, che segna il confine tra il territorio barbaricino di Orgosolo e quello ogliastrino di Urzulei.
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| Pinnetta. |
Scavato nel tempo dalla forza del rio Flumineddu, che scorre per ampi tratti invisibile alla vista per poi riemergere magicamente in fresche cascatelle e pozze dove fare il bagno.
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| Leccio gigante. |
Raggiungibile tramite un sentiero ben segnalato di circa 4,5 km, si scende dal passo di Ghenna'e Silana, situato a 1070 m s.l.m., fino all'ingresso del canyon, con un dislivello di circa 700 metri.
Ovviamente occorre essere minimamente attrezzati con abbigliamento tecnico, cappello, scarpe adatte e, soprattutto, acqua.
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| Cinghiale in pinnetta piccola. |
La camminata di andata è quasi totalmente in discesa. Sostanzialmente è accessibile a tutti, però occorre prestare la giusta attenzione soprattutto nella parte finale, poco prima di accedere al rio Flumineddu.
Durante la discesa si possono ammirare alcune costruzioni denominate "Pinnettas", fatte in legno, usate in passato come rifugio dai pastori.
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| Mio bagno nella vasca. |
Imponenti gli alberi del bosco, alcuni dei quali superano addirittura i 200 anni di vita. Lecci, tassi, ginepri e corbezzoli di dimensioni immense.
Risulta abbastanza probabile incontrare qualche esemplare della fauna barbaricina, soprattutto cinghiali. Noi ne abbiamo trovato uno che se ne stava beatamente a riposare dentro una piccola pinnetta.
Man mano che si scende, la vegetazione si fa sempre più fitta, per cui si cammina quasi costantemente all'ombra.
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| Zona verde del canyon. |
Nel punto più basso, prima dell'ingresso al canyon, si arriva sul letto del fiume, dove l'acqua riaffiora da sottoterra andando a riempire vasche naturali in cui è possibile fare il bagno. Per dissetarsi è presente anche una sorgente potabile, segnalata da una bandiera della Sardegna.
L'ingresso al canyon è a pagamento (6 euro): vengono fornite informazioni di carattere generale e piccoli suggerimenti su come districarsi all'interno. Valgono sicuramente la spesa: il vero spettacolo inizia lì.
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| Parete canyon. |
La prima parte, "verde", è adatta a tutti, anche se occorre comunque una buona mobilità. È la parte più lunga e ci porta nel cuore del silenziosissimo canyon.
Leggermente più difficile il percorso "giallo", ma sicuramente più bello e particolare. È abbastanza corto ma impegnativo, dove si cammina su grandi pietre o attraverso strette feritoie. Difficile, ma tutto sommato niente di estremo.
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| Particolare da una grotta del canyon. |
Il percorso "rosso" è la parte più impegnativa, da affrontare solo con le guide. Qui occorre arrampicarsi su pareti con l'attrezzatura da alpinisti. Praticamente impossibile per noi comuni mortali.
Terminata la visita, è possibile ritornare a Ghenna'e Silana ripercorrendo lo stesso sentiero dell'andata, oppure risalire con l'aiuto di un transfer in jeep, prenotabile al punto informazioni all'ingresso del canyon.
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| Inizio zona rossa. |
Noi abbiamo scelto la salita a piedi, e devo ammettere che non è stata per niente semplice. Nessun paragone tra ciò che appariva agevole la mattina, durante la discesa, e la risalita serale dopo un'intera giornata di cammino. Per fortuna avevamo ancora qualcosa da mangiare e buone riserve d'acqua.
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| Bosco fitto. |
4,5 km di salita con 700 metri di dislivello hanno messo a dura prova anche due atleti come me e Diego.
Finalmente, una volta raggiunta Ghenna'e Silana, abbiamo potuto recuperare un po' di energie, anche se poi ci aspettava un viaggio di quasi tre ore per il rientro a Cagliari.
Giornata comunque memorabile.
Foto Antonello Vargiu e Diego Matta (Antonello in vasca).
martedì 7 luglio 2026
Dorgali, 05/07/26. Gara di 1500 mt su pista in 5'36"84.
Gara di 1500 mt nella pista di Dorgali alle ore 21:25. Tempo impiegato 5'36"84 a 3'44" di media a km. Temperatura di 27° e assenza di vento. F C Media 142 (max 156), potenza media 402 (max 506), cadenza di corsa media 182 (max 198), lunghezza media passo 1,40 mt. Tempo medio di contatto al suolo 206.
giovedì 2 luglio 2026
Mulinu Becciu, 02/07/26. 10 X 300 mt. Media 59". Recupero 2'.
Allenamento nell'isolato di Mulinu Becciu tra le vie Giotto, Carpaccio e Deliperi con 10 X 300 mt a una media di 59". Recupero di 2' con 200 mt a passo. Questi i parziali con indicato anche la media a km dato che i 300 mt sono stati corsi su percorso non misurato.
1° 300 mt in 62"2 (3'26"); 2° 310 mt in 61"4 (3'18"); 3° 300 mt 59"2 (3'16"); 4° 310 mt in 58"9 (3'12"); 5° 300 mt in 61"9 (3'24"); 6° 300 mt in 61"2 (3'21"); 7° 310 mt in 61"7 (3'21"); 8° 300 mt in 58"4 (3'13"); 9° 300 mt in 56"7 (3'11"); 10° 310 mt in 59"3 (3'12").
Temperatura 31° con sole intenso. Vento da nord a 30 km/h.
martedì 30 giugno 2026
Cardedu (OG), 29/06/26. Da Marina di Cardedu a "Su Sirboni". Resoconto di un mio allenamento con foto.
lunedì 29 giugno 2026
Cardedu, 29/06/26. Da Marina di Cardedu a Su Sirboni e viceversa. Km 10 in 45'46" a 4'34" a km.
Allenamento di 10 km con partenza dalla Marina di Cardedu sino a "Su Sirboni" e viceversa. Cinque km di andata e cinque di ritorno. Strada sul lungo mare molto panoramica. Temperatura intorno ai 35° con alta umidità e vento da sud est. Partenza quasi da fermo con i primi 3 km molto tranquilli mentre i restanti 7 km a andatura più intensa. 10 km in 45'46" a una media di 4'36". Dislivello di 78 mt, calorie consumate 671. F C Media 146 (max 162). Potenza media 353 (max 475). Cadenza di corsa media 179 (max 190). Lunghezza media passo 1,21 mt. Tempo medio di contatto con il suolo 235 ms.
Cala Gonone (Dorgali), 27/06/26. Da Palmasera a Cala Fuili e viceversa. Km 6 in 29' a 4'49" a km.
Allenamento poco dopo le ore 16 lungo la strada che dal resort Palmasera conduce sino alla Cala Fuili. Si tratta di un percorso lungo circa 3 km con un dislivello totale di 90 mt e posizionato ad un certo livello sul mare tale da permettere la vista di una lunga parte della costa. Quota minima 20 slm (partenza resort) max 60. Temperatura di 36° all'ombra con leggera brezza da nord est. Partenza molto cauta nei primi 3 km di andata per poi andare in leggera progressione nei 3 km di rientro. Km 6 in 29'00". Questi i parziali: 1° km in 5'21"; 2° in 4'49"; 3° in 5'13"; 4° in 4'26"; 5° in 4'40"; 6° in 4'30". Media a km 4'49". F C Media 141 (max 160), potenza media 342 (max 445). Cadenza di corsa media 179 (max 193), lunghezza media passo 1,14 mt. Tempo medio di contatto con il suolo 240 ms.
giovedì 25 giugno 2026
Mulinu Becciu, 25/06/26. 4 X 1 km con recupero 3'. Media 3'46".
Ripetute da 1 km fatte 4 volte nell'isolato di Mulinu Becciu tra le vie Carpaccio, Giotto e Deliperi lungo 1060 mt.
Temperatura di poco sopra i 30° con sole intenso e leggera brezza di scirocco.
Il recupero tra le ripetute era di 3' a passo.
Questi i parziali: 1° km in 3'49"; 2° in 3'46"; 3° in 3'49"; 4° in 3'42". Media di 3'46".
martedì 23 giugno 2026
Lo stretching visto da Fulvio Massini.
Le origini sono orientali. Le filosofie orientali tendono infatti a considerare corpo e mente un tutt’uno. Inoltre deriva proprio da questi popoli lontani l’idea di concentrarsi sulle proprie sensazioni.
A Bangkok statue di 2000 anni rappresentano persone nell’atto di allungarsi. Nell’antica Cina in moltissimi praticavano l’allungamento. Alcuni modelli di esercizi sono stati ritrovati nello yoga indiano. Il pioniere dell’era “moderna” è stato Kabat ideatore della PNF (proprioceptive neuromuscolar facilitation), seguito poi da Bob Anderson, Jan Ekstrand. Holt nel 1971 rielaborò il metodo PNF arrivando alla nuova tecnica “Stretching per lo sport” (www.aliensteam.it).
domenica 21 giugno 2026
Macomer, 21 giugno 2026 — gara su 800 metri: è in gioco il record sardo SM65.
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| Antonello Vargiu Foto Diego Matta. |
Giornata rovente, quella di Macomer. Centocinquanta chilometri da Cagliari, in compagnia di Diego, Mauro, Andrea e Francesca, per arrivare al campo d'atletica "Scalarba" proprio mentre le prime gare della giornata stanno già scaldando la pista. Davanti a me due ore da gestire con cura: prima il recupero dal lungo viaggio, poi, a circa un'ora dalla partenza, il riscaldamento. Sugli spalti, almeno, si respira un po' di sollievo: un'ampia tettoia ci ripara dal sole che già morde.
L'obiettivo della giornata ha un nome e una data precisi: il record sardo della categoria SM65, 2'41"80, scritto da Andrea Renzo Casula (classe 1940) a Sassari il 3 luglio 2005. Un primato che resiste da oltre vent'anni — niente di facile da scalfire.
A pochi minuti dal via, il termometro segna 34°C all'ombra, il sole è una lama, il vento appena percettibile soffia da sud. Start fissato per le 11:25. Ventuno atleti al via, ma nella mia categoria siamo in due soli: io e Giovanni Farru (CCRS Sorso), più giovane di due anni e in lizza insieme a me per il titolo regionale.
Tre batterie da sette atleti. Farru, privo di tempo di accredito, viene inserito nella prima; io, con il mio 2'42"16 — appena 36 centesimi sopra il record — corro nella seconda. Ma prima devo guardare lui.
E quello che vedo mi gela: 2'32"78. Un crono fuori da ogni previsione. In un istante il record passa nelle sue mani, e la distanza da colmare non è più di pochi centesimi: sono quasi dieci secondi.
Ci chiamano in pista. I primi 120 metri si corrono in corsia, poi il rientro in prima. Lo stato d'animo, lo ammetto, non è dei migliori: la sfida che mi aspetta ora è molto più dura di quella per cui ero venuto a gareggiare questa mattina. Ma ormai sono lì, sul punto di partenza, e l'unica cosa da fare è dare tutto quello che ho.
Lo sparo. La pista rossa brucia sotto un caldo che, percepito, sfiora i 37°C. Partenza controllata ma decisa. L'obiettivo è passare i 400 metri intorno a 1'18" — e già lì la fatica si fa sentire, dura e concreta.
Il tratto più crudele è quello tra i 400 e i 600 metri: è lì che la stanchezza ti aggredisce, è lì che si rischiano di perdere secondi preziosi, senza nessun avversario davanti con cui agganciarsi e dividere lo sforzo. Poi arrivano gli ultimi 200, i più importanti di tutti: quelli in cui non resta che spingere, spingere ancora, mentre dagli spalti l'incitamento si fa più forte. In quei metri non c'è spazio per pensieri: solo l'istinto di dare tutto ciò che resta.
Gli ultimi 60 metri sono un inferno. Le forze sembrano esaurite, eppure — chissà come — si trovano ancora. Poi, finalmente, il traguardo. Riesco a malapena a fermare il cronometro del Garmin. Il fiato è corto, le gambe cedono, qualche stretta di mano con chi è arrivato insieme a me. E poi la paura, quella vera, di guardare il tempo.
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| Io e Giovanni Farru a fine gara. |
Verdetto provvisorio: 2'37". Non basta. Manca solo la conferma ufficiale. Arriva, pochi minuti dopo: 2'37"22. Sarebbe stato il nuovo record sardo SM65, se Giovanni Farru non si fosse presentato al via. Pazienza — ho dato tutto quello che avevo, e a volte basta guardarsi allo specchio per sapere di aver corso bene.
A complicare il weekend, anche un altro capitolo: il giorno prima, sabato 20 giugno, lo stesso Farru aveva gareggiato sui 1500 metri, portandomi via anche quel record — quello che avevo conquistato proprio a Macomer il 6 giugno con 5'13"71. Lui ha chiuso in 5'09"58. Onore a chi corre così.
Resta, comunque, la soddisfazione di aver firmato, alle soglie dei 68 anni, due tempi importanti su due distanze a cui mi sono dedicato solo negli ultimi mesi. La mia specialità resta un'altra: i 5000 metri, dove il 23 maggio a Misano Adriatico ho chiuso quarto a livello nazionale in 19'11".
Ho ancora un anno e mezzo per divertirmi in questa categoria, prima del salto di categoria nel 2028. Spero di arrivarci con le stesse gambe — e con la stessa fame — di oggi.
Il tempo sarà maestro...











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