mercoledì 20 maggio 2026
Su Planu, 20/05/26. SM65, il periodo più proficuo della mia storia atletica.
martedì 19 maggio 2026
Mulinu Becciu, 19/05/26. 3 K intensi in 11'30" a 3'50" di media.
Allenamento nell'isolato tra le Vie Giotto, Carpaccio e Deliperi a Mulinu Becciu lungo 1060 mt. Ore 19:50', sole debole e temperatura di 21°, vento di maestrale a 20 km/h.
Questi i parziali dei 3 km: 1° km in 3'49"9; 2° in 3'53"2; 3° in 3'46"4. Totale 11'30" a una media di 3'50" a km.
Dislivello 15 mt, calorie 179. F C Media 147 (max 158), potenza media 419 W (max 525). Cadenza di corsa media 187 (max 194), lunghezza media passo 1,38 mt. Tempo medio di contatto con il suolo 209 ms.
sabato 16 maggio 2026
Mulinu Becciu, 16/05/26. Allenamento scalare: 1000 mt+800+600+400+200. Recupero 2'.
Allenamento scalare nel circuito di Mulinu Becciu lungo 1.060 mt. Temperatura ideale di 20° con presenza parziale del sole e tantissimo vento di maestrale (37 km/h). L'allenamento consiste nel partire con un 1000 mt e decrescere gradualmente di 200 mt per volta sino all'ultimo 200 mt. Questi i parziali: 1000 mt in 3'27"; 800 mt in 2'51"; 600 mt in 2'05"; 400 mt in 1'25"; 200 mt in 38". Recupero 2' in souplesse.
mercoledì 13 maggio 2026
Campo Santoru CA, 13/05/26. 4 X 1000 mt. Media 3'39", recupero 3'.
Allenamento al Campo Santoru in Viale Diaz a Cagliari in compagnia di Diego. Temperatura ottimale di 22° con sole intenso e vento di maestrale a 22 km/h. 4 X 1000 mt con 3' di recupero da fermo. La distanza è perfetta di 1 k ma il Garmin ha rilevato qualche metro in meno. Questi i parziali: 1° km in 3'37"4; 2° in 3'39"6; 3° in 3'41"9; 4° in 3'37"0. Media a km 3'39".
lunedì 11 maggio 2026
Dieci anni al Meeting Terra Sarda: il percorso di Antonello Vargiu tra sport e grandi campioni
Ho partecipato al Meeting Terra Sarda per dieci anni, ovvero da quando la manifestazione ha aperto le porte anche agli atleti Master. In questo lungo percorso ho avuto la possibilità di vivere da vicino un evento di grande prestigio, condividendo pista e atmosfera con atleti di fama internazionale, osservandoli a pochi metri durante il riscaldamento, la preparazione e le gare.
Ho voluto raccogliere una rapida sintesi, anno per anno, dei risultati più significativi del Meeting e delle mie partecipazioni personali come atleta Master, in un arco di tempo che va dai 44 ai 53 anni. Accanto alla località della manifestazione sono indicati categoria Master, gara disputata e tempo ottenuto.
1ª edizione – Cagliari, 10 settembre 2002
(MM40) – 1500 metri in 4’25”96
Campo CONI
Gare maschili
Nelle gare maschili in pista si registra un buon 10”10 di Aliu (Nigeria), vincitore dei 100 metri. Nei 400 ostacoli Fabrizio Mori, con 50”71, supera di misura Ottoz, secondo in 50”76. Sui 400 metri successo dell’australiano Dwier in 46”84, mentre negli 800 metri si impone Yampoi (Kenya) in 1’48”34. I 3000 metri vengono vinti da Kipkoge (Kenya) in 7’46”34 davanti al connazionale Kemei, tesserato con l’Atletica Oristano, secondo in 7’46”42.
Gare femminili
Tra le donne, nei 100 metri si assiste alla vittoria di Ojokolo (Nigeria) in 11”23 davanti a Manuela Levorato, seconda in 11”33. Sui 400 metri vince Afolabi (Nigeria) in 52”03, mentre nei 1500 metri prevale l’ucraina Lishchinska in 4’14”91.
Gara Master
La gara dei 1500 metri Master uomini, la prima in assoluto inserita nella manifestazione, viene vinta da Maurizio Dessì (TM) in 4’21”53. Io, categoria MM40, chiudo al 4° posto in 4’25”96 tra 14 atleti classificati.
2ª edizione – Oristano, 6 settembre 2003
(MM45) – 800 metri in 2’09”72
Campo Sacro Cuore
Gare maschili
Nei 100 metri Edson Ribeiro (Brasile) vince in 10”29 davanti a Simone Collio, secondo in 10”37. I 110 ostacoli sono conquistati da Andrea Giaconi (Fiamme Gialle) in 13”76. La gara dei 1000 metri va a Samwel Mwera (Tanzania) in 2’17”85. Nel salto in lungo Nicola Trentin atterra a 7,97.
Gare femminili
Tra le donne spicca Manuela Levorato, che chiude i 100 metri in 11”22. Nel salto in lungo Fiona May arriva a 6,48.
Gara Master
La gara Master sugli 800 metri viene vinta da Emanuele Concu (TM) in 2’05”59. Io concludo al 6° posto in 2’09”72 tra 13 atleti arrivati.
3ª edizione – Sanluri (VS), 10 settembre 2004
(MM45) – 1500 metri in 4’24”21
Campu Nou
Gare maschili
Sui 100 metri successo di Waugh (USA) in 10”60. Nei 400 metri vittoria di Galletti in 47”11 davanti a Barberi, secondo in 47”26. Andrea Longo conquista gli 800 metri in 1’48”15, mentre nei 1500 metri prevale Mwera (Tanzania) in 3’42”84. Nell’asta Giuseppe Gibilisco supera quota 5,50, mentre nel lungo il bulgaro Atanasov atterra a 8,16 precedendo Trentin, fermo a 8,08. Nella staffetta 4x100 buon 41”07 per il quartetto Verdecchi-Donati-Collio-Checcucci.
Gare femminili
Tra le donne si segnala il 52”19 della russa Zykina nei 400 metri e il 4’12”57 dell’algerina Touhami nei 1500. Nel lungo ottimo 6,89 della russa Lebedeva.
Gara Master
Nella gara Master dei 1500 metri successo di Filippo Salaris in 4’18”05. Io chiudo al 4° posto assoluto realizzando il mio personale sui 1500 metri con 4’24”21, tra 15 atleti al traguardo.
4ª edizione – Nuraminis (CA), 10 settembre 2005
(MM45) – 1500 metri in 4’40”59
Campo Comunale
Gare maschili
Si rinnova il duello nei 110 ostacoli tra Matheus Inocencio (Brasile), vincitore in 13”72, e Andrea Giaconi, secondo in 13”73. Nei 100 metri arrivo in parità tra Ainsley Waugh (Giamaica) e Uchenna Emedolu (Nigeria), entrambi in 10”22; terzo Simone Collio in 10”31. Ottimo 46”20 di Andrea Barberi nei 400 metri, mentre negli 800 metri vince Abdoulaye Wagne (Senegal) in 1’47”12. Nell’alto Andrea Bettinelli supera 2,23 precedendo i fratelli Ciotti, entrambi a 2,20. Nel lungo Andrew Howe vince con 7,92 davanti a Trentin (7,74).
Gare femminili
Nei 100 metri successo di Sylvie M’Balla (Camerun) in 11”41 davanti a Emma Ania (Gran Bretagna), seconda in 11”42. Nei 100 ostacoli prevale Reyna Okori Flor (Francia) in 13”17. I 400 metri sono vinti da Olabisi Afolabi (Nigeria) in 53”57, mentre negli 800 metri Elisa Cusma, con 2’04”54, supera Eleonora Burlanda e Nahida Touhami, entrambe in 2’04”87. Nei 3000 metri Jumanne Nkori Kaituni (Tanzania) vince in 9’17”58 davanti a Claudia Pinna, seconda in 9’20”38. Nel lungo Fiona May chiude con 6,45.
Gara Master
Nei 1500 metri Master vittoria di Emanuele Concu in 4’17”22. Io termino al 9° posto su 13 classificati con il tempo di 4’40”59.
5ª edizione – Isili (CA), 2 settembre 2006
(MM45) – 1500 metri in 4’36”53
Campo Comunale
Gare maschili
Nei 110 ostacoli il solito Matheus Inocencio vince in 13”64, mentre nei 100 metri Andrew Howe chiude in 10”27. I 400 metri sono conquistati da Carlos Santa (Repubblica Dominicana) in 46”01. Sugli 800 metri domina Joseph Mutua (Kenya) in 1’46”23 davanti ad Abdoulaye Wagne (Senegal), secondo in 1’46”47. Nei 3000 metri successo di Wilson Kipkenei Busienei (Uganda) in 7’57”79 su Felix Kibore (Kenya), secondo in 7’57”92.
Gare femminili
Nei 100 ostacoli vince Josephine Onya (Nigeria) in 12”96, mentre nei 100 metri prevale Brianna Glenn (USA) in 11”40. Nei 400 metri successo della russa Tatyana Firova in 52”47; negli 800 metri vince la connazionale Svetlana Cherkasova in 2’04”12. I 3000 metri sono conquistati da Beatrice Jepchumba (Kenya) in 9’18”38.
Gara Master
Nei 1500 metri Master vittoria di Pasqualino Carta in 4’28”48. Io concludo in 4’36”53, classificandomi 6° tra 17 atleti arrivati.
6ª edizione – Olbia, 21 settembre 2007
(MM45) – 1500 metri in 4’37”19
Stadio Comunale “A. Caocci”
Gare maschili
Nei 100 metri successo dello statunitense Michael Rodgers in 10”22 davanti a Simone Collio (10”32), Chris Johnson (USA) in 10”35 e Andrew Howe in 10”37. I 400 metri vengono vinti dal francese El Hauzy Abderrhaim in 47”29 davanti ad Andrea Galletti, secondo in 47”57. Negli 800 metri tripletta italiana con Obrist vincitore in 1’46”65 davanti a Mohamed Moro (1’47”89) e Maurizio Bobbato (1’48”08). Nei 3000 metri vittoria del marocchino Aziz Ennaji El-Idrissi in 7’48”12. Nei 400 ostacoli Nicola Cascella chiude in 50”83, mentre nel salto in lungo Nicola Trentin arriva a 7,55.
Gare femminili
Nei 100 metri vince Shelly Ann Frazier (Giamaica) in 11”44 davanti a Emma Ania (Gran Bretagna), seconda in 11”62, e Aurora Salvagno, terza in 11”72. Nei 400 metri la senegalese Amy Mbacke Thiam chiude in 50”94. Negli 800 metri la cubana Santiusti Caballero e l’italiana Elisabetta Artuso terminano con lo stesso tempo di 2’06”93. Nei 3000 metri successo di Saleh Jasmin Kereema (Bahrein) in 9’16”01 davanti a Claudia Pinna, seconda in 9’17”00. Nei 100 ostacoli vittoria di Micol Cattaneo in 13”28, mentre nei 400 ostacoli prevale la francese Sylvanie Morandais in 59”43. Nel getto del peso ottima prova di Assunta Legnante con 18,53.
Gara Master
Nella gara Master dei 1500 metri successo di Stefano Demurtas (Junior) in 4’18”70. Io chiudo al 6° posto in 4’37”19 tra 24 atleti classificati.
7ª edizione – Cagliari, 18 luglio 2008
(MM50) – 3000 metri in 9’52”30
Stadio Comunale di Atletica Leggera
Gare maschili
Nei 100 metri vince Stephane Buckland (Mauritius) in 10”32 davanti a Uchenna Emedolu (Nigeria) in 10”36 e Simone Collio in 10”38. Sui 200 metri Buckland concede il bis con un ottimo 20”80 davanti a Claudio Licciardello, secondo in 21”22. Nei 400 metri emozionante testa a testa tra Isaac Makwala (Botswana) e Alleyne Francique (Grenada): 46”65 per il primo e 46”66 per il secondo. Negli 800 metri domina Gilbert Kipchoge (Kenya) in 1’47”17. Nella gara regionale dei 1500 metri successo di Oualid Abdelkader in 4’02”92.
Gare femminili
Nei 100 metri vittoria di Emma Ania (Gran Bretagna) in 11”29 davanti a Stephanie Durst (USA), seconda in 11”40. Sui 200 metri Anyika Onuora (Gran Bretagna) si impone in 23”22 davanti alla stessa Ania, seconda in 23”25. Sugli 800 metri vince Monique Henderson (USA) in 52”24. Nella gara regionale dei 1500 metri successo di Jessica Pulina in 4’50”71.
Gara Master
La prova Master sui 3000 metri viene vinta da Luigi Leotta in 9’17”48. Io concludo al 6° posto tra 21 arrivati con il tempo di 9’52”30.
8ª edizione – Orroli (CA), 4 settembre 2009
(MM50) – 3000 metri in 10’05”04
Campo Comunale
Gare maschili
Nei 100 metri il giamaicano Ainsley Waugh vince in 10”41 davanti a Roberto Donati, autore di un ottimo 10”45. Nei 400 metri bel duello tra William Collazo (Cuba), vincitore in 46”53, ed Erison Hurtault (Repubblica Dominicana), secondo in 46”83. Oscar Pistorius (Sudafrica) chiude al 4° posto in 47”93. Negli 800 metri vittoria del keniano Geoffrey Kibet in 1’50”11 davanti al connazionale Samson Reson Surum, secondo in 1’51”16. Nei 3000 metri successo di Ezekiel Kemboi (Kenya) in 8’06”00. Nei 110 ostacoli Andrew Turner (Gran Bretagna) vince in 13”56 davanti a Sands Shamar (Bahamas) e Jeff Porter (USA), entrambi in 13”61. Nel salto in alto Andrea Bettinelli supera 2,21, stessa misura dello statunitense Jami Nieto, mentre nel lungo l’algerino Iassam Nina arriva a 7,35. Nei 3000 metri di marcia Alex Schwazer precede di pochissimo Ivano Brugnetti: 11’38”48 contro 11’38”52.
Gare femminili
Nei 100 metri vittoria di Gloria Asumnu (USA) in 11”27 davanti a Emma Ania (Gran Bretagna), seconda in 11”37, e ad Aurora Salvagno, terza in 11”63. Nei 400 metri successo della russa Anastasia Kapachinskaia in 51”94, mentre sugli 800 metri prevale la connazionale Elena Kofanova in 2’06”49. Nei 3000 metri vince Zakia Mohamed Mrisho (Tanzania) in 9’15”18. Nei 100 ostacoli la giamaicana Nichiesha Wilson si impone in 12”98 davanti all’italiana Marzia Caravelli, seconda in 13”50. Nel getto del peso ottima prova della bielorussa Natallia Mikhnevich con 19,27.
Gara Master
Nei 3000 metri Master vittoria di Luigi Leotta in 9’29”73. Io termino all’8° posto su 14 classificati con il tempo di 10’05”04.
9ª edizione – Arzana (OG), 7 settembre 2010
(MM50) – 3000 metri in 10’27”87
Stadio Comunale “Sturrusè”
Gare maschili
Nei 100 metri Mike Rodgers (USA) e Justin Gatlin (USA) chiudono appaiati in 10”15, davanti a Dwain Chambers (Gran Bretagna), terzo in 10”26, e Simone Collio in 10”37. Sui 200 metri netta vittoria di Gatlin in 20”63 davanti al giamaicano Oral Thompson, secondo in 20”99, e a Roberto Donati in 21”25. Nei 400 metri grande prova di Marco Vistalli, vincitore in 45”85, mentre sugli 800 metri si impone il keniano Koech Jobkinyor in 1’48”07. Nei 3000 metri spettacolare finale tra il keniano John Kipkoech, primo in 7’45”76, e l’etiope Roba Gary, secondo in 7’45”85. Nel lungo ottimo 8,07 del britannico Greg Rutherford. Nei 5000 metri di marcia Ivano Brugnetti domina in solitaria chiudendo in 20’01”27.
Gare femminili
Bella sfida nei 100 metri tra l’americana Mikele Barber, vincitrice in 11”40, Manuela Levorato, seconda in 11”62, e Aurora Salvagno, terza in 11”71. Nei 200 metri la statunitense Shareese Woods vince in 23”12 davanti alla stessa Barber, seconda in 23”22. Nei 400 metri successo della senegalese Amy Mbacke Thiam in 51”56 davanti a Monica Hargrove (USA), seconda in 52”00. Sugli 800 metri vittoria della keniana Janeth Jepkoech Busienei in 2’00”77. Nei 3000 metri dominio keniano con Mercy Cherono prima in 9’05”52 davanti a Pauline Chem Korikwiang, seconda in 9’05”78. Nei 100 ostacoli Marzia Caravelli chiude in 13”40 precedendo di poco la britannica Gemma Samantha Bennett, seconda in 13”47.
Gara Master
Nei 3000 metri Master successo di Alex Sanna in 9’32”23. Io chiudo all’11° posto su 12 arrivati con il tempo di 10’27”87.
10ª edizione – Arzana (OG), 30 luglio 2011
(MM50) – 1500 metri in 4’49”99
Campo Comunale “Sturrusè”
Gare maschili
Grande prestazione nei 100 metri del giamaicano Steve Mullings, vincitore con il record del meeting in 9”93. Molto vicino il connazionale Lerone Clarke, secondo in 10”13. Sui 200 metri Mullings concede il bis imponendosi in 20”21 davanti al sudafricano Ofentse Mogawane, secondo in 20”71. Nei 400 metri successo di Lansford Spence (Giamaica) in 46”36. Negli 800 metri bella rimonta del marocchino Amine El Manaaoui, vincitore in 1’46”48. Nei 3000 metri vittoria del keniano Ezekiel Kemboi in 7’49”95 davanti al connazionale Paul K. Tanui, secondo in 7’50”88. Nel salto in lungo il cubano Wilfredo Martínez chiude con 7,93.
Gare femminili
Nei 100 ostacoli Marzia Caravelli, tesserata per il CUS Cagliari, chiude in 13”01. Nei 100 metri l’americana Alexandria Anderson vince in 11”13 davanti alla giamaicana Sheron Simpson, seconda in 11”32. Nei 200 metri bella sfida tra Tiffany Townsend (USA), vincitrice in 22”28, Alexandria Anderson, seconda in 22”90, e Charonda Williams (USA), terza in 22”97. Nei 400 metri successo della giamaicana Sherika Williams in 51”03, mentre negli 800 metri Marta Milani si impone in 2’02”90. Nei 3000 metri vittoria dell’etiope Asmerawork Bekele in 9’04”85.
Gara Master
Nei 1500 metri Master vittoria di Patrik Mei in 4’28”36. Io concludo la prova in 4’49”99, classificandomi 12° tra 18 atleti arrivati.
domenica 10 maggio 2026
Bressanone, 22/06/2008. Campionati Italiani Master su pista-5000 mt. La mia gara-
Il 23/05/2026 parteciperò ai Campionati Italiani Master su strada – 5000 metri, che si svolgeranno a Misano Adriatico (RN).
Ho una bella esperienza vissuta 18 anni fa che mi fa piacere ricordare: quella compiuta a Bressanone il 22/06/08 dove conquistai il secondo posto assoluto SM50.
Il viaggio verso Bressanone è condiviso con Mauro Desogus, atleta come me della Futura Cagliari, compagno di tanti allenamenti e di infinite sedute macinate insieme nel corso degli anni.
Arrivo a questo appuntamento in ottime condizioni fisiche. È il mio primo anno nella categoria SM50 e sento dentro di me che devo sfruttare al massimo questa occasione.
Raggiungiamo Bressanone giovedì 19 giugno, noleggiando un’auto appena atterrati all’aeroporto di Venezia. Alloggiamo in un bellissimo albergo tipico della zona, immerso nel fascino del legno e dell’atmosfera alpina.
Già venerdì 20/06 mi presento in pista per affrontare i 1500 mt nella pista di Bressanone chiudendo la gara in 4'39" e arrivando 6° in categoria.
Il sabato lo dedichiamo alla scoperta delle magnifiche Dolomiti, montagne che fino a quel momento avevamo ammirato soltanto in cartolina. Passeggiamo in alta quota e pranziamo in un rifugio alpino, gustando i piatti tipici del posto. Un’esperienza che già da sola rende speciale quel weekend.
La mattina della gara io e Mauro ci presentiamo in pista sereni e motivati, senza l’assillo del risultato a tutti i costi. Forse è proprio questa tranquillità uno dei segreti che mi permette di affrontare al meglio una competizione così importante.
La temperatura è ideale. Al momento della partenza non conosco quasi nulla dei miei avversari, ma una cosa è certa: darò tutto quello che ho.
Finalmente lo sparo.
Fin dai primi giri riesco a trovare subito una buona posizione, senza pensare troppo a tatticismi o strategie. Nei 5000 metri contano soprattutto costanza, resistenza e capacità di mantenere il ritmo. È una gara che spesso si costruisce già nella parte centrale: dodici giri e mezzo in cui l’aerobico domina e ogni esitazione può costare cara.
La corsa procede bene. Mi ritrovo stabilmente tra i primi tre della categoria e il ritmo è sostenuto.
Dal bordo pista sento le indicazioni degli allenatori rivolte agli altri atleti, mentre io devo gestire tutto da solo. L’unica voce familiare è quella di Mauro, che dalla tribuna continua a incitarmi e a spingermi a non mollare.
A metà gara decido di cambiare passo e conquistare la seconda posizione. Davanti a tutti c’è Luca Guerini della SGM Forza e Coraggio Milano, con alcuni secondi di vantaggio. L’andatura è elevata: stiamo viaggiando intorno ai 3’25” al chilometro.
Alle mie spalle Leonardo Zamboni della SG Fondriest Rovereto perde leggermente terreno, mentre gli altri iniziano a soffrire il ritmo.
Quando suona la campana dell’ultimo giro decido di dare tutto. Spingo al massimo e, metro dopo metro, riesco anche a ridurre il distacco da Guerini. Ai 200 metri finali sento la voce del suo allenatore che lo avvisa del mio recupero e lo incita a chiudere la gara.
In quel momento capisco che il margine è ancora troppo ampio per colmarlo completamente, ma trovo comunque la lucidità per mantenere il ritmo e difendere con determinazione la seconda posizione.
Taglio così il traguardo da vicecampione italiano master dei 5000 metri, con il tempo di 17’08”92, alla media di 3’26” al chilometro.
Davanti a me Guerini conquista il titolo in 16’59”08, mentre Zamboni chiude terzo in 17’15”54, seguito da Maurizio Sgarbossa della Polisportiva Dilettantistica Pio X Rovigo in 17’16”89.
A fine gara esplode tutta la gioia per una medaglia che rappresenta molto più di un semplice piazzamento: sacrifici, allenamenti, passione e la soddisfazione di aver dato davvero tutto in pista.
sabato 9 maggio 2026
Mulinu Becciu, 09/05/26. 10 X 300 mt. Media 59" con 90" di recupero in souplesse.
Allenamento nella via Giotto a Mulinu Becciu con 10 X 300 mt a una media di 59". Recupero di 1'30" con 200 mt in souplesse. Questi i parziali con indicato anche la media a km dato che i 300 mt sono stati corsi su percorso non misurato.
1° 300 mt in 61"9 (3'29"); 2° 300 mt in 61"1 (3'24"); 3° 300 mt 60"5 (3'23"); 4° 300 mt in 59"6 (3'19"); 5° 300 mt in 60"8 (3'26"); 6° 300 mt in 58"1 (3'14"); 7° 300 mt in 59"2 (3'16"); 8° 300 mt in 58"5 (3'17"); 9° 290 mt in 58"9 (3'20"); 10° 300 mt in 57"0 (3'10").
PS. Nell'ultima ripetuta ho cliccato male il lap per cui ho fermato il crono dopo circa 15" mentre camminavo.
giovedì 7 maggio 2026
Personal best, titoli regionali e mezze maratone di Antonello Vargiu.
Ecco in ordine di lunghezza gara i miei personal best:
San Sperate, 27-01-13. Campione Sardo di cross (M55, 1° anno);
Oschiri, 04-05-13. Campione Sardo 10 km. strada (M55, 1° anno);
Sassari, 15-06-13. Campione Sardo su pista, 5000 mt. (M55, 1° anno);
Sassari, 07-06-14. Campione Sardo su pista, 1500 mt. (M55, 2° anno);
Sassari, 08-06-14. Campione Sardo su pista, 800 mt. (M55, 2° anno);
Cardedu, 14-09-14. Campione Sardo Maratonina Uisp (M55, 2° anno);
Cagliari, 18-07-15. Campione Sardo su pista, 1500 mt. (M55, 3° anno);
Cagliari, 19-07-15. Campione Sardo su pista, 800 mt. (M55, 3° anno);
Porto Torres, 21-05-16. Campione Sardo corsa su strada (M55, 4° anno);
Cagliari, 30-07-16. Campione Sardo su pista, 1500 mt. (M55, 4° anno);
Cagliari, 31-07-16. Campione Sardo su pista, 800 mt. (M55, 4° anno);
Ben 41 i titoli sardi conquistati ed un 2° posto nazionale su 5000 mt pista (Bressanone, 22-06-08).
Questo il riepilogo, per ogni tipo di gara, dei 41 titoli sardi conquistati:
Corsa su strada: 8 titoli ('00; '01; '02; '03; '06; '08; '10; '16)
Maratonina: 5 titoli ('02; '03; '08; '09; '14)
5000 mt Pista: 7 titoli ('00; '01; '11; '13; '23; '24; '25)
10000 mt. Pista: 3 titoli ('02; '09; '11)
Cross: 4 titoli ('01; '10: '11; '24)
Corsa in salita: 1 titolo ('01).
Per vedere tutte le gare Fidal e Uisp agonistiche a cui ho partecipato clicca qui.
22-10-2011. (53 anni, M50, 4° anno di cat.). Macomer, 1:29'10", 2° di cat. 16° ass.to;
06-11-2011. (53 anni, M50, 4° anno di cat.). Cagliari, 1:38'00", (accomp. Xaxa);
20-11-2011. (53 anni, M50, 4° anno di cat.). Uta, 1:36'47", (accomp. Xaxa);
22-07-2012. (54 anni, M50, 5° anno di cat.). Aritzo, 1:59'47" (accomp. Xaxa);
28-10-2012. (54 anni, M50, 5° anno di cat.). Ozieri, 1:22'42", 3° di cat. 26° ass.to;
04-11-2012. (54 anni, M50, 5° anno di cat.). Cagliari, 1:43'08" (accomp. Xaxa);
25-11-2012. (54 anni, M50, 5° anno di cat.). Uta, 1:38'29" (accomp. Xaxa);
20-01-2013. (55 anni, M55, 1° anno di cat.). Pula, 1:38'11" (accomp. Xaxa);
10-03-2013. (55 anni, M55, 1° anno di cat.). Assemini, 1:37'47" (accomp. Xaxa);
21-04-2013. (55 anni, M55, 1° anno di cat.). Cagliari, 1:35'55" (accomp. Xaxa);
30-03-2014. (56 anni, M55, 2° anno di cat.). Assemini, 1:22'53", 1° di cat.;
14-09-2014. (56 anni, M55, 2° anno di cat.). Cardedu, 1:27'24", 1° di cat. e 9° ass.to, Camp. Sar. Uisp;
23-11-2014. (56 anni, M55, 2° anno di cat.). Uta, 1:25'44", 1° di cat. e 58° ass.to;
03-05-2015. (56 anni, M55, 3° anno di cat.). Chia, 1:27'07", 1° di cat. e 13° ass.to;
Sino al 03-05-15 ho partecipato a 27 maratonine e tra queste ben 9 le ho disputate fuori gara come accompagnatore di Armando Xaxa, atleta ipovedente.
mercoledì 6 maggio 2026
Campo Santoru CA, 06/05/26. Allenamento piramidale in pista: 200+300+400+500+400+300+200 Recupero 2' a passo.
Allenamento in pista nel Campo Santoru di Cagliari consistente in ripetute a forma scalare.
Questi i risultati:
200 mt in 39"1 (3'16" a km); 300 mt in 58"1 (3'15" a km); 400 mt in 1'23"4 (3'28" a km); 500 mt in 1'46"3 (3'32" a km); 400 mt in 1'21"4 (3'23" a km); 300 mt in 58"6 (3'16" a km); 200 mt in 37'4 (3'04").
Recupero 2' a passo (circa 100 mt).
martedì 5 maggio 2026
Catania, 03/05/26. La mia gara.
Da diversi mesi mi sono focalizzato su gare relativamente corte. Correre più intensamente e meglio, per mantenere fluidità, longevità fisica e — perché no — un minimo di dignità atletica. Niente lunghe distanze che trasformano ogni passo in un esercizio di sopravvivenza: voglio velocità, voglio tono, voglio ancora sentirmi vivo quando taglio il traguardo.
È così che sono arrivato alla scelta del 5000 su strada a Catania. Prezzi accessibili per il viaggio, un pernottamento dignitoso e quel sano spirito di piccola avventura che ogni tanto fa bene all'anima. Unico neo: scopro solo dopo aver prenotato tutto che la gara non vale come titolo europeo, nonostante figuri nel programma dei Campionati Europei Master. Pazienza. Almeno me la gioco fuori dal solito circuito regionale — e poi, diciamocelo, Catania in primavera non è esattamente una punizione.
Con me c'è il mio compagno di allenamento Diego. Insieme affrontiamo questa nuova avventura, convinti che il confronto con atleti italiani ed europei valga già da solo il viaggio.
La location: vento, vulcano e aerei a bassa quota
Il ritrovo è fissato alla Plaia, il lungomare di Catania. Dal nostro albergo in centro storico sono circa 5 km, ma per l'occasione i mezzi pubblici sono gratuiti: piccolo lusso che apprezziamo molto. Prima di noi parte la mezza maratona alle 8:30 — tempo di tifare per i nostri isolani Roberta, Pietro e Stefano, e poi tocca a noi.
La giornata è perfetta: 20 gradi, leggera brezza da sud-est, sole splendente. Sullo sfondo si erge maestoso l'Etna, ancora innevato in cima, a fare da quinta scenografica naturale. La spiaggia è a cento metri, con quel contrasto netto tra la sabbia dorata e il verde scuro del mare. Cartolina.
L'unica stranezza — piacevolmente bizzarra — è vedere gli aerei decollare e atterrare a poche centinaia di metri da noi. La pista dell'aeroporto inizia praticamente accanto al percorso di gara, perpendicolare ad esso. Dettaglio che, come vedremo, avrà un ruolo non secondario nella storia.
La partenza: terzo, quarto... cilecca!
Alle 11:30 siamo dietro la linea di partenza, settanta atleti pronti a scattare. I più furbi si riparano all'ombra del gonfiabile — il sole ha smesso di fare il timido — e io sono tra questi. Fin qui, tutto normale.
Poi accade qualcosa che non mi era mai capitato nelle precedenti 398 gare ufficiali.
Il giudice di gara, pistola alla mano, declama solenne in inglese: «On your marks, set...» — e preme il grilletto. Silenzio. Nessuno sparo. La pistola ha fatto cilecca. Settanta atleti rimangono immobili come statue, con un misto di incredulità e sorriso trattenuto. Il giudice non si perde d'animo e ci riprova con la seconda cartuccia. Stesso cerimoniale, stessa frase, stessa pressione sul grilletto. Stesso silenzio imbarazzante.
A quel punto il vocio degli atleti si fa rumoroso. Il giudice — spazientito quanto impacciato — apre la pistola e le cartucce saltano fuori, atterrando ai nostri piedi. Una si ferma proprio accanto alla mia scarpa: la sospingo gentilmente nella sua direzione, come a dire «tenga, potrebbe esserle utile». Lui nemmeno sorride. Sostituite le cartucce, terzo tentativo. Ancora niente. A questo punto un secondo giudice interviene con una pistola di riserva e — finalmente — la gara ha inizio. Solo con un isterismo di fondo che nessun riscaldamento avrebbe potuto replicare.
In gara: fra scirocco, simbiosi e polvere da motore
Il circuito è un unico giro da 5,04 km. Si parte sul lungomare diviso da birilli in un corridoio di circa 3 metri, si percorrono 2 km, inversione a U, si ritorna sfiorando il punto di partenza, altri 500 metri in direzione opposta, seconda inversione e arrivo. Semplice, lineare, senza sorprese. In teoria.
La mia partenza è sostenuta. Al primo chilometro il Garmin segna un bel 3'52" — le gambe girano, la testa anche. Siamo esattamente nel punto più vicino alla pista dell'aeroporto quando il rombo assordante di un aereo in decollo ci scuote come un tuono. Poi, dal nulla, una densa nuvola scura ci avvolge. Nel pieno dello sforzo, il mio cervello elabora prontamente l'ipotesi più logica: incidente aereo. Ovviamente era solo la polvere sollevata dai motori a piena spinta prima della partenza. Per oltre 200 metri abbiamo respirato allegramente quella nuvola. Una preparazione di partenza non dissimile dalla nostra partenza con la pistola scarica, mi verrebbe da dire. Fa parte della gara, dai.
Poco prima del giro di boa mi supera un atleta in canotta bianca con la scritta Italia — scoprirò poi essere un SM45. Nei pressi dell'inversione raggiungo il 2° km in 3'56" e mi allineo a un atleta austriaco, longilineo e leggiadro, dall'apparente età under 40. Nasce una simbiosi perfetta: stesso passo, stesse braccia, stesso ritmo. Per un attimo ho persino pensato di sorridere per vedere se anche lui faceva lo stesso. Per circa 1,5 km siamo uno specchio l'uno dell'altro — quasi commovente — 3° km in 4'01".
A 500 metri dal gonfiabile decido che è ora di fare sul serio. Ho dei tifosi da non deludere, e un certo orgoglio da difendere. Cambio ritmo: 4° km in 3'58". Non basta. Non sono venuto a Catania solo per fare il turista. L'ultimo chilometro lo spingo di brutto: ancora poco e raggiungo un altro atleta che sembrava imprendibile a metà gara — magari mi fossi svegliato prima. A 40 mt dall'arrivo il Garmin mi notifica il 5° km: 3'47". E i 40 metri finali? 3'19" di parziale. Non male per un signore di quasi 68 anni.
La speaker all'arrivo mi accoglie con grandi elogi per la mia provenienza da Cagliari — e qui va fatta una precisazione. Mentre tutti gli altri atleti indossavano la divisa della propria nazione, io e Diego abbiamo gareggiato con la canotta della Cagliari Atletica Leggera. Una scelta consapevole: la nostra gara era fuori dai titoli europei ufficiali, quindi abbiamo preferito rappresentare la nostra città. Il pubblico ha apprezzato: in tanti hanno gridato un bel «Forza Cagliari!» che scalda sempre il cuore.
Il risultato finale: 8° posto assoluto su 71 finisher, 1° di categoria M65 con il tempo di 19'41" (3'54" al km). L'austriaco con cui ho corso quasi in tandem? Scopro che era in realtà un'austriaca — Elisabeth Kaspar, W35 — che avevo scambiato per un ragazzo per il taglio cortissimo dei capelli e la mia scarsa lucidità in gara. Il suo tempo: 19'59", 18 secondi dopo di me. Quello dell'atleta in canotta bianca: 19 secondi dopo. Il primo assoluto è stato il francese Olivier Fitoussi con 16'07", 35 anni; secondo assoluto Diego Sanfilippo M45 con 16'43".
Le premiazioni: la giacca, il podio e l'inno
Le premiazioni si svolgono alle 18:00 al centro congressi «Le Ciminiere», vicino al centro storico. Dopo le cerimonie per la mezza maratona, è il turno delle nostre categorie. Primi tre atleti premiati, inno nazionale per il vincitore. Tutto molto solenne.
Scendo dalla gradinata per posizionarmi vicino al palco in anticipo — peccato che ci sia un piccolo dettaglio che avevo sottovalutato: tutti gli atleti salgono sul podio con la divisa della propria nazione. Io ho la canotta della Cagliari Atletica Leggera. Problema.
Vengono chiamati il terzo e il secondo classificato M65: nessuno si presenta — probabilmente già in viaggio per Ungheria e Austria. Poi, con voce stentorea e in inglese, viene annunciato il vincitore della categoria. Il mio nome. Davanti al palco diverse centinaia di persone, in attesa di applaudire il vincitore e sollevarsi al suono dell'inno nazionale.
Mi avvio verso la scaletta del palco quando due ragazzi mi fermano, sorridendo con quella gentilezza che non ammette repliche: devo salire con la divisa italiana. Traversare l'arena in cerca di una tuta azzurra da farmi prestare? Impossibile. Le premiazioni non possono aspettare.
Ed è qui che entra in scena il mio eroe: un anziano signore in divisa italiana, seduto con la moglie al fianco del palco ad assistere alle premiazioni. Mi fiondo da lui con voce decisa e supplichevole insieme: «Signore potrebbe prestarmi la sua giacca, per favore, solo cinque minuti». Lui esita. La moglie gli sussurra qualcosa. Solo ora capisco il motivo della riluttanza: sotto la tuta dell'Italia era completamente nudo. Ma ormai il dado era tratto: in pochi secondi prendo la giacca, mi vesto, e lascio il povero e generoso signore seduto in prima fila — a petto nudo, di fronte al pubblico — a guardare la sua tuta sfilare sul podio indosso a uno sconosciuto.
Salgo sul gradino più alto. La presidente dell'organizzazione europea EMACNS — corporatura nordica, stretta di mano molto decisa — mi mette al collo una bella medaglia da mezzo chilo con sopra scritto il numero 1. Fortissimi applausi. Poi l'inno nazionale.
Cosa fare? Cantare come fanno i calciatori? Non ero preparato nemmeno al testo. Mano sul petto? Inflazionato. Non faccio in tempo nemmeno a decidere che l'inno è già finito. Meglio così.
Una decina di fotografi — tra amici e ufficiali — si contendono l'inquadratura. Poi scendo dal piedistallo e torno a essere quello che sono: un semplice atleta master SM65, con una medaglia al collo e un'altra storia da raccontare.
Catania, 03/05/26. Gara di 5,04 km in 19'41" a 3'54" a km.
Gara sul lungomare La Plaia di Catania lunga 5,04 km consistente in un giro unico da percorrere a bastone. Temperatura ideale di 20° gradi e leggera brezza di scirocco. Questi i parziali: 1° km in 3'52"; 2° in 3'56"; 3° in 4'01"; 4° in 3'58"; 5° in 3'47". Totale 5,04 km in 19'41" a una media di 3'54" a km. Ascesa totale 1 mt, calorie consumate 313. F C Media 149 (max 162), potenza media 199 (max 484). Cadenza di corsa media 184 (max 214), lunghezza media passo 1,37 mt. Tempo medio di contatto con il suolo 211 ms. Arrivato 8° assoluto di 71 atleti e 1° di categoria SM65.
venerdì 1 maggio 2026
Riepilogo partecipazione a gare di atletica ufficiali di Antonello Vargiu (sino al 03-05-2026).
mercoledì 29 aprile 2026
Su Planu - Mulinu Becciu, 29/04/26. Lento di 6 km con Giò. 33'00" a 5'30" a km.
Allenamento semicollinare in compagnia di mio nipote Giovanni nel circuito da 3 km tra Su Planu e Mulinu Becciu fatto 2 volte. Andatura molto tranquilla dove abbiamo parlato senza quasi accorgerci che stavamo correndo. Temperatura ottimale di 21° con vento medio di scirocco. 6 km in 33'00" a una media di 5'30" a km. Dislivello 88 mt, calorie consumate 420. F C Media di 124, potenza media di 303 w, cadenza di corsa media 179, lunghezza media passo di 1,02 mt, tempo medio di contatto con il suolo di 251 ms.
Amsicora, 29/04/26. 4 X 500 mt. Media 1'41". Recupero 2'30".
Allenamento nella pista dell'Amsicora consistente in 4 X 500 mt con recupero 2'30". Temperatura 22° con leggera brezza di scirocco e sole scarso. Questi i parziali: 1° 500 mt in 1'38"2; 2° in 1'41"4; 3° in 1'43"4; 4° in 1'41"3.
PS. Erroneamente il Garmin ha calcolato i 500 mt in 520 mt nonostante partenze e arrivi siano stati fatti giusti.
lunedì 27 aprile 2026
Serramanna, 25/04/26. La mia gara.
Una serata ricca di emozioni a Serramanna, in occasione della gara podistica nel cuore del centro storico: 6,66 km da affrontare tra le vie del paese.
La temperatura è ideale — 18 gradi, un sole splendido e una leggera brezza di scirocco — e le mie condizioni fisiche sono ottime. Non c'è ansia, solo la sana voglia di correre.
Questa gara ha per me un fascino tutto particolare. Cerco di parcheggiare proprio vicino a una strada che porto nel cuore: qui, quasi vent'anni fa, il 15 settembre 2006, ho corso una delle gare più belle della mia vita, conquistando il mio miglior tempo sui 10 km con un 35'43" che ancora oggi mi fa sorridere. A 48 anni era forse più facile tenere un ritmo di 3'34" al chilometro, ma il momento in cui tagliai il traguardo in Viale S. Ignazio non lo dimenticherò mai. Mentre aspettiamo, racconto ogni dettaglio di quella gara al mio compagno di viaggio Diego, che ascolta con pazienza e generosità.
Dopo il ritiro del pettorale, facciamo un giro ricognitivo del circuito percorrendolo in senso inverso, e la cosa si rivela preziosa: la discesa di via Serra — circa 120 metri — vista al contrario svela tutta la sua intensità. Affrontata in salita sarà tutt'altra storia rispetto alla risalita più dolce e costante di via Roma. Sempre in via Serra, ci fermiamo ad ammirare un grande murale, alto quasi due piani, con il volto di Berlinguer. Nella giornata della Liberazione, un'immagine simile sembra più che un caso.
Man mano che ci avviciniamo all'area gara, il clima si scalda. Incontro Giuseppe, che non vedevo da mesi; Gianni, storico avversario di Serramanna che non corre più da anni ma con cui ho combattuto in decine di gare; e poi Domenico, Alberto, Simone, Carlo e tanti altri. Ogni stretta di mano, ogni sorriso scambiato: sono questi i momenti più preziosi di una gara, quelli che nessun cronometro riesce a misurare.
Manca meno di un'ora alla partenza. Diego e io iniziamo il riscaldamento e assistiamo all'arrivo della gara femminile, vinta dalla fortissima Claudia Pinna. L'atmosfera si fa via via più elettrica.
Intorno alle 19:30 ci fanno accedere all'area di partenza. Qualche minuto di presentazione per gli atleti più rappresentativi, una foto con il testimonial della gara — Alessandro Lambruschini, ostacolista olimpico — e poi, finalmente, il via.
Come mia abitudine, mi posiziono sul lato opposto alla prima curva, che dopo poche decine di metri piega a sinistra. Il circuito è un triangolo di 950 metri: dalla via Roma — dove si trovano il gonfiabile di partenza e l'arrivo — si svolta in via G. Cesare per circa 200 metri, poi una curva decisa a sinistra porta in via Serra per 350 metri, e infine un'altra curva a sinistra riporta in via Roma per i restanti 400 metri. Sette giri da completare.
Parto forte e deciso: siamo circa 100 atleti e voglio trovare subito la mia posizione. A metà del primo giro individuo davanti a me Mario Melis, uno degli avversari della mia categoria (SM65). Gli altri da tenere d'occhio sono Mauro Muscas e Pietro Uras.
Il primo chilometro lo chiudo in 3'47", più veloce del previsto. Stringo i denti: Mario è quasi al mio fianco e non ho intenzione di cedere un centimetro. Nel punto in cui via Serra si innesta in via Roma riesco a voltarmi un istante e intravedo Pietro — non è lontano. Sarà una gara dura.
Al secondo chilometro (3'58") la fatica inizia a farsi sentire, ma noto qualche segnale di difficoltà anche in Mario. Pietro, intanto, perde un po' di terreno. Il pubblico lungo via Roma scalda il cuore con i suoi incoraggiamenti.
Al terzo chilometro (4'00") riesco finalmente a guadagnare una decina di metri su Mario. Dalle voci dello speaker capisco che il distacco cresce lentamente. È in questa fase che, nella discesa di via Serra, aggancio un caro amico, Fabrizio Serafini. Da quel momento in poi corriamo fianco a fianco fino al traguardo, e la sua presenza rende tutto più leggero.
I chilometri scorrono: 4° in 3'59", 5° in 4'04", 6° in 4'05". Gli ultimi 660 metri li percorro in 2'34" (3'53" al km). Chiudo in 26'28", con una media di 3'58" al chilometro. 45° assoluto, 1° di categoria. Mario arriva 2° (48° assoluto), Pietro 3° (50°), Mauro 4° (58°).
La gara assoluta maschile va a Loitanyang Simon dell'Atletica Vomano.
Dopo la gara, un ricco ristoro con un'abbondante selezione di torte artigianali e frutta. Nell'attesa delle premiazioni, una bella conversazione con l'amico Andrea Mura, con cui scopro una sintonia di interessi e visioni che raramente si trova.
C'è anche un piccolo dato che mi scalda: nel 2024, su questo stesso percorso, avevo chiuso in 26'30". Due secondi di differenza. Un modo per ricordarmi che, mentre gli anni avanzano, il corpo — per ora — tiene il passo. E finché dura, si corre.
domenica 26 aprile 2026
Serramanna, 25/04/26. Gara di 6,66 km in 26'28" a una media di 3'58" a km.
Gara su strada a Serramanna con 7 giri da 950 mt cadauno chiusa in 26'28" a una media di 3'58". Questi i parziali: 1° km in 3'47"; 2° in 3'58"; 3° in 4'00"; 4° in 3'59"; 5° in 4'04"; 6° in 4'05"; 7° 660 mt in 2'34" a 3'53" a km. Ascesa totale 44 mt calorie totali 416. FC media 147 con cadenza media di 186 e lunghezza media del passo di 1,34 mt. Tempo medio di contatto con il suolo 214 ms. Temperatura 18° con leggero vento di scirocco. Arrivato 1° di categoria (2° Mario Melis 3° Pietro Uras) e 45° assoluto.
mercoledì 22 aprile 2026
Amsicora Cagliari, 22/04/26. 6 X 400 mt. Media 1'19" recupero 2'.
Allenamento nella pista dell'Amsicora sui 400 mt. Sei giri in compagnia di Diego Matta a un ritmo medio intorno a 1'19" con recupero di 2'. Questi i parziali con la velocità a km in quanto il Garmin non ha rilevato la effettiva distanza compiuta. 1° giro (380 mt) in 1'17"0 (3'23"); 2° 390 mt in 1'20"9 (3'26"); 3° 390 mt in 1'20"1 (3'25"); 4° 390 mt in 1'20"2 (3'23"); 5° 390 in 1'18"2 (3'22"); 6° 400 mt in 1'16"4 (3'13"). Temperatura 18° con bellissimo sole e leggero vento di libeccio che si accusava negli ultimi 100 mt.
domenica 19 aprile 2026
Mulinu Becciu, 19/04/26. 10 X 300 mt. Media 61". Recupero 2' a passo (200 mt).
Allenamento nella via Giotto a Mulinu Becciu con 10 X 300 mt a una media di 61". Recupero di 2' con 200 mt a passo. Questi i parziali con indicato anche la media a km dato che i 300 mt sono stati corsi su percorso non misurato (alcune ripetute hanno misurato oltre 300 mt).
1° 300 mt in 62"1 (3'25"); 2° 300 mt in 62"8 (3'28"); 3° 300 mt 62"1 (3'25"); 4° 300 mt in 60"9 (3'24"); 5° 300 mt in 61"9 (3'24"); 6° 300 mt in 58"8 (3'15"); 7° 310 mt in 60"4 (3'18"); 8° 300 mt in 58"9 (3'15"); 9° 300 mt in 60"1 (3'21"); 10° 310 mt in 54"7 (2'55").
PS. Nella prima ripetuta ho cliccato male il lap per cui si è sovrapposta la ripetuta (1'02") con i 200 mt di recupero.
sabato 18 aprile 2026
Su Planu - Cagliari, 18/04/26. Giro dei 5 parchi o del cavalluccio marino.
Ore 11:00, si parte per una corsa lenta nel cuore della città.
L'obiettivo è semplice: una decina di chilometri in modo spensierato, senza grande sforzo fisico, approfittando di una splendida giornata di sole. Ma c'è anche un secondo piano, più creativo: attraversare 5 zone verdi disegnando, metro dopo metro, la sagoma di un cavalluccio marino.
Un percorso unico nel suo genere, che parte dal quartiere di Su Planu (Selargius) per attraversare Mulinu Becciu e Is Mirrionis, toccare il punto più a sud in Piazza D'Armi, e risalire poi attraverso i grandi parchi di Monte Claro e del Colle di San Michele, fino a chiudere il cerchio — o meglio, la testa del cavalluccio — nel bel parco dei bambini di Su Planu.
La testa
Si comincia dalla parte più a nord: la testa dell'animale. Sarà il piccolo “parco vecchio” di Su Planu, nel comune di Selargius, ad aprire l'avventura.
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| Parco Vecchio |
Poco dopo, nei pressi di via Brotzu, vale la pena infilarsi nella strada per un centinaio di metri e tornare indietro sul marciapiede opposto. Un piccolo espediente topografico, ma fondamentale: serve a disegnare l'occhio del cavalluccio.
Il muso
Il prossimo elemento da costruire è il muso allungato. Lo si forma percorrendo per intero il circuito abituale degli allenamenti: l'isolato che comprende via Deliperi, via Carpaccio e via Giotto. Un blocco urbano che, visto dall'alto, diventa la prua di questo strano animale cittadino.
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| Tuvumannu |
La pancia
Da via Cornalias ci si dirige verso il quartiere di Is Mirrionis. Già dall'inizio della via si intravede in lontananza la zona di Tuvumannu, che domina dall'alto i palazzi circostanti e che si raggiungerà dopo circa 2 km.
Il tragitto attraverso Is Mirrionis è il meno scenografico del percorso — traffico, poco verde, cemento — ma riserva una piccola sorpresa: Piazza Paese di Desulo, una graziosa piazzetta sconosciuta ai più, a pochi passi dal mercato di via Quirra.
La salita verso il parco di Tuvumannu richiede un po' di fatica, ma il panorama che si apre sul Colle di San Michele e sulla zona nord della città ripaga ogni passo. Ciò che sorprende, attraversando questo parco, è il silenzio assoluto, una pace inaspettata nel mezzo della città. Peccato, però, per l'incuria e l'abbandono in cui versa il sito: con un po' di cura, potrebbe essere un polmone verde straordinario nel cuore di Cagliari.
La coda
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| Monte Claro |
Si entra nel passaggio pedonale della facoltà di Magistero e poi... si vola in discesa. Una rampa di circa 100 gradini restituisce in pochi secondi quasi tutto il dislivello faticosamente guadagnato. Un modo decisamente scenografico di cambiare quota.
Il dorso
Ora si punta a nord. C'è da costruire il dorso dell'animale.
Si taglia il parco di Monte Claro, con i suoi prati perfettamente curati e quella sensazione rara di verde ordinato in mezzo al caos urbano — uno dei momenti più belli dell'intera uscita. Si prosegue poi in salita verso il Colle di San Michele, dove un giro completo sull'asfalto del colle (1.650 metri) traccia le pinne dorsali del cavalluccio.
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| Colle San Michele |
Il ritorno alla testa
Si esce dal Colle sul lato nord, a due passi dall'ospedale Brotzu, e si rientra nel quartiere di Su Planu. Gli ultimi 500 metri scorrono nel bellissimo Parco dei Bambini, collegato direttamente al Parco Vecchio da cui tutto è cominciato.
Il cavalluccio marino è completo.
Dati.
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| Parco dei Bimbi Su Planu |
Distanza: 11,23 km — Tempo: 1:00'00" — Passo medio: 5'21"/km. Temperatura: 21°C, maestrale a 19 km/h, sole pieno. Calorie: 783 — FC media: 128 bpm (max 145). Dislivello positivo: 145 mt. Cadenza media: 174 passi/min (max 192) — Lunghezza passo: 1,06 mt. Tempo di contatto col suolo: 249 ms.
giovedì 16 aprile 2026
Mulinu Becciu, 16/04/26. 15 X 200 mt. Media 40". Recupero 1'30".
Allenamento nella via Binaghi a Mulinu Becciu con 15 X 200 mt a una media di 40" e con recupero di 1'30". I 200 mt dispari sono quelli fatti in leggera discesa mentre quelli pari in leggera salita. Questi i parziali con indicato anche la media a km dato che i 200 mt sono stati corsi su percorso non misurato (alcune ripetute hanno misurato oltre 200 mt).
1° 200 mt in 41"1 (3'22"); 2° 210 mt in 45"0 (3'36"); 3° 200 mt 39"9 (3'18"); 4° 200 mt in 40'9" (3'29"); 5° 200 mt in 39"2 (3'15"); 6° 200 mt in 42"0 (3'31"); 7° 210 mt in 40"0 (3'13"); 8° 200 mt in 42"1 (3'26"); 9° 210 mt in 40"5 (3'13"); 10° 200 mt in 41"0 (3'24"); 11° 210 mt in 38"3 (3'05"); 12° 200 mt in 40"8 (3'20"); 13° 210 mt in 38"2 (3'02"); 14° 200 mt in 39"8 (3'21"); 15° 210 mt in 36"7 (2'52").
martedì 14 aprile 2026
Vivicittà Cagliari, 12/04/2026. La mia gara e raffronti con lo scorso anno.
Vivicittà Cagliari, 12/04/2026 — La mia gara
Come ormai da alcuni anni, la Vivicittà di Cagliari si svolge nel cuore pulsante della città. Il punto di ritrovo è la bellissima Piazza Garibaldi, nel quartiere di Villanova, che farà da cornice anche a buona parte della gara stessa.
Alle 08:20, insieme all'amico Diego, arriviamo a destinazione e percorriamo il tracciato a piedi per studiarne con attenzione ogni piccola insidia. Il percorso è di 3,3 km da ripetere tre volte, per un totale di 10 km.
La temperatura è ottimale — 18°C — anche se il sole resta ben nascosto dietro le nuvole. Il vento di scirocco soffia debole, e lo si avverte soprattutto lungo via Dante. Condizioni perfette per correre.
Al rientro in piazza troviamo già un numero considerevole di atleti. Tra di loro riconosco qualche volto che non vedevo da tempo: i saluti sono d'obbligo, e nell'aria si respira già quella bella energia che solo le giornate di gara sanno regalare.
Mancano una trentina di minuti alla partenza e mi dedico al riscaldamento con crescente intensità: qualche esercizio tecnico e una serie di allunghi per trovare il ritmo giusto e sciogliere i muscoli.
La partenza è fissata improrogabilmente alle 09:30, in simultanea con decine di altre città italiane. Pochi minuti prima mi posiziono tra i primi atleti, così da potermi liberare rapidamente dalla pressione del gruppo. Lo speaker annuncia che i partecipanti alla gara competitiva sono poco oltre 200.
Ore 09:30 — conto alla rovescia, via.
I primi 100 metri sono intensissimi su un rettilineo in leggera pendenza, poi si curva a destra dove ci aspetta la salita più dura dell'intero percorso: circa 80 metri con pendenza che in alcuni punti sfiora il 10%. Le gambe la sentono subito.
Da qui si entra nelle stradine strette del quartiere Villanova, dominato da case basse risalenti al XIII secolo. È come varcare una soglia nel tempo: sembra di trovarsi in un paese sospeso, con i suoi silenzi particolari e l'assenza quasi totale del traffico cittadino.
Si imbocca via San Domenico, subito a sinistra, percorrendola in leggerissima discesa per circa 250 metri. Poi una svolta a destra, con curva decisa, immette in via San Giacomo, strada parallela alla precedente: falsopiano dritto per circa 300 metri fino a una svolta a sinistra improvvisa e tutt'altro che agevole, dove si accede a via Piccioni. Una salita di appena 30 metri, ma con una pendenza davvero impegnativa.
Anche via Piccioni è parallela alle due strade precedenti, ma si sviluppa su un livello leggermente più elevato. Si distingue dalle altre per i bei vasi di fiori che adornano gli ingressi delle case e si affacciano dalle finestre, regalando un tocco di colore e intimità domestica al paesaggio urbano.
Dopo circa 300 metri di falsopiano, una leggera deviazione a destra introduce nel Vico Sulis. Da qui inizia una dolce salita che conduce al punto più alto dell'intero percorso.
È proprio qui che scatta il primo chilometro di gara. Il mio cronometro segna 3'59". A posteriori, analizzando i dati, scoprirò che questo chilometro ha comportato un guadagno altimetrico di 17 metri.
La gara prosegue con una curva a U verso sinistra, attorno a una bella vasca di fiori, e finalmente si apre una cospicua discesa su via Sulis, che ci porta direttamente sulla splendida Piazza San Domenico, dominata dalla celebre basilica in stile gotico-catalano. Poco più avanti si incrociano gli atleti che percorrono ancora via San Domenico a velocità decisamente più contenuta: un momento di prospettiva e di gara che si intreccia con sé stessa.
Una deviazione a destra nel brevissimo Portico Romero, poi ancora a destra, e ci si immette nella moderna e commerciale via Garibaldi. Il contrasto con il silenzio del quartiere storico è immediato: la strada è animata da passanti, i ritmi sono diversi, l'atmosfera cambia. Per fortuna l'ampia larghezza della carreggiata lascia libertà di scelta sulla traiettoria più conveniente.
Si percorrono circa 200 metri in discreta salita fino a un giro di boa, da dove ha inizio la tanto attesa discesa. Quella su via Garibaldi è però breve: si devia presto a destra su via Iglesias, dove la pendenza diventa davvero importante. In circa 300 metri si perde un dislivello considerevole, fino a raggiungere la piccola Piazza Gramsci.
Si attraversa la trafficata via Sonnino — con l'ausilio prezioso delle forze dell'ordine — e, in leggera discesa, ci si porta sul rettilineo di via San Lucifero.
Il secondo chilometro scatta dopo circa 200 dei 300 metri di questa strada. È un chilometro quasi interamente in discesa, a eccezione dei 200 metri di leggera salita in via Garibaldi. Il cronometro sentenzia un bellissimo 3'47", con una perdita altimetrica di 29 metri: sarà il chilometro più veloce degli interi 10. In via Iglesias, per circa 200 metri, ho mantenuto costantemente un passo inferiore ai 3'30" al chilometro, toccando il picco massimo di velocità assoluta della gara: 3'01" — anche se solo per qualche metro. Uno di quei momenti in cui ci si sente volare.
Da via San Lucifero, svoltando a sinistra, si arriva in via Dante: il tratto più monotono della gara. Strada larghissima con traffico attivo, seppur non intenso, e un rettilineo pressoché interminabile in leggero falsopiano di salita per circa 900 metri.
Non finiva più.
Finalmente si raggiunge Piazza San Benedetto. Qui arriva la notifica del terzo chilometro: 4'16" con un dislivello positivo di 13 metri. Da lì si devia a sinistra su via Paoli per gli ultimi 300 metri circa che riconducono a Piazza Garibaldi.
Questo il riassunto del percorso nel suo primo giro: certamente molto bello e impegnativo nella prima metà, dove è racchiusa tutta la magia storica di Villanova, ma decisamente meno suggestivo dal tratto di via San Lucifero in poi fino a Piazza Garibaldi.
Nei giri successivi la scansione dei chilometri non coincide più con i punti di dislivello analizzati nel primo passaggio, per via dei 330 metri aggiuntivi oltre i 3 km che spostano in avanti tutti i riferimenti altimetrici.
Vale anche la pena segnalare come la spinta decisa impressa nei primi tre chilometri abbia poi influito leggermente sul resto della gara, portandomi a gestire gli sforzi con maggiore prudenza per arrivare al traguardo in modo controllato.
Ecco i parziali dei chilometri successivi con le relative altimetrie: 4° km in 4'27" (+22 m); 5° in 4'06" (-22 m); 6° in 4'10" (-6 m); 7° in 4'22" (+18 m); 8° in 4'12" (-3 m); 9° in 4'08" (-20 m); 10° in 4'21" (+17 m). Totale: 10 km in 41'52", alla media di 4'11" al chilometro.
Ci sono molte similitudini con la stessa gara corsa un anno prima, il 06/04/2025, sullo stesso identico percorso. In quell'occasione conclusi in 41'43" alla media di 4'10" al km: praticamente lo stesso tempo, a distanza di un anno esatto. Un dato che dice molto sulla costanza del lavoro svolto.
Anche gli altri parametri fisiologici sono risultati molto simili (il primo dato si riferisce al 2026, il secondo al 2025): frequenza cardiaca media 143 vs 147; cadenza di corsa media 184 vs 185 passi/min; lunghezza media del passo 1,30 m vs 1,32 m; calorie totali 667 vs 640.
Anche quest'anno sono arrivato primo della categoria SM65. Gli atleti giunti al traguardo sono stati 197, contro i 166 dello scorso anno — una partecipazione in crescita, segno di un evento sempre più vivo. In termini assoluti, 24° nel 2026 contro l'11° posto del 2025: un piazzamento diverso, ma spiegato proprio dall'aumento del numero di concorrenti.
Come lo scorso anno, ho avuto il piacere di correre gran parte della gara in compagnia di Enrica Pintor (SF40), un'atleta con cui si è instaurata ormai una bella consuetudine agonistica. Nel 2025 aveva concluso in 41'58", arrivando prima assoluta tra le donne. Quest'anno ha migliorato ulteriormente, chiudendo in 41'40" e conquistando il secondo posto femminile, alle spalle di una straordinaria Giulia Innocenti, autrice di un ottimo 40'30". L'anno scorso ero riuscito a tenerle il passo per buona parte della gara; stavolta i ruoli si sono invertiti — è stata lei a dettare il ritmo per quasi tutta la corsa, chiudendo con 12 secondi di vantaggio su di me. Chapeau.
Rientro a casa con una prestazione di cui essere soddisfatto e con la consapevolezza, ancora una volta, di riuscire a tenere alta l'asticella. Alla prossima.








