lunedì 7 settembre 2026

Bolzano, 05/09/26. La mia gara al Trofeo delle Regioni.

Rappresentativa Sardegna.

A Bolzano quest’anno va in scena il 10° anniversario del Trofeo delle Regioni, una manifestazione alla quale partecipano 14 regioni italiane, tra cui anche la Sardegna. Per la rappresentativa isolana si tratta del quarto anno consecutivo di partecipazione.

Tutte le gare si svolgono nell’arco di un’unica giornata, sabato 5 settembre 2026: otto le gare di corsa, due quelle dei salti e due quelle dei lanci.

Io dovrò affrontare la gara dei 3000 metri, con partenza prevista inizialmente alle ore 15:00.

Antonello Vargiu

L’attesa

Intorno alle 14:00 comincio a muovermi con una corsa lentissima. Non sapendo ancora in quale delle due batterie sarò inserito, preferisco comunque iniziare a prepararmi, visto che è necessario presentarsi alla call-room 20 minuti prima della partenza.

Alterno esercizi di mobilità ad esercizi di andatura sotto un sole davvero cocente. La temperatura è di 32°, ma quella percepita sembra ancora più alta. Purtroppo non ci sono posti all’ombra e quindi bisogna arrangiarsi come si può.

Finalmente vengo a sapere che correrò nella seconda batteria. Per me, quindi, la gara si sposta di almeno 20 minuti.

Continuo la preparazione con una sessione di corsa in leggera progressione, cercando di mantenermi sempre ben idratato utilizzando una fontanella di acqua fresca.

Nel frattempo ne approfitto per assistere alla gara dei 3000 femminili e fare il tifo per le nostre atlete della Sardegna. Sta di fatto che al ritardo della mia partenza, dovuto alla seconda batteria, si aggiunge anche il ritardo accumulato nello svolgimento delle gare.

Ormai, però, sono entrato nella fase del pre-gara e procedo con gli allunghi.

Alle 14:40 mi presento alla call-room, più che altro per cercare riparo dal sole, ma nel frattempo i tempi sono decisamente cambiati. Poco dopo le 15:00 finalmente passiamo all’appello, con tanto di controllo della carta d’identità, e ci fanno entrare in campo.

Nella mia batteria ci saranno tutti gli atleti senza accredito, tra cui anche io, insieme a quelli con tempi di accredito piuttosto scadenti.

Tra il ritardo delle gare e la lunghissima procedura di presentazione, finalmente ci prepariamo a partire.

Sono le 15:55.

Dopo quasi due ore di attesa e di movimento, finalmente ci siamo.

La mia gara

Non conosco il valore degli atleti che ho al mio fianco, dato che la maggior parte è senza accredito. Dovrò quindi cercare di fare la mia gara, sperando di trovare qualcuno che possa viaggiare più o meno sui miei stessi livelli.

L’obiettivo che mi sono prefissato è quello di portare a casa un quantitativo di punti vicino a 800, che corrisponde a un tempo di gara intorno agli 11’10”.

D’altronde, qualche tempo fa, nel circuito vicino a casa, avevo corso un 3000 in 11’30”.

Ci siamo.

Ai vostri posti… pronti… via!

I primi passi della tanto attesa gara sono soprattutto liberatori. E, lo ammetto, c’è anche una certa dose di rabbia: da circa due ore sono in movimento e ho già macinato diversi chilometri.

Siamo un gruppo di 12 atleti, tra cui anche due SM35 che promettono battaglia.

Le prime sensazioni, però, non sono molto positive. Mi trovo accanto a un atleta siciliano decisamente più giovane di me e cerco di tenere per un po’ il suo ritmo. È un’andatura che non mi soddisfa, per cui decido di superarlo e di cercare il mio passo.

Davanti a me c’è già un distacco abbastanza ampio dagli altri avversari.

Le gambe, però, non rispondono come vorrei.

Preferisco non forzare e aspettare il passaggio al primo chilometro per capire meglio a quale ritmo sto viaggiando.

1° km: 3’45”.

Non è tanto il tempo a lasciarmi perplesso, quanto la spinta delle gambe, che non è quella che avrei auspicato.

Non c’è niente da fare. Sono l’unico atleta della rappresentativa sarda e quindi la gara deve arrivare al termine nelle migliori condizioni possibili.

Rallento leggermente per dare un po’ di ristoro al corpo e, inevitabilmente, vengo nuovamente superato dal siciliano.

A questo punto decido di lasciare fare l’andatura a lui e cerco semplicemente di rimanergli attaccato.

2° km: 3’57”.

Ormai mancano due giri e mezzo.

Qualcosa ho recuperato in termini di energia e allora penso: perché non provare a spingere fino alla fine?

Cambio ritmo e cerco di raggiungere l’unico avversario che ho ormai a portata di mano.

Quando mi affianco, noto immediatamente un gesto di reazione. Quasi mi spinge con la mano per impedirmi di completare il sorpasso.

Caspita! Una cosa del genere non mi era mai capitata.

Cerco di allargarmi pur di superarlo, ma lui non molla e, con tutte le sue forze, riprende la sua posizione.

Niente da fare.

In fondo, però, penso che se continua a tenere quel ritmo potrebbe andarmi anche bene.

A quel punto siamo praticamente fianco a fianco fino all’arrivo, con meno di un secondo di differenza tra noi e con un ritmo decisamente migliore rispetto al secondo chilometro.

3° km: 3’48”.

Taglio il traguardo.

Tempo finale: 11’30”20, alla media di 3’50” al chilometro.

Il risultato

In base alla mia categoria, SM65, e al tempo conseguito, maturo un punteggio di 750 punti, piazzandomi 4° sui 12 atleti della seconda batteria.

Complessivamente arrivo 12° su 26 atleti che hanno portato a termine i 3000 metri.

Tutto sommato posso ritenermi soddisfatto di come sono andate le cose, anche se, considerando gli allenamenti sostenuti durante il mese di agosto, le aspettative erano leggermente più ottimistiche.

Ma forse il risultato più importante non è scritto sul cronometro.

Ho condiviso una bellissima esperienza con persone simpatiche e disponibili e ho avuto l’opportunità di conoscere atleti di livello nazionale, davvero forti.

Sono esperienze che, a 68 anni, fanno particolarmente piacere.

E alla fine, più del tempo e del piazzamento, rimane la soddisfazione di essere ancora lì, sulla linea di partenza, con il cuore che batte forte e la voglia di mettersi alla prova.

Perché finché c’è voglia di correre, c’è ancora una gara da vivere.

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