lunedì 27 aprile 2026

Serramanna, 25/04/26. La mia gara.

Una serata ricca di emozioni a Serramanna, in occasione della gara podistica nel cuore del centro storico: 6,66 km da affrontare tra le vie del paese.

La temperatura è ideale — 18 gradi, un sole splendido e una leggera brezza di scirocco — e le mie condizioni fisiche sono ottime. Non c'è ansia, solo la sana voglia di correre.

Questa gara ha per me un fascino tutto particolare. Cerco di parcheggiare proprio vicino a una strada che porto nel cuore: qui, quasi vent'anni fa, il 15 settembre 2006, ho corso una delle gare più belle della mia vita, conquistando il mio miglior tempo sui 10 km con un 35'43" che ancora oggi mi fa sorridere. A 48 anni era forse più facile tenere un ritmo di 3'34" al chilometro, ma il momento in cui tagliai il traguardo in Viale S. Ignazio non lo dimenticherò mai. Mentre aspettiamo, racconto ogni dettaglio di quella gara al mio compagno di viaggio Diego, che ascolta con pazienza e generosità.

Dopo il ritiro del pettorale, facciamo un giro ricognitivo del circuito percorrendolo in senso inverso, e la cosa si rivela preziosa: la discesa di via Serra — circa 120 metri — vista al contrario svela tutta la sua intensità. Affrontata in salita sarà tutt'altra storia rispetto alla risalita più dolce e costante di via Roma. Sempre in via Serra, ci fermiamo ad ammirare un grande murale, alto quasi due piani, con il volto di Berlinguer. Nella giornata della Liberazione, un'immagine simile sembra più che un caso.

Man mano che ci avviciniamo all'area gara, il clima si scalda. Incontro Giuseppe, che non vedevo da mesi; Gianni, storico avversario di Serramanna che non corre più da anni ma con cui ho combattuto in decine di gare; e poi Domenico, Alberto, Simone, Carlo e tanti altri. Ogni stretta di mano, ogni sorriso scambiato: sono questi i momenti più preziosi di una gara, quelli che nessun cronometro riesce a misurare.

Manca meno di un'ora alla partenza. Diego e io iniziamo il riscaldamento e assistiamo all'arrivo della gara femminile, vinta dalla fortissima Claudia Pinna. L'atmosfera si fa via via più elettrica.

Intorno alle 19:30 ci fanno accedere all'area di partenza. Qualche minuto di presentazione per gli atleti più rappresentativi, una foto con il testimonial della gara — Alessandro Lambruschini, ostacolista olimpico — e poi, finalmente, il via.

Come mia abitudine, mi posiziono sul lato opposto alla prima curva, che dopo poche decine di metri piega a sinistra. Il circuito è un triangolo di 950 metri: dalla via Roma — dove si trovano il gonfiabile di partenza e l'arrivo — si svolta in via G. Cesare per circa 200 metri, poi una curva decisa a sinistra porta in via Serra per 350 metri, e infine un'altra curva a sinistra riporta in via Roma per i restanti 400 metri. Sette giri da completare.

Parto forte e deciso: siamo circa 120 atleti e voglio trovare subito la mia posizione. A metà del primo giro individuo davanti a me Mario Melis, uno degli avversari della mia categoria (SM65). Gli altri da tenere d'occhio sono Mauro Muscas e Pietro Uras.

Il primo chilometro lo chiudo in 3'47", più veloce del previsto. Stringo i denti: Mario è quasi al mio fianco e non ho intenzione di cedere un centimetro. Nel punto in cui via Serra si innesta in via Roma riesco a voltarmi un istante e intravedo Pietro — non è lontano. Sarà una gara dura.

Al secondo chilometro (3'58") la fatica inizia a farsi sentire, ma noto qualche segnale di difficoltà anche in Mario. Pietro, intanto, perde un po' di terreno. Il pubblico lungo via Roma scalda il cuore con i suoi incoraggiamenti.

Al terzo chilometro (4'00") riesco finalmente a guadagnare una decina di metri su Mario. Dalle voci dello speaker capisco che il distacco cresce lentamente. È in questa fase che, nella discesa di via Serra, aggancio un caro amico, Fabrizio Serafini. Da quel momento in poi corriamo fianco a fianco fino al traguardo, e la sua presenza rende tutto più leggero.

I chilometri scorrono: 4° in 3'59", 5° in 4'04", 6° in 4'05". Gli ultimi 660 metri li percorro in 2'34" (3'53" al km). Chiudo in 26'28", con una media di 3'58" al chilometro. 45° assoluto, 1° di categoria. Mario arriva 2° (48° assoluto), Pietro 3° (50°), Mauro 4° (58°).

La gara assoluta maschile va a Loitanyang Simon dell'Atletica Vomano.

Dopo la gara, un ricco ristoro con un'abbondante selezione di torte artigianali e frutta. Nell'attesa delle premiazioni, una bella conversazione con l'amico Andrea Mura, con cui scopro una sintonia di interessi e visioni che raramente si trova.

C'è anche un piccolo dato che mi scalda: nel 2024, su questo stesso percorso, avevo chiuso in 26'30". Due secondi di differenza. Un modo per ricordarmi che, mentre gli anni avanzano, il corpo — per ora — tiene il passo. E finché dura, si corre.

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