mercoledì 22 luglio 2026

Campo di Atletica Santoru (Cagliari), 22/07/26. 6 X 200 mt. Media 38". Recupero 1'30".

Allenamento alle 09:30 nella pista del Campo Santoru a Cagliari. Sole intenso con temperatura oltre 30° e forte umidità. Il lavoro di oggi consiste nel fare 6 x 200 mt con recupero da fermo di 1'30". Questi i parziali: 1° 220 mt in 38"2 (2'53" a km); 2° 200 in 37"9 (3'13"); 3° 190 in 36"7 (3'12"); 4° 190 in 37"6 (3'14"); 5° 190 in 37"4 (3'12"); 6° 200 in 36"7 (3'05").  

martedì 21 luglio 2026

Correre con il caldo. Scritto da Fulvio Massini.

Basta aprire le pagine di un giornale, accendere la televisione, ascoltare la radio per scoprire che tutti vogliono metterci in guardia dal cambiamento di clima. Giusto! Noi gente di sport, non possiamo non essere attenti ai problemi che questa mutazione potrà creare, ma al tempo stesso vogliamo cercare di viverla in modo ottimale in funzione del tipo di attività fisica che ci piace praticare.

sabato 18 luglio 2026

Supplementazione e cibi fortificati: un po' di chiarezza. Scritto dal Dott. Andrea Deledda.

Non sono un grande tifoso degli integratori, in generale, e preferisco sempre ricorrere ai metodi naturali. Infatti spesso aiutano ad arrivare ad un livello superiore, ma poi per mantenere quel livello è necessario continuare a prenderli, e non si può per tutta la vita nutrirsi di pillole.
Cerchiamo di fare un po' di chiarezza su cosa si può prendere e cosa evitare.
http://italianbody.it/

probiotici sono ormai riconosciuti come molto importanti. Infatti la nostra flora intestinale è così numerosa da poter essere considerata un organo a sé. È adeguato prenderli in seguito a cure antibiotiche e diarrea.
Recenti ricerche hanno dato risultati sorprendenti: la flora intestinale può influenzare il peso, la salute cardiometabolicaintestinalepersino l'umore e i disordini mentali, le malattie autoimmuni, le allergie. E chissà quanto altro. Insomma è fondamentale avere una corretta flora, può davvero far la differenza tra salute e malattia.

martedì 14 luglio 2026

Andature tecniche. Scritto da Gianluca De Luca*.

 Il capitolo "andature tecniche" merita un piccolo approfondimento, riguardo all'esecuzione delle stesse e dunque agli aspetti che vanno enfatizzati e gli errori che non devono essere commessi. In questo articolo cercherò di descrivere gli esercizi più diffusi, essendo decine le andature praticabili e potenzialmente infinite quelle che si possono inventare strumentalmente al raggiungimento di un obiettivo predeterminato.
L'andatura più nota e praticata (anche dai non "addetti ai lavori") è sicuramente lo skip corto, che i più esterofili conoscono col nome di High Knees.

domenica 12 luglio 2026

Il programma per i 1500 mt. secondo Albanesi.

1500 m (oppure il miglio, corrispondente a 1.609,344 m) sono la gara più corta che un runner che corre nello spirito del vivere meglio (cioè che usa la corsa per la sua salute) ha senso che prepari. Infatti, se nulla vieta di correre un 800 o un 400 m, preparare tali gare non è consigliabile perché l'allenamento richiesto sarebbe in netta controtendenza con la corsa di resistenza, quella che normalmente è detta fondo e alla quale sono da ascrivere gli effetti benefici sulla nostra salute.

giovedì 9 luglio 2026

Urzulei (OG), 06/07/26. Camminata da Ghenna'e Silana a "Su Gorropu". Andata e ritorno.

Inizio camminata.

Oggi è in programma un qualcosa di speciale. Io e Diego andiamo a visitare il canyon di "Su Gorropu". Per farlo occorre affrontare una camminata molto particolare, che vale molto di più di una semplice corsa.

Gorropu è tra i canyon più spettacolari e profondi d'Europa. Si tratta di una gola di origine erosiva, lunga un chilometro e mezzo, che segna il confine tra il territorio barbaricino di Orgosolo e quello ogliastrino di Urzulei.

Pinnetta.

Scavato nel tempo dalla forza del rio Flumineddu, che scorre per ampi tratti invisibile alla vista per poi riemergere magicamente in fresche cascatelle e pozze dove fare il bagno.

Leccio gigante.

Raggiungibile tramite un sentiero ben segnalato di circa 4,5 km, si scende dal passo di Ghenna'e Silana, situato a 1070 m s.l.m., fino all'ingresso del canyon, con un dislivello di circa 700 metri.

Ovviamente occorre essere minimamente attrezzati con abbigliamento tecnico, cappello, scarpe adatte e, soprattutto, acqua.

Cinghiale in pinnetta piccola.

La camminata di andata è quasi totalmente in discesa. Sostanzialmente è accessibile a tutti, però occorre prestare la giusta attenzione soprattutto nella parte finale, poco prima di accedere al rio Flumineddu.

Durante la discesa si possono ammirare alcune costruzioni denominate "Pinnettas", fatte in legno, usate in passato come rifugio dai pastori.

Mio bagno nella vasca.

Imponenti gli alberi del bosco, alcuni dei quali superano addirittura i 200 anni di vita. Lecci, tassi, ginepri e corbezzoli di dimensioni immense.

Risulta abbastanza probabile incontrare qualche esemplare della fauna barbaricina, soprattutto cinghiali. Noi ne abbiamo trovato uno che se ne stava beatamente a riposare dentro una piccola pinnetta.

Man mano che si scende, la vegetazione si fa sempre più fitta, per cui si cammina quasi costantemente all'ombra.

Zona verde del canyon.

Nel punto più basso, prima dell'ingresso al canyon, si arriva sul letto del fiume, dove l'acqua riaffiora da sottoterra andando a riempire vasche naturali in cui è possibile fare il bagno. Per dissetarsi è presente anche una sorgente potabile, segnalata da una bandiera della Sardegna.

L'ingresso al canyon è a pagamento (6 euro): vengono fornite informazioni di carattere generale e piccoli suggerimenti su come districarsi all'interno. Valgono sicuramente la spesa: il vero spettacolo inizia lì.

Parete canyon.

La prima parte, "verde", è adatta a tutti, anche se occorre comunque una buona mobilità. È la parte più lunga e ci porta nel cuore del silenziosissimo canyon.

Leggermente più difficile il percorso "giallo", ma sicuramente più bello e particolare. È abbastanza corto ma impegnativo, dove si cammina su grandi pietre o attraverso strette feritoie. Difficile, ma tutto sommato niente di estremo.

Particolare da una grotta del canyon.

Il 
percorso "rosso" è la parte più impegnativa, da affrontare solo con le guide. Qui occorre arrampicarsi su pareti con l'attrezzatura da alpinisti. Praticamente impossibile per noi comuni mortali.

Terminata la visita, è possibile ritornare a Ghenna'e Silana ripercorrendo lo stesso sentiero dell'andata, oppure risalire con l'aiuto di un transfer in jeep, prenotabile al punto informazioni all'ingresso del canyon.

Inizio zona rossa.

Noi abbiamo scelto la salita a piedi, e devo ammettere che non è stata per niente semplice. Nessun paragone tra ciò che appariva agevole la mattina, durante la discesa, e la risalita serale dopo un'intera giornata di cammino. Per fortuna avevamo ancora qualcosa da mangiare e buone riserve d'acqua.

Bosco fitto.

4,5 km di salita con 700 metri di dislivello hanno messo a dura prova anche due atleti come me e Diego.

Finalmente, una volta raggiunta Ghenna'e Silana, abbiamo potuto recuperare un po' di energie, anche se poi ci aspettava un viaggio di quasi tre ore per il rientro a Cagliari.

Giornata comunque memorabile.

Foto Antonello Vargiu e Diego Matta (Antonello in vasca).

martedì 7 luglio 2026

Dorgali, 05/07/26. Gara di 1500 mt su pista in 5'36"84.

Gara di 1500 mt nella pista di Dorgali alle ore 21:25. Tempo impiegato 5'36"84 a 3'44" di media a km. Temperatura di 27° e assenza di vento. F C Media 142 (max 156), potenza media 402 (max 506), cadenza di corsa media 182 (max 198), lunghezza media passo 1,40 mt. Tempo medio di contatto al suolo 206.  

giovedì 2 luglio 2026

Mulinu Becciu, 02/07/26. 10 X 300 mt. Media 59". Recupero 2'.


Allenamento nell'isolato di Mulinu Becciu tra le vie Giotto, Carpaccio e Deliperi con 10 X 300 mt a una media di 59". Recupero di 2' con 200 mt a passo. Questi i parziali con indicato anche la media a km dato che i 300 mt sono stati corsi su percorso non misurato. 

1° 300 mt in 62"2 (3'26"); 2° 310 mt in 61"4 (3'18"); 3° 300 mt 59"2 (3'16"); 4° 310 mt in 58"9 (3'12"); 5° 300 mt in 61"9 (3'24"); 6° 300 mt in 61"2 (3'21"); 7° 310 mt in 61"7 (3'21"); 8° 300 mt in 58"4 (3'13"); 9° 300 mt in 56"7 (3'11"); 10° 310 mt in 59"3 (3'12").

Temperatura 31° con sole intenso. Vento da nord a 30 km/h.

martedì 30 giugno 2026

Cardedu (OG), 29/06/26. Da Marina di Cardedu a "Su Sirboni". Resoconto di un mio allenamento con foto.

Correre lungo il litorale tra la Marina di Cardedu e "Su Sirboni" regala una sequenza di bellezze naturali davvero mozzafiato. Stavolta, oltre a raccontarvi i miei soliti 10 km, vi accompagno anche con qualche fotografia, per farvi vivere con me ciò che i miei occhi hanno incontrato durante l'allenamento.

lunedì 29 giugno 2026

Cardedu, 29/06/26. Da Marina di Cardedu a Su Sirboni e viceversa. Km 10 in 45'46" a 4'34" a km.


Allenamento di 10 km con partenza dalla Marina di Cardedu sino a "Su Sirboni" e viceversa. Cinque km di andata e cinque di ritorno. Strada sul lungo mare molto panoramica. Temperatura intorno ai 35° con alta umidità e vento da sud est. Partenza quasi da fermo con i primi 3 km molto tranquilli mentre i restanti 7 km a andatura più intensa. 10 km in 45'46" a una media di 4'36". Dislivello di 78 mt, calorie consumate 671. F C Media 146 (max 162). Potenza media 353 (max 475). Cadenza di corsa media 179 (max 190). Lunghezza media passo 1,21 mt. Tempo medio di contatto con il suolo 235 ms.     

Cala Gonone (Dorgali), 27/06/26. Da Palmasera a Cala Fuili e viceversa. Km 6 in 29' a 4'49" a km.


Allenamento poco dopo le ore 16 lungo la strada che dal resort Palmasera conduce sino alla Cala Fuili. Si tratta di un percorso lungo circa 3 km con un dislivello totale di 90 mt e posizionato ad un certo livello sul mare tale da permettere la vista di una lunga parte della costa. Quota minima 20 slm (partenza resort) max 60. Temperatura di 36° all'ombra con leggera brezza da nord est. Partenza molto cauta nei primi 3 km di andata per poi andare in leggera progressione nei 3 km di rientro. Km 6 in 29'00". Questi i parziali: 1° km in 5'21"; 2° in 4'49"; 3° in 5'13"; 4° in 4'26"; 5° in 4'40"; 6° in 4'30". Media a km 4'49". F C Media 141 (max 160), potenza media 342 (max 445). Cadenza di corsa media 179 (max 193), lunghezza media passo 1,14 mt. Tempo medio di contatto con il suolo 240 ms. 

giovedì 25 giugno 2026

Mulinu Becciu, 25/06/26. 4 X 1 km con recupero 3'. Media 3'46".


Ripetute da 1 km fatte 4 volte nell'isolato di Mulinu Becciu tra le vie Carpaccio, Giotto e Deliperi lungo 1060 mt. 

Temperatura di poco sopra i 30° con sole intenso e leggera brezza di scirocco. 

Il recupero tra le ripetute era di 3' a passo.

Questi i parziali: 1° km in 3'49"; 2° in 3'46"; 3° in 3'49"; 4° in 3'42". Media di 3'46". 

martedì 23 giugno 2026

Lo stretching visto da Fulvio Massini.

UN PO’ DI STORIA

Le origini sono orientali. Le filosofie orientali tendono infatti a considerare corpo e mente un tutt’uno. Inoltre deriva proprio da questi popoli lontani l’idea di concentrarsi sulle proprie sensazioni.
A Bangkok statue di 2000 anni rappresentano persone nell’atto di allungarsi. Nell’antica Cina in moltissimi praticavano l’allungamento. Alcuni modelli di esercizi sono stati ritrovati nello yoga indiano. Il pioniere dell’era “moderna” è stato Kabat ideatore della PNF (proprioceptive neuromuscolar facilitation), seguito poi da Bob Anderson, Jan Ekstrand. Holt nel 1971 rielaborò il metodo PNF arrivando alla nuova tecnica “Stretching per lo sport”  (www.aliensteam.it).

domenica 21 giugno 2026

Macomer, 21 giugno 2026 — gara su 800 metri: è in gioco il record sardo SM65.

Antonello Vargiu  Foto Diego Matta.

Giornata rovente, quella di Macomer. Centocinquanta chilometri da Cagliari, in compagnia di Diego, Mauro, Andrea e Francesca, per arrivare al campo d'atletica "Scalarba" proprio mentre le prime gare della giornata stanno già scaldando la pista. Davanti a me due ore da gestire con cura: prima il recupero dal lungo viaggio, poi, a circa un'ora dalla partenza, il riscaldamento. Sugli spalti, almeno, si respira un po' di sollievo: un'ampia tettoia ci ripara dal sole che già morde.

L'obiettivo della giornata ha un nome e una data precisi: il record sardo della categoria SM65, 2'41"80, scritto da Andrea Renzo Casula (classe 1940) a Sassari il 3 luglio 2005. Un primato che resiste da oltre vent'anni — niente di facile da scalfire.

A pochi minuti dal via, il termometro segna 34°C all'ombra, il sole è una lama, il vento appena percettibile soffia da sud. Start fissato per le 11:25. Ventuno atleti al via, ma nella mia categoria siamo in due soli: io e Giovanni Farru (CCRS Sorso), più giovane di due anni e in lizza insieme a me per il titolo regionale.

Tre batterie da sette atleti. Farru, privo di tempo di accredito, viene inserito nella prima; io, con il mio 2'42"16 — appena 36 centesimi sopra il record — corro nella seconda. Ma prima devo guardare lui.

E quello che vedo mi gela: 2'32"78. Un crono fuori da ogni previsione. In un istante il record passa nelle sue mani, e la distanza da colmare non è più di pochi centesimi: sono quasi dieci secondi.

Ci chiamano in pista. I primi 120 metri si corrono in corsia, poi il rientro in prima. Lo stato d'animo, lo ammetto, non è dei migliori: la sfida che mi aspetta ora è molto più dura di quella per cui ero venuto a gareggiare questa mattina. Ma ormai sono lì, sul punto di partenza, e l'unica cosa da fare è dare tutto quello che ho.

Lo sparo. La pista rossa brucia sotto un caldo che, percepito, sfiora i 37°C. Partenza controllata ma decisa. L'obiettivo è passare i 400 metri intorno a 1'18" — e già lì la fatica si fa sentire, dura e concreta.

Il tratto più crudele è quello tra i 400 e i 600 metri: è lì che la stanchezza ti aggredisce, è lì che si rischiano di perdere secondi preziosi, senza nessun avversario davanti con cui agganciarsi e dividere lo sforzo. Poi arrivano gli ultimi 200, i più importanti di tutti: quelli in cui non resta che spingere, spingere ancora, mentre dagli spalti l'incitamento si fa più forte. In quei metri non c'è spazio per pensieri: solo l'istinto di dare tutto ciò che resta.

Gli ultimi 60 metri sono un inferno. Le forze sembrano esaurite, eppure — chissà come — si trovano ancora. Poi, finalmente, il traguardo. Riesco a malapena a fermare il cronometro del Garmin. Il fiato è corto, le gambe cedono, qualche stretta di mano con chi è arrivato insieme a me. E poi la paura, quella vera, di guardare il tempo.

Io e Giovanni Farru a fine gara.

Verdetto provvisorio: 2'37". Non basta. Manca solo la conferma ufficiale. Arriva, pochi minuti dopo: 2'37"22. Sarebbe stato il nuovo record sardo SM65, se Giovanni Farru non si fosse presentato al via. Pazienza — ho dato tutto quello che avevo, e a volte basta guardarsi allo specchio per sapere di aver corso bene.

A complicare il weekend, anche un altro capitolo: il giorno prima, sabato 20 giugno, lo stesso Farru aveva gareggiato sui 1500 metri, portandomi via anche quel record — quello che avevo conquistato proprio a Macomer il 6 giugno con 5'13"71. Lui ha chiuso in 5'09"58. Onore a chi corre così.

Resta, comunque, la soddisfazione di aver firmato, alle soglie dei 68 anni, due tempi importanti su due distanze a cui mi sono dedicato solo negli ultimi mesi. La mia specialità resta un'altra: i 5000 metri, dove il 23 maggio a Misano Adriatico ho chiuso quarto a livello nazionale in 19'11".

Ho ancora un anno e mezzo per divertirmi in questa categoria, prima del salto di categoria nel 2028. Spero di arrivarci con le stesse gambe — e con la stessa fame — di oggi.

Il tempo sarà maestro...

Macomer, 21/06/26. Gara su 800 mt in 2'37"22.

Ottimo tempo conquistato sul campo di atletica di Macomer con 2'37"22 negli 800 mt (rispetto al 2'42"16 conquistato a Quartucciu il 31/05/26) ma insufficiente rispetto al tempo riportato da Giovanni Farru (CCRS Sorso) sempre stamattina con 2'32"78 che gli permette di conquistare il nuovo record regionale sulla distanza. Farru ha gareggiato nella prima delle 3 batterie mentre io nella seconda. Temperatura intorno ai 33° con fortissimo sole e assenza quasi totale di vento. FC Media 139 (max 159), potenza media 428 (max 532). Cadenza di corsa media 188 (max 207), lunghezza media passo 1,54. Tempo medio di contatto con il suolo 185 ms. Secondo posto di categoria SM65, 1° Giovanni Farru con il titolo regionale.  

mercoledì 17 giugno 2026

Mulinu Becciu (CA), 17/06/26. Ripetute su strada: 600 mt + 400 + 300 + 200. Recupero 4'.

Lavoro specifico nell'isolato tra le vie Giotto, Carpaccio e Deliperi a Mulinu Becciu. Temperatura di 27° con sole intenso e vento di scirocco a 20 km/h. Ripetute da 600 mt + 400 + 300 + 200 con recupero in camminata di 4'. Questi i parziali con l'indicazione della velocità al km per dare il giusto risalto alla distanza non perfetta: 600 mt in 2'00"6 a 3'21" al km; 400 in 1'17"8 a 3'14"; 300 in 57"1 a 3'12"; 210 in 36"0 a 2'49".   

domenica 14 giugno 2026

L'importanza di farsi seguire da un allenatore. Scritto da Salvatore Pisana.

Allenatore
"Un allenatore è qualcuno che ti dice quello che non vuoi sentire, ti fa vedere quello che non vuoi vedere, in modo che tu possa essere quello che hai sempre saputo di poter diventare."
Tom Landry

La corsa, tra tutti gli sport, è forse quello maggiormente alla portata di tutti: non necessita di particolari strutture sportive né attrezzature, bastano solo abbigliamento adatto, un buon paio di scarpe da running, un cronometro e il gioco è fatto. Proprio per questo suo carattere pratico, chi decide di iniziare a correre spesso lo fa in totale autonomia: l'allenamento alla corsa fai da te è molto diffuso. Ed è qui che, presto o tardi, sorgono i problemi.
Sottoporre il proprio fisico ad un allenamento errato, prima o poi, causerà inevitabili e spiacevoli conseguenze: postura errata, infortuni, sovraffaticamento, solo per citare alcuni esempi. Per questo motivo è importante non sottovalutare la figura dell'allenatore, già dal primo approccio alla corsa.

mercoledì 10 giugno 2026

Cagliari, campo Santoru, 10/06/26. Ripetute in pista: 400 mt + 300 + 200 + 100. Recupero 3'.

Lavoro in pista al campo Santoru di Cagliari in vista della gara in programma il 21/06/26 sugli 800 mt. Temperatura intorno a 28° con leggera brezza da nord e sole intensissimo. Il lavoro consiste nel fare le seguenti ripetute: 400 mt + 300 + 200 + 100 con recupero di 3'. Questi i parziali: 400 mt in 1'18"1; 300 in 56"8; 200 in 37"3; 100 in 16"1. 

domenica 7 giugno 2026

Macomer, 06/06/2026 — 1500 mt in 5'13"71 — Record Sardo di Categoria SM65.

Una giornata semplicemente fantastica. Finalmente ho trasformato in realtà uno dei sogni più importanti degli ultimi anni: conquistare un record sardo di categoria. I sacrifici di questi mesi, gli allenamenti, la pazienza — tutto ha trovato il suo senso in quei 5'13"71 nella pista di Macomer.

A dire il vero, un record sardo lo avevo già conquistato 17 anni fa nella categoria SM45, sulla stessa distanza dei 1500 mt. Era però così datato che negli archivi FIDAL era ormai scomparso — ma ci tornerò.


La giornata

Giornata calda, quasi estiva. Il viaggio da Cagliari lo affronto in compagnia di Diego: 150 km da coprire, con una tappa intermedia nel bosco di Sant'Antonio, a due passi da Macomer, per un pranzo al fresco e all'ombra. Un modo perfetto per ricaricare le energie prima della gara.

Alle 16:00 arriviamo alla nuova pista di Macomer sotto un sole cocente. Sono già in corso i Campionati Regionali Individuali Assoluti.

Perché gareggiare in una gara di Assoluti? Semplice: era l'occasione giusta per migliorare il mio personale di categoria SM65 sui 1500 mt su pista.


Il lavoro dietro ai record

Tutto questo è stato reso possibile grazie a un gruppo straordinario di atleti che si sono impegnati a documentare e censire tutti i record regionali nelle varie discipline dell'atletica. Un lavoro enorme, prezioso, che merita di essere riconosciuto. Li cito con piacere: Cristiano Cuzzeri, Stefano Picciau, Nicola Belmonte, Gianluca Derosas, Davide Chelo, Roberto Del Monte.

Il record da battere era il 5'15"23 di C. Usai, stabilito a Cagliari l'08/06/2019. La settimana precedente, il 30/05/2026 nella pista di Quartucciu, avevo tentato di strapparlo, mancando il bersaglio per soli pochi centesimi: 5'16"24. Macomer era quindi il riscatto.


Antonello Vargiu

La gara

Alle 18:15 si parte, puntuale al minuto. La partenza è intensa ma controllata. Nei primi 150 mt il vento di maestrale ci colpisce frontale, deciso. La temperatura segna 28°: caldo e vento sono due variabili da rispettare, non da ignorare. Nel rettilineo verso il traguardo, per fortuna, si corre in condizioni ideali.

Il piano tattico è chiaro: un ritmo medio di circa 3'30"/km per i primi tre giri, per poi lasciare tutto nei 300 mt finali. Un'andatura che ormai ho nel sangue.

Taglio il traguardo con ancora tutto in corpo. L'unico momento di suspense arriva dopo: non riesco a fermare il Garmin esattamente sulla linea d'arrivo e devo aspettare quasi dieci minuti il verdetto dello speaker. Dieci minuti lunghissimi.

Poi arriva la voce dal microfono: 5'13"71. Record sardo conquistato.

Mi lascio andare a un'esplosione di gioia. Operazione riuscita, quasi chirurgica.

Abbraccio subito Diego, compagno di viaggio e di avventura, e ringrazio Christian, il mio coach, artefice di tutta la preparazione tecnica e di potenziamento. Senza di loro, sarebbe stata un'altra storia.


Un finale da romanzo

Stefano Floris

La gara è stata vinta da Stefano Floris (SM45), un atleta con 19 anni meno di me, che ha chiuso i 1500 mt in un ottimo 4'17"32 stabilendo anche lui il record sardo di categoria.

Con Stefano ho condiviso oltre 20 anni di atletica sotto gli stessi colori sociali e tantissimi allenamenti. Vederlo eccellere mi riempie di orgoglio.

Ma c'è un dettaglio che rende questa storia ancora più bella: il precedente primatista SM45 che Stefano ha scalzato ero proprio io, con il 4'24"21 corso al Meeting "Terra Sarda" di Sanluri il 10/09/2004 — un dato talmente antico da essere scomparso persino dagli archivi FIDAL.

Nella stessa gara, quindi, Stefano ha preso il mio vecchio record SM45, e io ho conquistato il nuovo record SM65. Non poteva esserci persona più gradita a raccogliere quel testimone: tra noi c'è una stima reciproca profonda e un'intesa che va ben oltre la pista.


28 anni di agonismo e dedizione alla corsa. Giorni come questo dimostrano che ne è valsa ogni singola fatica.

Le foto sopra riportate sono di Alessandro Floris.

lunedì 1 giugno 2026

Cagliari, 01/06/26. Record Sardi Master. Finalmente c'è un punto di riferimento.

Da fine aprile 2026 c'è nel sito Fidal Sardegna un file dove sono riportati i record sardi dei Master. Per questo lavoro occorre essere grati a dei volontari (atleti) che si sono presi la briga di spulciare tutti i dati documentabili, quindi soprattutto in pista, di tutti gli anni passati. Queste persone sono: Cristiano Cuzzeri, Stefano Picciau, Nicola Belmonte, Gianluca Derosas, Davide Chelo e Roberto Dal Monte. 

In riferimento a ciò sono andato a spulciare alcuni dati che potevano interessare anche me e ho trovato alcuni risultati miei molto vicini al record sardo che neanche conoscevo. 

E' il caso degli 800 mt e dei 1500 mt in pista per la categoria SM65.

Il record sardo degli 800 mt appartiene a Andrea Renzo Casula, atleta della Shardana Sassari del 1940 che in data 03/07/2019 nella pista di Sassari aveva conquistato il record di 2'41"80.

Io sono entrato nella categoria SM65 nel 2023 e ho corso gli 800 mt in pista per ben tre volte nella pista di Quartucciu con i seguenti risultati: 

19/05/2024 2'42"39 a 59 decimi dal record sardo; 

01/06/2025 2'42"94 a 1"14 dal record;

31/05/2026 2'42"16 a 36 decimi dal record.

Spero di riuscire a fare altre gare sugli 800 mt e di essere un po' più fortunato.


Anche nei 1500 mt quest'anno sono andato molto vicino a conquistare il record sardo che appartiene a Celestino Usai (1954) conquistato a Cagliari in data 08/06/2019 con il tempo di 5'15"23. 

Io quest'anno (30/05/26) nella pista di Quartucciu ho corso i 1500 in 5'16"24 mancando il record sardo di 1 secondo.

Anche in questo caso spero di poter riuscire a fare qualche altro 1500.