martedì 30 giugno 2026

Cardedu (OG), 29/06/26. Da Marina di Cardedu a "Su Sirboni". Resoconto di un mio allenamento con foto.

Correre lungo il litorale tra la Marina di Cardedu e "Su Sirboni" regala una sequenza di bellezze naturali davvero mozzafiato. Stavolta, oltre a raccontarvi i miei soliti 10 km, vi accompagno anche con qualche fotografia, per farvi vivere con me ciò che i miei occhi hanno incontrato durante l'allenamento.
Vista di "Marina di Cardedu" da "Perd'e Pera".
Il comune di Cardedu si trova sulla costa orientale della Sardegna, a circa 120 km da Cagliari, nella provincia dell'Ogliastra: un angolo di mondo che sembra esistere fuori dal tempo.

Marina di Cardedu.
Da tanti anni torno in questa località balneare per le vacanze, e ogni volta ne approfitto per trasformare la corsa in un rito di serenità e rigenerazione. La mia base di partenza è quasi sempre la spiaggia della "Marina di Cardedu", in località Museddu: oltre 2 km di sabbia dorata, custoditi da una pineta che la separa dolcemente dalla strada. Il mare qui assume spesso colorazioni scure e profonde, quasi misteriose, e alle prime luci del mattino regala albe di una bellezza che toglie il fiato, accese di colori che sembrano dipinti.
Vista lungomare.
Corro lungo il litorale immerso completamente nella natura, dove lo sguardo spazia tra il mare e le montagne dell'entroterra, in panorami incantevoli che cambiano a ogni passo, come se il paesaggio respirasse insieme a me. Anche stavolta, come tante altre volte, il mio percorso preferito è quello che fa tappa nello spiazzo davanti alla spiaggia di "Su Sirboni" (il cinghiale): 5 km di strada con leggeri dislivelli, dove riesco a mantenere un'andatura piuttosto costante.

Partenza allenamento.
Il primo tratto costeggia per circa 500 metri il lungomare di Marina di Cardedu, per poi deviare a destra lungo una pista ciclabile di quasi 1 km che corre accanto a un largo canale. Questa pista si ricongiunge alla strada litoranea, lunga circa 8 km, che termina nella spiaggia di "Coccorrocci". Ed è proprio lasciandosi alle spalle il canale che comincia la parte più suggestiva e intensa della corsa: da lì a "Su Sirboni" mancano poco meno di 4 km. Poco prima del secondo chilometro, passo davanti all'imponente e rinomato Perdepera Resort.
Da "Perd'e Pera" verso "Su mari dividìu".

"Perd'e Pera".
Una leggera salita mi conduce verso la zona di "Perd'e Pera" (pietra a forma di pera), a un passo dal mare. Qui alcune case si affacciano sulla costa, tra locali di ristoro e accessi diretti all'acqua. Lasciata sulla sinistra la zona abitata, guadagno qualche metro di dislivello da cui si ammira, in tutta la sua estensione, la lunga spiaggia di Marina di Cardedu: lo sguardo arriva fino alle vette più alte dell'isola, che si stagliano lontane all'orizzonte. Sulla destra, un promontorio precipita quasi a strapiombo, ricoperto di una vegetazione mediterranea fitta e intensa, punteggiata da qualche albero d'alto fusto. L'unico suono, ininterrotto e quasi ipnotico, è il frinire delle cicale: si dice che questo canto sia emesso dai maschi per conquistare le femmine, una colonna sonora che accompagna ogni mio passo.
Strada panoramica.

Cala Surya.   
Da "Perd'e Pera" basta circa 1 km per raggiungere Cala Surya, dove si apre una vista dall'alto semplicemente stupenda: le rocce rosse di porfido si scontrano e si fondono con il verde chiaro del mare, in un contrasto che incanta. Proprio da questa località prende il nome il noto ristorante, famoso per le sue specialità di mare.

“Su mari dividìu”. 
Proseguendo ancora per qualche centinaio di metri, passo davanti al punto chiamato "Su mari dividìu" (il mare diviso). Qui mi trovo quasi al livello dell'acqua e posso ammirare la sottile lingua di terra che taglia il mare in due. È affascinante osservare come le due spiagge, una accanto all'altra, possano essere così diverse a seconda dei venti che soffiano. Quello spartiacque naturale segna anche il confine tra i comuni di Cardedu (a nord) e Gairo (a sud). Dalla parte opposta, la vegetazione si apre in ampie vedute sui monti circostanti, dominati dalla vetta del Monte Ferru, alto 875 metri.

“Su Sirboni”.
Immagine della spiaggia di "Su Sirboni".
Affronto una salita leggera ma costante, intervallata da alcuni falsipiani, per raggiungere il punto più suggestivo dell'intero percorso: la spiaggia di "Su Sirboni" (il cinghiale). Anche se mi trovo a qualche centinaio di metri dalla spiaggia, la domino dall'alto, e questo rende il traguardo ancora più emozionante, incorniciato da una visuale straordinaria. Anche oggi ho affrontato i primi chilometri con calma, per poi alzare gradualmente il ritmo fino ad arrivare all'ingresso di "Su Sirboni" con un'andatura decisa. Una breve sosta per godermi il panorama, poi il rientro verso il punto di partenza, corso con buona intensità. 
10 km in 45'46", a una media di 4'36". 
Un allenamento splendido, in un paesaggio che resta impresso nel cuore prima ancora che negli occhi.
Foto Antonello Vargiu.  

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