Correre
lungo il litorale tra la Marina di Cardedu e "Su Sirboni"
regala una sequenza di bellezze naturali davvero mozzafiato.
Stavolta, oltre a raccontarvi i miei soliti 10 km, vi accompagno
anche con qualche fotografia, per farvi vivere con me ciò che i miei
occhi hanno incontrato durante l'allenamento.
Il
comune di Cardedu si trova sulla costa orientale della Sardegna, a
circa 120 km da Cagliari, nella provincia dell'Ogliastra: un angolo
di mondo che sembra esistere fuori dal tempo.
| Vista di "Marina di Cardedu" da "Perd'e Pera". |
Marina di Cardedu.
Da
tanti anni torno in questa località balneare per le vacanze, e ogni
volta ne approfitto per trasformare la corsa in un rito di serenità
e rigenerazione. La mia base di partenza è quasi sempre la spiaggia
della "Marina di Cardedu", in località Museddu: oltre 2 km
di sabbia dorata, custoditi da una pineta che la separa dolcemente
dalla strada. Il mare qui assume spesso colorazioni scure e profonde,
quasi misteriose, e alle prime luci del mattino regala albe di una
bellezza che toglie il fiato, accese di colori che sembrano dipinti.
Corro
lungo il litorale immerso completamente nella natura, dove lo sguardo
spazia tra il mare e le montagne dell'entroterra, in panorami
incantevoli che cambiano a ogni passo, come se il paesaggio
respirasse insieme a me. Anche stavolta, come tante altre volte, il
mio percorso preferito è quello che fa tappa nello spiazzo davanti
alla spiaggia di "Su Sirboni" (il cinghiale): 5 km di
strada con leggeri dislivelli, dove riesco a mantenere un'andatura
piuttosto costante.
| Vista lungomare. |
Partenza allenamento.
Il
primo tratto costeggia per circa 500 metri il lungomare di Marina di
Cardedu, per poi deviare a destra lungo una pista ciclabile di quasi
1 km che corre accanto a un largo canale. Questa pista si ricongiunge
alla strada litoranea, lunga circa 8 km, che termina nella spiaggia
di "Coccorrocci". Ed è proprio lasciandosi alle spalle il
canale che comincia la parte più suggestiva e intensa della corsa:
da lì a "Su Sirboni" mancano poco meno di 4 km. Poco prima
del secondo chilometro, passo davanti all'imponente e rinomato
Perdepera Resort.
| Da "Perd'e Pera" verso "Su mari dividìu". |
"Perd'e Pera".
Una
leggera salita mi conduce verso la zona di "Perd'e Pera"
(pietra a forma di pera), a un passo dal mare. Qui alcune case si
affacciano sulla costa, tra locali di ristoro e accessi diretti
all'acqua. Lasciata sulla sinistra la zona abitata, guadagno qualche
metro di dislivello da cui si ammira, in tutta la sua estensione, la
lunga spiaggia di Marina di Cardedu: lo sguardo arriva fino alle
vette più alte dell'isola, che si stagliano lontane all'orizzonte.
Sulla destra, un promontorio precipita quasi a strapiombo, ricoperto
di una vegetazione mediterranea fitta e intensa, punteggiata da
qualche albero d'alto fusto. L'unico suono, ininterrotto e quasi
ipnotico, è il frinire delle cicale: si dice che questo canto sia
emesso dai maschi per conquistare le femmine, una colonna sonora che
accompagna ogni mio passo.
| Strada panoramica. |
Cala Surya.
Da
"Perd'e Pera" basta circa 1 km per raggiungere Cala Surya,
dove si apre una vista dall'alto semplicemente stupenda: le rocce
rosse di porfido si scontrano e si fondono con il verde chiaro del
mare, in un contrasto che incanta. Proprio da questa località prende
il nome il noto ristorante, famoso per le sue specialità di mare.
“Su mari dividìu”.
Proseguendo
ancora per qualche centinaio di metri, passo davanti al punto
chiamato "Su mari dividìu" (il mare diviso). Qui mi trovo
quasi al livello dell'acqua e posso ammirare la sottile lingua di
terra che taglia il mare in due. È affascinante osservare come le
due spiagge, una accanto all'altra, possano essere così diverse a
seconda dei venti che soffiano. Quello spartiacque naturale segna
anche il confine tra i comuni di Cardedu (a nord) e Gairo (a sud).
Dalla parte opposta, la vegetazione si apre in ampie vedute sui monti
circostanti, dominati dalla vetta del Monte Ferru, alto 875 metri.
“Su Sirboni”.
| Immagine della spiaggia di "Su Sirboni". |
10 km in 45'46", a una media di 4'36".
Un allenamento
splendido, in un paesaggio che resta impresso nel cuore prima ancora
che negli occhi.
Foto Antonello Vargiu.
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