Una giornata semplicemente fantastica. Finalmente ho trasformato in realtà uno dei sogni più importanti degli ultimi anni: conquistare un record sardo di categoria. I sacrifici di questi mesi, gli allenamenti, la pazienza — tutto ha trovato il suo senso in quei 5'13"71 nella pista di Macomer.
A dire il vero, un record sardo lo avevo già conquistato 22 anni fa nella categoria SM45, sulla stessa distanza dei 1500 mt. Era però così datato che negli archivi FIDAL era ormai scomparso — ma ci tornerò.
La giornata
Giornata calda, quasi estiva. Il viaggio da Cagliari lo affronto in compagnia di Diego: 150 km da coprire, con una tappa intermedia nel bosco di Sant'Antonio, a due passi da Macomer, per un pranzo al fresco e all'ombra. Un modo perfetto per ricaricare le energie prima della gara.
Alle 16:00 arriviamo alla nuova pista di Macomer sotto un sole cocente. Sono già in corso i Campionati Regionali Individuali Assoluti.
Perché gareggiare in una gara di Assoluti? Semplice: era l'occasione giusta per migliorare il mio personale di categoria SM65 sui 1500 mt su pista.
Il lavoro dietro ai record
Tutto questo è stato reso possibile grazie a un gruppo straordinario di atleti che si sono impegnati a documentare e censire tutti i record regionali nelle varie discipline dell'atletica. Un lavoro enorme, prezioso, che merita di essere riconosciuto. Li cito con piacere: Cristiano Cuzzeri, Stefano Picciau, Nicola Belmonte, Gianluca Derosas, Davide Chelo, Roberto Del Monte.
Il record da battere era il 5'15"23 di C. Usai, stabilito a Cagliari l'08/06/2019. La settimana precedente, il 30/05/2026 nella pista di Quartucciu, avevo tentato di strapparlo, mancando il bersaglio per soli pochi centesimi: 5'16"24. Macomer era quindi il riscatto.
La gara
Alle 18:15 si parte, puntuale al minuto. La partenza è intensa ma controllata. Nei primi 150 mt il vento di maestrale ci colpisce frontale, deciso. La temperatura segna 28°: caldo e vento sono due variabili da rispettare, non da ignorare. Nel rettilineo verso il traguardo, per fortuna, si corre in condizioni ideali.
Il piano tattico è chiaro: un ritmo medio di circa 3'30"/km per i primi tre giri, per poi lasciare tutto nei 300 mt finali. Un'andatura che ormai ho nel sangue.
Taglio il traguardo con ancora tutto in corpo. L'unico momento di suspense arriva dopo: non riesco a fermare il Garmin esattamente sulla linea d'arrivo e devo aspettare quasi dieci minuti il verdetto dello speaker. Dieci minuti lunghissimi.
Poi arriva la voce dal microfono: 5'13"71. Record sardo conquistato.
Mi lascio andare a un'esplosione di gioia. Operazione riuscita, quasi chirurgica.
Abbraccio subito Diego, compagno di viaggio e di avventura, e ringrazio Christian, il mio coach, artefice di tutta la preparazione tecnica e di potenziamento. Senza di loro, sarebbe stata un'altra storia.
Un finale da romanzo
La gara è stata vinta da Stefano Floris (SM45), un atleta con 19 anni meno di me, che ha chiuso i 1500 mt in un ottimo 4'17"32 stabilendo anche lui il record sardo di categoria.
Con Stefano ho condiviso oltre 20 anni di atletica sotto gli stessi colori sociali e tantissimi allenamenti. Vederlo eccellere mi riempie di orgoglio.
Ma c'è un dettaglio che rende questa storia ancora più bella: il precedente primatista SM45 che Stefano ha scalzato ero proprio io, con il 4'24"21 corso al Meeting "Terra Sarda" di Sanluri il 10/09/2004 — un dato talmente antico da essere scomparso persino dagli archivi FIDAL.
Nella stessa gara, quindi, Stefano ha preso il mio vecchio record SM45, e io ho conquistato il nuovo record SM65. Non poteva esserci persona più gradita a raccogliere quel testimone: tra noi c'è una stima reciproca profonda e un'intesa che va ben oltre la pista.
28 anni di agonismo e dedizione alla corsa. Giorni come questo dimostrano che ne è valsa ogni singola fatica.
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