venerdì 17 marzo 2017

Fegato, tiroide e peso corporeo. Scritto dal Dott. Pier Luigi Rossi.

Dott. Pier Luigi Rossi.
- il fegato è il regista del metabolismo
- la tiroide controlla la massa grassa corporea
- la chiave metabolica è la dose giornaliera dei carboidrati glicemici

UN RAPPORTO DI VITA BIOLOGICA
Esiste un rapporto vitale tra il fegato, la tiroide e l'alimentazione.
Mangiare un eccesso di carboidrati nella giornata favorisce l’accumulo di grasso nel fegato e su tutto l’organismo.
Mangiare una dose troppo ridotta oppure, peggio, eliminare del tutto i carboidrati danneggia le funzioni della tiroide, bloccando la perdita di peso.
La chiave metabolica del fegato, della tiroide, del peso corporeo è la giusta dose giornaliera di carboidrati glicemici.
Il mio consiglio è di non scendere al disotto di 80 grammi di carboidrati glicemici al giorno e di evitare la comparsa della chetosi (può essere evidenziata con strisce nella urina).
I carboidrati glicemici condizionano il valore della glicemia e della insulina dopo ogni pasto (glucosio, galattosio, fruttosio gestiti nel fegato).
I carboidrati non glicemici sono costituiti dalla fibra alimentare.
Molte persone sempre di più, in particolare donne, hanno fegato e tiroide compromessi nella loro funzione. Sono bloccate ed accumulano massa adiposa giorno dopo giorno.

dal PESO CORPOREO AL METABOLISMO
Occorre passare dal peso corporeo letto sulla bilancia alla conoscenza del proprio metabolismo.
Pesa un chilo e mezzo negli uomini, un pò meno nelle donne. E’ il regista dell’intero metabolismo. Ha la chiave del peso forma! E’ il fegato.
Pesa 40 grammi circa, ma controlla reazioni vitali e favorisce la capacità di eliminare grasso corporeo controllando la ossidazione degli acidi grassi nelle cellule e la fase di scarico di acidi grassi dall’interno degli adipociti, consentendo la eliminazione di massa grassa in eccesso. E’ la tiroide!
Con la steatosi epatica (fegato grasso) e la tiroide alterata (ipotiroidismo) ogni dieta è destinata al fallimento. Occorre scaricare il fegato del suo grasso e recuperare una adeguata funzionalità della tiroide.



FEGATO GRASSO (steatosi epatica)
Avere la steatosi epatica, cioè accumulo eccessivo di grassi nel fegato, fa ingrassare sempre di più ed impedisce ogni serio dimagrimento. Con il fegato grosso e grasso non si dimagrisce. Anzi si rischia di cadere nel diabete mellito tipo 2, definito anche diabete epatico.
Ogni dieta o tentativo di dimagrire è destinato al fallimento se non si conoscono le dinamiche biochimiche ed ormonali con il fegato, al centro del nostro metabolismo.
In silenzio giorno dopo giorno il fegato lavora con le sue 5000 reazioni biochimiche ed e' il regista dell'intero metabolismo corporeo. Controlla i carboidrati, i grassi, le proteine, i minerali, le vitamine! E' la centrale per eliminare l'alcol dal sangue!
Fornisce di continuo il glucosio al cervello!
Il fegato e' uno degli organi piu' compromessi dalla attuale alimentazione.
Il 40% delle persone adulte ha il fegato grasso, ha la steatosi!
Il 15% dei bambini ed adolescenti ha la steatosi epatica.
Il 50% dei bambini obesi ha il fegato compromesso.
Questa patologia aumenterà ancora di piu' nei prossimi anni, perché abbiamo una alimentazione errata! Perché' si consuma alcool!
Certo e' la dose che fa il veleno ma non esiste un alcol "buono" cioè il vino ed un alcol "cattivo" cioè i superalcolici!
L'alcol e' e resta una molecola tossica per il fegato.

FEGATO GLICEMIA INSULINA TRIGLICERIDI
Ogni volta che mangiamo il nostro sangue cambia la sua composizione in rapporto agli alimenti ingeriti. E poiché si tende ad introdurre un eccesso giornaliero di carboidrati (pasta, pane, pizza, dolci, prodotti da forno…), la glicemia dopo i pasti sale e si ha il picco glicemico, che stimola il pancreas a secernere l’insulina, che trasferisce il glucosio dal sangue dentro il fegato.
La glicemia diminuisce nel sangue ma aumenta la dose del glucosio all’interno degli epatociti (cellule del fegato). Una parte del glucosio si trasforma, sotto il controllo dell’insulina, in glicogeno ed una altra parte si trasforma in acidi grassi saturi (acido palmitico).
L’insulina fino a quando resta nel sangue compie questo lavoro. Cioè trasforma in parte i carboidrati alimentari ingeriti in acidi grassi. Questo processo biochimico si chiama lipogenesi: formazione di grassi (trigliceridi).
Più insulina abbiamo, più si formano trigliceridi nel fegato.
L’eccesso di grasso nel fegato causa un ritardo nella eliminazione dell’insulina (clearance epatica dell’insulina), che resta più a lungo nel sangue, generando uno stato di insulino rersistenza.
Gran parte delle persone in sovrappeso ed obese possiedono questo scenario all’interno del loro organismo. Se non si modifica questo scenario biochimico ed ormonale non si può dimagrire e non si può prevenire il diabete mellito tipo 2. Si dimagrisce solo se teniamo bassa la glicemia dopo ogni pasto.

GLI ORMONI DELLA TIROIDE
Ed ora ragioniamo sugli ormoni della tiroide.
La tiroide secerne il 90% dell’ormone fT4 e il 10% dell’ormone fT3. Ma è l’ormone fT3 a svolgere appieno le funzioni metaboliche all’interno delle cellule.
L’ormone fT4 viene trasformato in fT3 da alcuni enzimi (desiodasi) ubicati nelle membrane cellulari del FEGATO, rene, tessuto adiposo, cute, cervello, ipofisi…
Varie sono le cause che possono alterare la funzione delle desiodasi: una errata alimentazione, l’eccesso di peso corporeo, diete carenti di carboidrati, livelli elevati di insulina nel sangue…causano una riduzione di efficienza di questi enzimi.
Le desiodasi sono enzimi capaci di togliere un atomo di iodio dall’ormone fT4 trasformandolo in fT3. Il numero indica gli atomi di iodio presente nell’ormone. L’alterata funzione degli enzimi desiodasi è più frequente di quanto si possa pensare.
In questa condizione non é la tiroide a non funzionare bene, bensì gli enzimi (desiodasi) presenti soprattutto nel FEGATO.

TIROIDE E PESO CORPOREO
Mangiare una dose ristretta di carboidrati o peggio astenersi dai carboidrati procura chetosi (acidificazione dei tessuti corporei per formazione di corpi chetonici per carenza di carboidrati), causa una riduzione del fT3, un aumento del cortisolo, si perde muscolo, si perde peso a spese della massa magra muscolare.
Si riduce il metabolismo e il consumo di ossigeno.
Ma la condizione di chetosi porta al blocco della perdita di peso. Una carenza di carboidrati alimentari protratta nel tempo causa una riduzione del valore fT3, condizione di effettivo ipotiroidismo indotto da dieta errata. Un fT3 basso causa un blocco nella perdita di peso corporeo. Si cade nella sindrome di adattamento metabolico.

BLOCCO PERDITA DI PESO
Il blocco metabolico nella perdita di peso corporeo si ha dopo 15 – 20 giorni dall’inizio di una dieta ipocalorica e fortemente carente di carboidrati (assenza di pane, pasta, riso, cereali, legumi…), con dose giornaliera inferiore a 80 g di carboidrati glicemici.
Il blocco metabolico è comunque variabile nel tempo. È soggettivo, ma si verifica per la riduzione di fT3. Una persona che non conosce questo processo ormonale fisiologico, concentra la delusione sulla dieta, quando è proprio la dieta ad essere causa di questo blocco.
Costato il blocco della perdita di peso, la persona decide di smettere di eseguire la dieta, riprende il peso eliminato in pochi giorni perché ha un metabolismo basso, si trova in una condizione di ipotiroidismo. E’ una esperienza molto diffusa, assai nociva per la salute. Questo è un esempio di come sia limitato e superato fare una dieta basata sul semplice calcolo di Calorie giornaliere! Non si mangiano le Calorie, ma le molecole contenute negli alimenti.
Le giovani donne in età fertile con carenza di carboidrati alimentari possono avere amenorrea (blocco ciclo) per ipotiroidismo (fT3 basso) indotto da dieta.
Avere una tiroide carente nella sua funzionalità genera uno stato “GRIGIO” , depressivo, nella relazione con persone ed ambiente di vita e di lavoro.
C’è da riflettere. Non si mangia solo per dimagrire!
Buona giornata in salute.



Post pubblicato su fb nel profilo del Dott. Pier Luigi Rossi in data 08-03-15.

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