C'è qualcosa di magico nel correre dove di solito rombano i motori.
Misano Adriatico, provincia di Rimini. È qui che si assegnano i titoli italiani sui 5000 metri su strada. Il palcoscenico è straordinario: l'autodromo internazionale Marco Simoncelli, lo stesso dove le moto del Mondiale sfiorano i 300 km/h, diventa per una sera la pista di gara di oltre 420 atleti provenienti da tutta Italia. Il percorso è semplice quanto spettacolare — si parte dall'interno dell'autodromo, si percorre l'intero circuito di 4,2 km, e si finisce nella pista di atletica dello stadio di Santa Monica, a poche centinaia di metri. Da una pista all'altra, letteralmente.
Per questa avventura ho al mio fianco due compagni fidati: Mauro Muscas e Diego Matta. Non potevo desiderare compagnia migliore.
Il campo di battaglia
Gli atleti sono divisi in quattro partenze distinte. La mia — quella per le categorie SM60 e oltre — scatta alle 20:20. Siamo poco più di 80 in pista.
Mentre aspettiamo in zona partenza, mi guardo intorno e studio i rivali. Ho già analizzato i tempi di accredito dei più forti della mia categoria (SM65) e so bene chi sono i pericoli. Marco Cacciamani, Sauro Finocchi, Claudio De Mori, Marco Moracas, Daniele Paoloni: tutti con accrediti superiori al mio. E tutti — curiosità non da poco — nati nel 1961, al loro primo anno in categoria SM65. Io sono del 1958: ho tre anni in più sulle gambe, ma anche tre anni in più di esperienza. Gli stimoli non mancano di certo.
Il mio obiettivo, reduce da una gara a Catania tre settimane prima, è un tempo intorno ai 19'40".
![]() |
| Partenza. Foto Atleticamente. |
Via!
La temperatura è di 22°C, una leggera brezza soffia da nord-est. L'asfalto dell'autodromo trasuda ancora il calore di una lunga giornata estiva, e la pista — stranamente — sembra quasi più morbida del normale asfalto stradale. In lontananza si vede ancora la lunga fila delle atlete donne, partite dieci minuti prima di noi: circa 140 corridrici che sembrano quasi galleggiare sulla pista silenziosa.
Lo sparo. Si corre in senso orario: curve a destra, curve a sinistra, cambi di direzione continui tra i 16 tornanti del circuito. Sull'asfalto dove le moto di Valentino Rossi e Marc Márquez hanno scritto la storia, adesso scriviamo la nostra.
Chilometro dopo chilometro
Il primo km è veloce, forse troppo: 3'41"/km. Mi trovo in terza posizione di categoria. Davanti a me solo Cacciamani e Finocchi. Sono tentato di guardarmi indietro, ma scelgo di restare concentrato sulla mia gara.
Superiamo la curva Rio (curva 4), quella a forma di U dove anche le moto più potenti devono frenare con rispetto. Poi la Quercia (curva 8), poi la Tramonto (curva 10) che vira decisa verso destra.
Al secondo km (3'48") tengo bene il ritmo, pur allentando leggermente la spinta. È qui che mi raggiunge Fabio Porzi (classe 1960), uno con cui avevo chiacchierato negli spogliatoi — sa correre forte, 11'00" sui 3000 metri. Io quattro giorni prima avevo fatto 11'30" in allenamento. La sfida è aperta.
Al terzo km (3'50") siamo nel punto più basso del circuito, alla curva Carro (curva 14). Porzi mi ha staccato di una trentina di metri e ha superato anche Finocchi. Resto in quarta posizione, ma sento la pressione.
Da oltre un chilometro ho incollato al fianco un atleta SM60 che non riesco a scrollarmi di dosso. Cambio ritmo, accelero, rallento — niente. È sempre lì. Sa che perdere la ruota di un atleta più vecchio sarebbe una sconfitta psicologica. Lo capisco. L'avrei fatto anch'io.
Il quarto km è il più duro: 3'59"/km. Siamo davanti alla tribuna Brutapeda, il rettilineo dei box, il tempio della velocità. Stamattina ho visto auto da corsa sfrecciare a velocità impressionanti in questo stesso punto, e ho pensato: stasera correrò anch'io qui. Beh — posso dire con certezza che io e quei bolidi non abbiamo avuto molto in comune. Quel tratto è stato il mio punto più lento. Un po' di salita, le gambe che iniziano a pesare, e la consapevolezza che qualcuno potrebbe ancora sorpassarmi.
![]() |
| Arrivo Antonello Vargiu |
L'ultimo chilometro — il momento del coraggio
Manca un km. Si affronta la Variante del Parco (curva 3), si attraversa un cancello secondario, si lascia l'autodromo alle spalle. Poi, la pista di atletica dello stadio di Santa Monica.
Questo è il momento che aspettavo.
Le curve strette del tratto di collegamento fanno per me: non sopporto i rettilinei lunghi e monotoni, ma nelle curve mi trasformo. Accelero, cambio passo, mi lancio in avanti. Quando entro nello stadio, il mondo cambia completamente: dagli oltre quattro chilometri di silenzio ovattato dell'autodromo si passa all'urlo del pubblico sulle tribune. Applausi, incitamenti, il calore della folla. È adrenalina pura.
Un giro completo di pista, poi gli ultimi 100 metri. Non c'è più tempo per pensare — solo spingere. Negli ultimi 300 metri lascio indietro il mio fedele compagno di viaggio SM60 e riprendo anche un altro avversario, staccandolo di una decina di metri. A 40 metri dal traguardo il Garmin segna il 5° km in 3'44". Arrivo con tutto quello che ho.
Il risultato
4° posto nazionale. Tempo: 19'11" (media 3'48"/km).
Una gara tosta, su una concorrenza di altissimo livello: ben 8 atleti SM65 su 22 hanno chiuso sotto i 20 minuti. Un dato che dice tutto.
(Nota a margine: subito dopo l'arrivo fu assegnato a molti atleti un tempo errato, di qualche secondo inferiore al reale, a causa di un disguido cronometrico. Non una colpa degli organizzatori — il giorno seguente i risultati definitivi furono corretti e tutto tornò al suo posto.)
Classifica finale — Primi 10 SM65
| Pos. | Atleta | Anno | Società | Tempo |
|---|---|---|---|---|
| 1° | Marco Cacciamani | 1961 | Atl. Villa Guglielmi MI | 17'48" |
| 2° | Sauro Finocchi | 1961 | Atl. Avis Perugia | 18'47" |
| 3° | Fabio Porzi | 1960 | Asd Rebel Athletic Club PG | 18'55" |
| 4° | Antonello Vargiu | 1958 | Asd Cagliari Atletica Leggera | 19'11" |
| 5° | Claudio De Mori | 1959 | Atl. Santhià VC | 19'23" |
| 6° | Marco Moracas | 1961 | Acquadela Asd BO | 19'32" |
| 7° | Daniele Paoloni | 1961 | Asd Berunnes FC | 19'33" |
| 8° | Alberto Virgili | 1959 | Asd Atletica Cingoli MC | 19'34" |
| 9° | Stefano Bianconi | 1960 | Atl. Civitanovese MC | 20'00" |
| 10° | Mauro Muscas | 1961 | Atl. Sinnai CA | 20'07" |
La ciliegina sulla torta
L'esperienza romagnola è andata ben oltre le aspettative sportive. La sera di domenica 24 maggio, alla già ottima compagnia di Mauro e Diego, si è aggiunto Adolfo Accallai — originario di Tuili e detentore di una miriade di titoli mondiali e italiani nell'atletica. Una serata indimenticabile, tra risate e storie di pista, il modo migliore per chiudere un weekend da campioni.





Nessun commento:
Posta un commento