mercoledì 22 aprile 2026

Amsicora Cagliari, 22/04/26. 6 X 400 mt. Media 1'19" recupero 2'.

Allenamento nella pista dell'Amsicora sui 400 mt. Sei giri in compagnia di Diego Matta a un ritmo medio intorno a 1'19" con recupero di 2'. Questi i parziali con la velocità a km in quanto il Garmin non ha rilevato la effettiva distanza compiuta. 1° giro (380 mt) in 1'17"0 (3'23"); 2° 390 mt in 1'20"9 (3'26"); 3° 390 mt in 1'20"1 (3'25"); 4° 390 mt in 1'20"2 (3'23"); 5° 390 in 1'18"2 (3'22"); 6° 400 mt in 1'16"4 (3'13"). Temperatura 18° con bellissimo sole e leggero vento di libeccio che si accusava negli ultimi 100 mt.   

domenica 19 aprile 2026

Mulinu Becciu, 19/04/26. 10 X 300 mt. Media 61". Recupero 2' a passo (200 mt).

Allenamento nella via Giotto a Mulinu Becciu con 10 X 300 mt a una media di 61". Recupero di 2' con 200 mt a passo. Questi i parziali con indicato anche la media a km dato che i 300 mt sono stati corsi su percorso non misurato (alcune ripetute hanno misurato oltre 300 mt). 

1° 300 mt in 62"1 (3'25"); 2° 300 mt in 62"8 (3'28"); 3° 300 mt 62"1 (3'25"); 4° 300 mt in 60"9 (3'24"); 5° 300 mt in 61"9 (3'24"); 6° 300 mt in 58"8 (3'15"); 7° 310 mt in 60"4 (3'18"); 8° 300 mt in 58"9 (3'15"); 9° 300 mt in 60"1 (3'21"); 10° 310 mt in 54"7 (2'55").

PS. Nella prima ripetuta ho cliccato male il lap per cui si è sovrapposta la ripetuta (1'02") con i 200 mt di recupero. 

sabato 18 aprile 2026

Su Planu - Cagliari, 18/04/26. Giro dei 5 parchi o del cavalluccio marino.


Ore 11:00, si parte per una corsa lenta nel cuore della città.

L'obiettivo è semplice: una decina di chilometri in modo spensierato, senza grande sforzo fisico, approfittando di una splendida giornata di sole. Ma c'è anche un secondo piano, più creativo: attraversare 5 zone verdi disegnando, metro dopo metro, la sagoma di un cavalluccio marino.

Un percorso unico nel suo genere, che parte dal quartiere di Su Planu (Selargius) per attraversare Mulinu Becciu e Is Mirrionis, toccare il punto più a sud in Piazza D'Armi, e risalire poi attraverso i grandi parchi di Monte Claro e del Colle di San Michele, fino a chiudere il cerchio — o meglio, la testa del cavalluccio — nel bel parco dei bambini di Su Planu.


La testa

Si comincia dalla parte più a nord: la testa dell'animale. Sarà il piccolo “parco vecchio” di Su Planu, nel comune di Selargius, ad aprire l'avventura.

Parco Vecchio
Mi trovo a due passi da casa e decido di partire senza neanche riscaldarmi. Dopo nemmeno duecento metri, si attraversa via Piero della Francesca per sconfinare nel comune di Cagliari.

Poco dopo, nei pressi di via Brotzu, vale la pena infilarsi nella strada per un centinaio di metri e tornare indietro sul marciapiede opposto. Un piccolo espediente topografico, ma fondamentale: serve a disegnare l'occhio del cavalluccio.


Il muso

Il prossimo elemento da costruire è il muso allungato. Lo si forma percorrendo per intero il circuito abituale degli allenamenti: l'isolato che comprende via Deliperi, via Carpaccio e via Giotto. Un blocco urbano che, visto dall'alto, diventa la prua di questo strano animale cittadino.


Tuvumannu

La pancia

Da via Cornalias ci si dirige verso il quartiere di Is Mirrionis. Già dall'inizio della via si intravede in lontananza la zona di Tuvumannu, che domina dall'alto i palazzi circostanti e che si raggiungerà dopo circa 2 km.

Il tragitto attraverso Is Mirrionis è il meno scenografico del percorso — traffico, poco verde, cemento — ma riserva una piccola sorpresa: Piazza Paese di Desulo, una graziosa piazzetta sconosciuta ai più, a pochi passi dal mercato di via Quirra.

La salita verso il parco di Tuvumannu richiede un po' di fatica, ma il panorama che si apre sul Colle di San Michele e sulla zona nord della città ripaga ogni passo. Ciò che sorprende, attraversando questo parco, è il silenzio assoluto, una pace inaspettata nel mezzo della città. Peccato, però, per l'incuria e l'abbandono in cui versa il sito: con un po' di cura, potrebbe essere un polmone verde straordinario nel cuore di Cagliari.


La coda

Monte Claro
Ci si sposta verso ovest lungo via Maglias per formare la parte più bassa del cavalluccio: la coda. Si attraversa la trafficata Piazza D'Armi, che segna anche il punto di massima quota dell'intero circuito. A questo punto sono già 5,5 km — esattamente metà strada.

Si entra nel passaggio pedonale della facoltà di Magistero e poi... si vola in discesa. Una rampa di circa 100 gradini restituisce in pochi secondi quasi tutto il dislivello faticosamente guadagnato. Un modo decisamente scenografico di cambiare quota.


Il dorso

Ora si punta a nord. C'è da costruire il dorso dell'animale.

Si taglia il parco di Monte Claro, con i suoi prati perfettamente curati e quella sensazione rara di verde ordinato in mezzo al caos urbano — uno dei momenti più belli dell'intera uscita. Si prosegue poi in salita verso il Colle di San Michele, dove un giro completo sull'asfalto del colle (1.650 metri) traccia le pinne dorsali del cavalluccio.


Colle San Michele

Il ritorno alla testa

Si esce dal Colle sul lato nord, a due passi dall'ospedale Brotzu, e si rientra nel quartiere di Su Planu. Gli ultimi 500 metri scorrono nel bellissimo Parco dei Bambini, collegato direttamente al Parco Vecchio da cui tutto è cominciato.

Il cavalluccio marino è completo.




Dati. 

Parco dei Bimbi Su Planu

Distanza: 11,23 km — Tempo: 1:00'00" — Passo medio: 5'21"/km. Temperatura: 21°C, maestrale a 19 km/h, sole pieno. Calorie: 783 — FC media: 128 bpm (max 145). Dislivello positivo: 145 mt. Cadenza media: 174 passi/min (max 192) — Lunghezza passo: 1,06 mt. Tempo di contatto col suolo: 249 ms.



giovedì 16 aprile 2026

Mulinu Becciu, 16/04/26. 15 X 200 mt. Media 40". Recupero 1'30".

Allenamento nella via Binaghi a Mulinu Becciu con 15 X 200 mt a una media di 40" e con recupero di 1'30". I 200 mt dispari sono quelli fatti in leggera discesa mentre quelli pari in leggera salita. Questi i parziali con indicato anche la media a km dato che i 200 mt sono stati corsi su percorso non misurato (alcune ripetute hanno misurato oltre 200 mt). 

1° 200 mt in 41"1 (3'22"); 2° 210 mt in 45"0 (3'36"); 3° 200 mt 39"9 (3'18"); 4° 200 mt in 40'9" (3'29"); 5° 200 mt in 39"2 (3'15"); 6° 200 mt in 42"0 (3'31"); 7° 210 mt in 40"0 (3'13"); 8° 200 mt in 42"1 (3'26"); 9° 210 mt in 40"5 (3'13"); 10° 200 mt in 41"0 (3'24"); 11° 210 mt in 38"3 (3'05"); 12° 200 mt in 40"8 (3'20"); 13° 210 mt in 38"2 (3'02"); 14° 200 mt in 39"8 (3'21"); 15° 210 mt in 36"7 (2'52").   

martedì 14 aprile 2026

Vivicittà Cagliari, 12/04/2026. La mia gara e raffronti con lo scorso anno.

Vivicittà Cagliari, 12/04/2026 — La mia gara

Come ormai da alcuni anni, la Vivicittà di Cagliari si svolge nel cuore pulsante della città. Il punto di ritrovo è la bellissima Piazza Garibaldi, nel quartiere di Villanova, che farà da cornice anche a buona parte della gara stessa.

Alle 08:20, insieme all'amico Diego, arriviamo a destinazione e percorriamo il tracciato a piedi per studiarne con attenzione ogni piccola insidia. Il percorso è di 3,3 km da ripetere tre volte, per un totale di 10 km.

La temperatura è ottimale — 18°C — anche se il sole resta ben nascosto dietro le nuvole. Il vento di scirocco soffia debole, e lo si avverte soprattutto lungo via Dante. Condizioni perfette per correre.

Al rientro in piazza troviamo già un numero considerevole di atleti. Tra di loro riconosco qualche volto che non vedevo da tempo: i saluti sono d'obbligo, e nell'aria si respira già quella bella energia che solo le giornate di gara sanno regalare.

Mancano una trentina di minuti alla partenza e mi dedico al riscaldamento con crescente intensità: qualche esercizio tecnico e una serie di allunghi per trovare il ritmo giusto e sciogliere i muscoli.

La partenza è fissata improrogabilmente alle 09:30, in simultanea con decine di altre città italiane. Pochi minuti prima mi posiziono tra i primi atleti, così da potermi liberare rapidamente dalla pressione del gruppo. Lo speaker annuncia che i partecipanti alla gara competitiva sono poco oltre 200.

Ore 09:30 — conto alla rovescia, via.


I primi 100 metri sono intensissimi su un rettilineo in leggera pendenza, poi si curva a destra dove ci aspetta la salita più dura dell'intero percorso: circa 80 metri con pendenza che in alcuni punti sfiora il 10%. Le gambe la sentono subito.

Da qui si entra nelle stradine strette del quartiere Villanova, dominato da case basse risalenti al XIII secolo. È come varcare una soglia nel tempo: sembra di trovarsi in un paese sospeso, con i suoi silenzi particolari e l'assenza quasi totale del traffico cittadino.

Si imbocca via San Domenico, subito a sinistra, percorrendola in leggerissima discesa per circa 250 metri. Poi una svolta a destra, con curva decisa, immette in via San Giacomo, strada parallela alla precedente: falsopiano dritto per circa 300 metri fino a una svolta a sinistra improvvisa e tutt'altro che agevole, dove si accede a via Piccioni. Una salita di appena 30 metri, ma con una pendenza davvero impegnativa.

Anche via Piccioni è parallela alle due strade precedenti, ma si sviluppa su un livello leggermente più elevato. Si distingue dalle altre per i bei vasi di fiori che adornano gli ingressi delle case e si affacciano dalle finestre, regalando un tocco di colore e intimità domestica al paesaggio urbano.

Dopo circa 300 metri di falsopiano, una leggera deviazione a destra introduce nel Vico Sulis. Da qui inizia una dolce salita che conduce al punto più alto dell'intero percorso.

È proprio qui che scatta il primo chilometro di gara. Il mio cronometro segna 3'59". A posteriori, analizzando i dati, scoprirò che questo chilometro ha comportato un guadagno altimetrico di 17 metri.

La gara prosegue con una curva a U verso sinistra, attorno a una bella vasca di fiori, e finalmente si apre una cospicua discesa su via Sulis, che ci porta direttamente sulla splendida Piazza San Domenico, dominata dalla celebre basilica in stile gotico-catalano. Poco più avanti si incrociano gli atleti che percorrono ancora via San Domenico a velocità decisamente più contenuta: un momento di prospettiva e di gara che si intreccia con sé stessa.

Una deviazione a destra nel brevissimo Portico Romero, poi ancora a destra, e ci si immette nella moderna e commerciale via Garibaldi. Il contrasto con il silenzio del quartiere storico è immediato: la strada è animata da passanti, i ritmi sono diversi, l'atmosfera cambia. Per fortuna l'ampia larghezza della carreggiata lascia libertà di scelta sulla traiettoria più conveniente.

Si percorrono circa 200 metri in discreta salita fino a un giro di boa, da dove ha inizio la tanto attesa discesa. Quella su via Garibaldi è però breve: si devia presto a destra su via Iglesias, dove la pendenza diventa davvero importante. In circa 300 metri si perde un dislivello considerevole, fino a raggiungere la piccola Piazza Gramsci.

Si attraversa la trafficata via Sonnino — con l'ausilio prezioso delle forze dell'ordine — e, in leggera discesa, ci si porta sul rettilineo di via San Lucifero.

Il secondo chilometro scatta dopo circa 200 dei 300 metri di questa strada. È un chilometro quasi interamente in discesa, a eccezione dei 200 metri di leggera salita in via Garibaldi. Il cronometro sentenzia un bellissimo 3'47", con una perdita altimetrica di 29 metri: sarà il chilometro più veloce degli interi 10. In via Iglesias, per circa 200 metri, ho mantenuto costantemente un passo inferiore ai 3'30" al chilometro, toccando il picco massimo di velocità assoluta della gara: 3'01" — anche se solo per qualche metro. Uno di quei momenti in cui ci si sente volare.

Da via San Lucifero, svoltando a sinistra, si arriva in via Dante: il tratto più monotono della gara. Strada larghissima con traffico attivo, seppur non intenso, e un rettilineo pressoché interminabile in leggero falsopiano di salita per circa 900 metri.

Non finiva più.

Finalmente si raggiunge Piazza San Benedetto. Qui arriva la notifica del terzo chilometro: 4'16" con un dislivello positivo di 13 metri. Da lì si devia a sinistra su via Paoli per gli ultimi 300 metri circa che riconducono a Piazza Garibaldi.


Questo il riassunto del percorso nel suo primo giro: certamente molto bello e impegnativo nella prima metà, dove è racchiusa tutta la magia storica di Villanova, ma decisamente meno suggestivo dal tratto di via San Lucifero in poi fino a Piazza Garibaldi.

Nei giri successivi la scansione dei chilometri non coincide più con i punti di dislivello analizzati nel primo passaggio, per via dei 330 metri aggiuntivi oltre i 3 km che spostano in avanti tutti i riferimenti altimetrici.

Vale anche la pena segnalare come la spinta decisa impressa nei primi tre chilometri abbia poi influito leggermente sul resto della gara, portandomi a gestire gli sforzi con maggiore prudenza per arrivare al traguardo in modo controllato.

Ecco i parziali dei chilometri successivi con le relative altimetrie: 4° km in 4'27" (+22 m); 5° in 4'06" (-22 m); 6° in 4'10" (-6 m); 7° in 4'22" (+18 m); 8° in 4'12" (-3 m); 9° in 4'08" (-20 m); 10° in 4'21" (+17 m). Totale: 10 km in 41'52", alla media di 4'11" al chilometro.


Ci sono molte similitudini con la stessa gara corsa un anno prima, il 06/04/2025, sullo stesso identico percorso. In quell'occasione conclusi in 41'43" alla media di 4'10" al km: praticamente lo stesso tempo, a distanza di un anno esatto. Un dato che dice molto sulla costanza del lavoro svolto.

Anche gli altri parametri fisiologici sono risultati molto simili (il primo dato si riferisce al 2026, il secondo al 2025): frequenza cardiaca media 143 vs 147; cadenza di corsa media 184 vs 185 passi/min; lunghezza media del passo 1,30 m vs 1,32 m; calorie totali 667 vs 640.


Anche quest'anno sono arrivato primo della categoria SM65. Gli atleti giunti al traguardo sono stati 197, contro i 166 dello scorso anno — una partecipazione in crescita, segno di un evento sempre più vivo. In termini assoluti, 24° nel 2026 contro l'11° posto del 2025: un piazzamento diverso, ma spiegato proprio dall'aumento del numero di concorrenti.

Come lo scorso anno, ho avuto il piacere di correre gran parte della gara in compagnia di Enrica Pintor (SF40), un'atleta con cui si è instaurata ormai una bella consuetudine agonistica. Nel 2025 aveva concluso in 41'58", arrivando prima assoluta tra le donne. Quest'anno ha migliorato ulteriormente, chiudendo in 41'40" e conquistando il secondo posto femminile, alle spalle di una straordinaria Giulia Innocenti, autrice di un ottimo 40'30". L'anno scorso ero riuscito a tenerle il passo per buona parte della gara; stavolta i ruoli si sono invertiti — è stata lei a dettare il ritmo per quasi tutta la corsa, chiudendo con 12 secondi di vantaggio su di me. Chapeau.

Rientro a casa con una prestazione di cui essere soddisfatto e con la consapevolezza, ancora una volta, di riuscire a tenere alta l'asticella. Alla prossima. 

domenica 12 aprile 2026

Vivicittà Cagliari, 12/04/26. 10 km in 41'52" a una media di 4'11" a km.

Gara di 10 km in pieno centro a Cagliari consistente in 3 giri da 3,3 km. Giornata con clima mite (18°) con leggero vento da sud e assenza di sole. Km 10 in 41'52" con i seguenti parziali con indicato il dislivello: 1° km in 3'59" (+17); 2° in 3'47" (-29); 3° in 4'16" (+13); 4° in 4'27" (+22); 5° in 4'06" (-22); 6° in 4'10" (-6); 7° in 4'22" (+18); 8° in 4'12" (-3); 9° in 4'08" (-20); 10° in 4'21" (+17). Media a km 4'11" con dislivello 154 mt. Calorie totali 667. F C Media 147 (max 157), potenza media 388 (max 600). Cadenza di corsa media 184 pam (max 214), lunghezza media passo 1,30 mt, rapporto verticale medio 6,8 %, oscillazione verticale media 8,8 cm, tempo medio di contatto con il suolo 220 ms. 24° posto assoluto su 197 atleti giunti al traguardo. 1° di categoria SM65 (2° Mario Melis in 42'49" e terzo Pietro Usai 43'26").   

venerdì 10 aprile 2026

Personal best Antonello Vargiu.

 Ecco in ordine di lunghezza gara i miei personal best:

800 mt.: 2’09”72. Meeting Terra Sarda Oristano. 06-09-2003 (M45, 1° anno);

1500 mt.: 4’24”21. Meeting Terra Sarda Sanluri. 10-09-2004 (M45, 2° anno);

3000 mt. : 9’44”16. Cagliari. 08-07-99 (M40, 2° anno);

5000 mt.: 16’55”. Serramanna, 09-09-2000 (M40, 3° anno);

10000 mt. (pista): 35’38”5. Oristano, 06-05-2007, (M45, 5° anno);

10000 mt. (strada): 35’43”. Serramanna, 15-09-2006, (M45, 4° anno);

Maratonina : 1:15’48”. Uta, 01-12-2002, (M40, 5° anno).

mercoledì 8 aprile 2026

Colle San Michele, 08/04/26. 4 X 1.000 mt con recupero di 3'. Media 3'47" a km.

Allenamento nel rettilineo di 500 mt ai piedi del Colle San Michele a Cagliari. Temperatura 19° con leggero vento di maestrale e magnifico sole. 4 X 1.000 mt con recupero di 3'. Questi i parziali: 1° km in 3'53"; 2° in 3'48"; 3° in 3'46"; 4° 3'43". Media intorno a 3'47". Totale allenamento 8 km di cui: 3 di riscaldamento (incluse ripetute da 80 mt), 4 sui 1.000 e 1 di defaticante.  

sabato 4 aprile 2026

Mulinu Becciu, 04/04/26. 5 km su strada in 19'41" a 3'56" di media a km.

Allenamento di 5 km nell'isolato tra le vie Carpaccio, Deliperi e Giotto. Temperatura mite di 20° con vento da nord (20 km/h) e bellissimo sole. 5 km in 19'41" con i seguenti parziali: 1° km in 3'57"; 2° in 3'56"; 3° in 3'58"; 4° in 4'00"; 5° in 3'51". Media a km 3'56". Dislivello 26 mt, calorie 326. F C Media 152 (max 159), potenza media watt 398 (max 504), cadenza di corsa media 185 (max194), lunghezza media passo 1,35 mt. Tempo media di contatto al suolo 214 ms. Tot. allenamento 10 km: 4 riscald. incluso allunghi, 5 allenamento, 1 defaticante. 

mercoledì 1 aprile 2026

Su Planu, 01/04/26. 10 K collinari in 52'54" a 5'17" a km.

Allenamento di 10 km alle 17:30 nel quartiere di Su Planu su un percorso collinare. Temperatura di 13° con intenso vento freddo di maestrale. Primi 2 km in souplesse (6'50" e 6'32") per poi incrementare gradualmente l'andatura sino a correre dal 5° al 10° km sotto i 5 km a km. Totale 10 km in 52'54" a una media di 5'17". Dislivello 158 mt, calorie 728. F C Media 130 (max 158), potenza media 318 (max 465). Cadenza di corsa media 176 (max192), lunghezza media passo 1,07 mt. 

Primi 2 km con le scarpe Crivit al carbonio con i plantari. Piccolo dolore al piede sx (troppo stretto) per cui sono rientrato a casa e ho tolto i plantari e messo le solette originali. Gli altri 8 km tutto ok.     

domenica 29 marzo 2026

Mulinu Becciu, 29/03/26. 8 K su strada in 35'16" a 4'24" di media a km.

Allenamento nell'isolato di Mulinu Becciu lungo 1,05 km in leggera progressione. Temperatura mite di 14° con quasi assenza di vento e debole sole. Km 8 in 35'16" a una media di 4'24". Questi i parziali: 1° km in 4'38"; 2° in 4'35"; 3° in 4'32"; 4° in 4'30"; 5° in 4'26"; 6° in 4'18"; 7° in 4'14"; 8° in 4'00". Dislivello 32 mt, calorie 506. F C Media 143 (max 163); potenza media 357 (max 478); cadenza di corsa media 184 (max 192); lunghezza media passo 1.23 mt. Tempo medio di contatto con il suolo 228 ms. Totale allenamento 13 km: 4 riscald. e allunghi; 8 allenamento; 1 defaticante.  

sabato 28 marzo 2026

Forza invernale (Tratto da “Orlando Pizzolato - Training News”).

Orlando Pizzolato.
All’arrivo dell’inverno numerosi podisti decidono di riservare maggior tempo allo sviluppo della forza muscolare, decisione fondamentalmente corretta. 
La scelta di base non è però tanto tecnica, nel senso che non si va in palestra per migliorare la forza, ma essenzialmente per contenere i disagi climatici. Pochi infatti sanno che la forza, caratteristica fisica che migliora rapidamente (bastano tre sole sedute per migliorare considerevolmente) scade rapidamente: dopo un mese di mancata sollecitazione, la perdita è superiore al 50%.

martedì 24 marzo 2026

Grasso viscerale.

Ridurre l'assunzione di zuccheri aggiunti, come lo zucchero da tavola (saccarosio) o sciroppo di fruttosio (HFCS), è di fondamentale importanza. Questi zuccheri contengono fruttosio, il carboidrato che ha mostrato di favorire l'aumento di peso perché può indurre resistenza alla leptina, l'ormone che controlla l'appetito.

Quando il fruttosio viene somministrato agli animali, essi perdono la capacità di controllare il loro appetito, mangiano di più e ingrassano. Limitando l'assunzione di fruttosio si può ottenere un recupero della sensibilità alla leptina.

Questa può essere una delle ragioni del perchè le diete a basso contenuto in carboidrati favoriscono la perdita di peso visto che, essenzialmente, sono diete a basso contenuto di fruttosio.

La maggiore preoccupazione non deve dunque essere il peso, ma gli effetti del fruttosio sulla composizione corporea, fegato grasso (steatosi epatica) e insulino-resistenza.

Il consumo di fruttosio può indurre rapidamente alla sindrome metabolica e al fegato grasso. Ciò non avviene negli animali alimentati con le medesime calorie ma sotto forma di glucosio o di amido.

Gli studi ci dicono che la riduzione di calorie può ridurre il peso, ma ciò che conta veramente è il contenuto di fruttosio.

I ricercatori hanno scoperto che i ratti di laboratorio sottoposti ad una dieta con il 40 per cento di zucchero ha determinato il diabete e il fegato grasso, anche con un apporto calorico limitato.

Dobbiamo quindi ripensare la questione: le calorie sono importanti quando si tratta di peso, ma il tipo di calorie può fare una grande differenza sul come viene influenzato il rischio di accumulo di grasso viscerale e il rischio di diabete.

In sintesi, si consiglia di ridurre l'assunzione di zuccheri aggiunti, sia da saccarosio che da sciroppo di fruttosio, in qualsiasi programma dietetico.

Non è invece necessario ridurre l'assunzione di frutta naturale perché i frutti pur contenendo fruttosio, contengono anche molte sostanze nutritive eccellenti che aiutano a combattere gli effetti negativi del fruttosio.

La comprensione di come il fruttosio influenza il metabolismo dei grassi - attivando l'interruttore del grasso - è la chiave per raggiungere il peso ottimale e la salute.

Secondo quanto afferma il dottor Johnson, sulla base delle esperienze di decenni di ricerca:

"Coloro che sono obesi mangiano di più a causa di un guasto al loro 'interruttore del grasso' e fanno meno attività fisica a causa del loro stato di bassa energia. La conoscenza dello specifico 'interruttore del grasso', che si trova nei mitocondri delle cellule, è la chiave per combattere l'obesità".

Un trattamento efficace dell'obesità deve dunque spegnere l'interruttore del grasso e migliorare la funzione dei mitocondri delle cellule.
Come i meccanismi di sopravvivenza biologica influenzano il nostro peso

Il dottor Johnson esperto nefrologo, spiega come i meccanismi biologici di sopravvivenza influenzano il peso corporeo in modi insospettabili.

Nella prima parte del suo libro, pubblicato presso l'Università del Colorado Hospital Magazine, The Insider, Todd Neff scrive: "L'acido urico è conosciuto per causare la gotta, un tipo di artrite dovuta all'accumulo di cristalli di acido urico nelle articolazioni ma, nella pubblicazione di ricerca in corso, Miguel Lanaspa e Johnson hanno anche indicato l'acido urico come la maggior causa dell'obesità.
Johnson e colleghi hanno scoperto che l'acido urico stressa i mitocondri, e li porta ad aumentare la sintesi di grassi e, contemporaneamente, a bruciare meno energia.

Troppa assunzione di cibo e poco esercizio fisico, si sa, fanno aumentare l'accumulo di grasso. Tuttavia - prosegue il dott. Jonhson - il nostro lavoro suggerisce una interpretazione diversa.

L'obesità non viene dalla gola e dalla pigrizia, ma dal fatto che abbiamo attivato lo stesso programma che tutti gli animali utilizzano per aumentare le riserve di grasso.

Il fruttosio, indipendentemente dalla sua origine (nella dieta moderna, la maggior parte di esso proviene da prodotti alimentari trasformati e dalle bevande), viene azionato mediante l'enzima fruttochinasi delle nostre cellule.

Questo enzima è necessario al corpo per estrarre energia dal fruttosio, ma prima di arrivare a questa energia, la fruttochinasi consuma l'ATP - il combustibile per le cellule - e attiva il grasso ad accumulare l'acido urico per via metabolica.

Così, mentre la dieta e l'esercizio fisico sono fattori notevolmente importanti, il consumo di fruttosio sembra avere un impatto che conduce a mantenere in modo prevalente la formazione delle riserve di grasso, nonostante gli sforzi per mangiare meno e praticare attività fisica. 
Infiammazione sistemica e grasso viscerale

Spiega Enrico Garaci, annunciando l’ultima pubblicazione del Dipartimento Sanità Alimentare e Animale dell’Istituto Superiore di Sanità “Il filone dei nostri studi su nutrizione e longevità” che conduciamo insieme ai colleghi americani, ha dimostrato per la prima volta che c'è una relazione causa effetto tra grasso viscerale ed infiammazione sistemica.

Nello specifico, è l’interleuchina 6 prodotta ad elevate concentrazioni, in presenza di grasso viscerale, ad aumentare il rischio di sviluppare diabete mellito di tipo 2 ed infarto del miocardio. 

Questo avviene perché nelle persone con obesità viscerale in cui predomina il grasso che si forma all’interno della pancia, le cellule adipose, che immagazzinano le calorie in eccesso sotto forma di grasso, stimolano una condizione di infiammazione sistemica attraverso la secrezione ad alte concentrazioni di questa importante molecola infiammatoria, l’interleuchina 6 (IL-6).

E' stato dimostrato così per la prima volta che il grasso viscerale è un importante fonte d’infiammazione sistemica”.

Sette azioni utili per sconfiggere il grasso viscerale 
  • Ridurre l'assunzione di fruttosio: una delle più perniciose influenze dietetiche sugli obiettivi di perdita di peso è il fruttosio che si nasconde negli alimenti trasformati e nelle bevande, può essere quasi impossibile da evitare a meno che non si cambi il modo di fare gli acquisti e di cucinare. Evitando alimenti trasformati in generale e concentrandosi invece su cibi biologici integrali, preferibilmente di produzione locale, cucinati in casa, è possibile aggirare uno dei più grandi ostacoli alimentari presenti oggi. Circa l'80 per cento della capacità di ridurre il grasso corporeo in eccesso è determinato da ciò che si mangia, l'altro 20 per cento è relativo all'esercizio fisico e a alle altre abitudini di vita salutari. Ciò significa che se la dieta è a base di zucchero / fruttosio e cibi spazzatura trasformati, le probabilità di ottenere un ventre piatto, nonostante gli sforzi, sono piuttosto scarse … Per approfondimenti:  http://www.nutrizionenaturale.org/alimentazione-zucchero-killer-silenzioso/
  • Aumentare i grassi salutari nella dieta, come ad esempio i grassi saturi sani e i cibi ricchi di grassi omega-3. Vedere anche:  http://www.nutrizionenaturale.org/i-grassi-e-la-salute/
  • Ridurre i cibi che contribuiscono all'aumento di peso corporeo, gli alimenti trasformati e le bevande sono i principali fattori che contribuiscono ad un diffuso aumento dell'obesità. I peggiori in questa categoria sono: 
a) dessert a base di grano (torte, biscotti, ciambelle, patatine e barrette di cereali), bevande gassate (anche dietetiche), bevande energetiche, e bevande sportive
b) Succhi di frutta industriali
c) Cereali per la colazione fast food, cibi pre-confezionati, yogurt alla frutta (contengono elevate quantità di zuccheri).
d) pane bianco, riso bianco, patate, farina bianca, zucchero bianco, pasta bianca, sciroppo di mais ad alto contenuto di fruttosio, altri sciroppi e altri tipi di zuccheri o edulcoranti artificiali nascosti in tantissimi e a volte insospettati preparati industriali. Sono da sostituire con con carboidrati “buoni”, come i fagioli, verdure, frutta e cereali integrali. Altre informazioni sono disponibili su:
  • Praticare una moderata attività fisica, anche se non si consumano tante calorie, si migliora il metabolismo, lo stato generale di benessere e si ottengono innumerevoli benefici. Vedere anche: http://www.nutrizionenaturale.org/stili-di-vita-l-esercizio-fisico/ 
  • Un buon sonno di sufficiente durata non solo aiuta a normalizzare i livelli di cortisolo, ma è anche importante per ottimizzare l'orologio circadiano, che può avere un profondo impatto sul metabolismo e sul peso. A titolo di esempio, un paio di anni fa, i ricercatori della University of Chicago hanno scoperto che i soggetti sottoposti a dieta dieta che hanno dormito per 8ore e 30 minuti, hanno perso il 55 per cento di grasso corporeo in più dei soggetti che nel corso di due settimane di dieta hanno dormito solo 5 ore e 30 minuti per notte. Per eventuali approfondimenti vedere: http://www.nutrizionenaturale.org/il-sonno-è-terapeutico/
  • Ridurre lo stress, fra gli innumerevoli effetti negativi, vi è anche la tendenza, dovuta allo stress, a mangiare compulsivamente e ad accumulare grasso addominale. Per approfondimenti sullo stress e per suggerimenti sul come evitarlo e combatterlo vedere: http://www.nutrizionenaturale.org/lo-stress/
  • Evitare di saltare i pasti, molte persone sono convinte che saltare i pasti sia il modo migliore per ridurre le calorie e perdere peso, ma ciò non è assolutamente vero. Nel momento in cui si saltano i pasti, il metabolismo inizia a rallentare e il nostro corpo comincia ad immagazzinare grasso e, la maggior parte di questo adipe, viene immagazzinato proprio a livello addominale.

Ma c'è una buona notizia!quando perdiamo peso, il primo grasso ad essere utilizzato è il grasso viscerale, quindi quello dannoso.
Il grasso bianco ed il grasso bruno

Le cellule adipose bianche rilasciano sostanze, proprio come accade negli organi endocrini, le adipochine che controllano l'appetito e il bilancio energetico, il sistema immunitario, l'angiogenesi, la sensibilità all'insulina ed il metabolismo dei grassi.

Una delle adipochine piu’ conosciute, l'adiponectina, è una citochina favorevole: migliorare la sensibilità all’insulina ed ha proprietà antinfiammatorie; in genere i suoi livelli sono più bassi nell’obeso rispetto al normopeso.

Purtroppo un eccesso di grasso viscerale rilascia anche sostanze meno favorevoli come l’interleuchina 6, il tnf alfa, che esercitano attività pro-infiammatoria.

Peraltro se le cellule di grasso aumentano troppo il loro volume (in genere per un eccesso calorie o di grassi o di carboidrati) vanno incontro a morte, evocando nel corpo un ulteriore stimolo infiammatorio dovuto all’arrivo dei macrofagi (tipiche cellule dell’infiammazione) che cercano di contenere il processo di degenerazione delle cellule di grasso amplificando ulteriormente i danni esercitati dal grasso stesso.

Ecco perchè il grasso non va più interpretato come un “limite estetico” ma una vera e propria fonte di stress organico.

Il numero di macrofagi presenti nel grasso viscerale è proporzionale al volume degli adipociti. Si ha una vera e propria reazione da corpo estraneo (la medesima cosa che accade quando si forma un granuloma ad un dente) con conseguente infiammazione cronica che, se protratta nel tempo, determina l’insorgenza di numerose malattie del metabolismo.

Ma come fa, per esempio, il grasso viscerale a predisporci al diabete?

Dagli adipociti viscerali vengono rilasciati molti grassi che si dirigono subito al fegato che aumenta la produzione di precursori di LDL, il colesterolo “cattivo”, che predispone ai processi arteriosclerotici.

Inoltre i grassi diminuiscono la capacità del fegato di metabolizzazione dell’insulina con conseguente aumento dei valori di quest'ultima nel sangue.

Tutto questo perpetuato nel tempo innalza la glicemia, l’insulinemia e l’ulteriore deposito di grasso viscerale ed epatico (steatosi epatica).

Quindi la tanto nota insulino-resistenza è dovuta ai costanti valori di iperglicemia e di iperinsulinemia che nel tempo determinano una risposta biologica minore dei tessuti all’azione dell’insulina: è “il cane che si morde la coda” sino a che non si riduce con la dieta e il movimento il grasso viscerale, le condizioni metaboliche-infiammatorie non si modificano anzi si amplificano.

Esiste anche un grasso “protettivo”, il grasso bruno, molto importante per la regolazione del peso corporeo perché favorisce la trasformazione dei nutrienti in energia necessaria al nostro fisico.

Normalmente i bambini possiedono una buona scorta di tessuto adiposo bruno alla nascita, che funge da difesa dal freddo, ma questo progressivamente diminuisce per far posto al grasso bianco tipico dell'adulto. 

Nell'adulto si trovano solo piccole quantità di grasso bruno che si attiva sopratutto in seguito ad un abbassamento della temperatura corporea trasformando i trigliceridi in energia.

Il tessuto adiposo bruno comunque si attiva non solo in risposta ad un abbassamento della temperatura, ma anche in caso di eccessivo apporto calorico con la dieta.

In teoria questo fenomeno, basato sulla dispersione del surplus calorico sotto forma di calore, dovrebbe garantire l'omeostasi del peso corporeo, indipendentemente dagli eccessi alimentari.Ma entro certi limiti!

Non a caso, appena mangiato la temperatura aumenta di circa 0,5/1 grado, proprio per questa forma di termogenesi postprandiale mediata dal tessuto adiposo bruno, che tende a mantenere stabile il bilancio energetico dell'organismo nonostante il surplus calorico del pasto.

Conclusioni

Appare evidente come il grasso viscerale abbia un impatto negativo sul nostro organismo e nel tempo possa causare numerose patologie.

Per tenerlo sotto controllo dobbiamo verificare, con i sistemi ampiamente descritti in precedenza, e mettere in atto ogni iniziativa per sconfiggerlo indipendente da un fatto puramente estetico.

Adesso sappiamo che l'indice di massa corporea (BMI) non fornendoci le indicazioni della distribuzione del grasso nel nostro corpo non è sufficiente, e che abbiamo a disposizione metodi di misura molto più significativi e facilmente adottabili.

Scegliendo una alimentazione equilibrata e uno stile di vita salutare possiamo ridurre senza tanta fatica e rinunce il rischio di contrarre molte delle malattie più temute.

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domenica 22 marzo 2026

Cagliari, 22-03-26. Questionario di quasi 20 anni fa fatto da Matteo Simone a Antonello Vargiu.


C’è stato un questionario fatto da Matteo Simone quasi 20 anni fa. Ho mantenuto quasi intatte le risposte dato che anche oggi risponderei nello stesso modo. Ho modificato solo alcuni dati ininfluenti dato che sono passati tanti anni rispetto ad allora. Rileggerlo oggi mi fa capire quanto ero lungimirante già 20 anni fa.


Questionario di psicologia e sport per il benessere e la performance

(Il punto di vista dei comuni sportivi e dei campioni, quali sono gli aspetti che incidono sul benessere e quali sulla performance).


1. Ti sei sentito campione nello sport almeno un giorno della tua vita o sempre un comune sportivo? 

Mi  sento campione nello sport tutte le volte che faccio dei bellissimi allenamenti o gare, ciò mi accade almeno nell’80 % delle mie uscite che sono in media 5 alla settimana.


2. - Come ha contribuito lo sport al tuo benessere e quali sono i fattori che hanno contribuito al tuo benessere o alla tua performance? 

Lo Lo sport è fondamentale per il mio benessere. Occorre una buona disciplina personale e, naturalmente, un bravo allenatore che ti dia tutte le informazioni per imparare a correre bene. Un’altra strategia molto importante è stata sempre quella di correre con compagni di allenamento più forti di me.


3.  - Come hai scelto il tuo sport? 

A 38 anni lasciai il calcio per giocare un breve periodo a tennis e poi passare all’atletica.


4.  - Nella tua disciplina quali difficoltà si incontrano?

Le difficoltà sono molto intense nel primo periodo però quando ormai si corre già a buoni ritmi e si ottengono dei buoni risultati nelle gare diventa tutto più facile. La corsa in un buon gruppo poi facilita tantissimo.



5-  5 - Quale alimentazione segui prima, durante e dopo una gara? 

Prima delle gare io seguo una nutrizione molto liquida e ricca di micronutrienti, proteine e pochi carboidrati. Durante le gare non assumo niente (al limite qualche sorso di acqua) mentre nel dopo gara uso dei prodotti specifici dove vado, entro 30’, a ripristinare le quantità di proteine e carboidrati necessari al proprio corpo.


6.  Quali sono le condizioni fisiche o ambientali che più spesso ti hanno indotto a non concludere la gara o a fare una prestazione non ottimale?

E’ successo molto raramente. Quando è successo è perché ci sono state delle condizioni fisiche che già al momento della partenza in gara mi lasciavano presupporre che si potessero verificare. Ciò è accaduto 2 o 3 volte su 300 gare ufficiali quando ho provato a gareggiare non al 100 %. Condizioni ambientali negative non hanno mai influito in modo determinante sulle mie gare.


7.  - Cosa ti ha fatto mollare o cosa ti fa continuare a fare sport?

Ciò che mi piace di più è sentire che il mio corpo a 67 anni è ancora integro e mi permette di ottenere dei bellissimi risultati nelle gare.


8.  - Chi ha contribuito al tuo benessere nello sport o alla tua performance?

Sicuramente all’inizio è stato fondamentale un bravo allenatore ma poi è dipeso soprattutto da me e dalla mia testardaggine ad allenarmi con atleti sempre più forti di me.


9.  - Qual è stata la gara della tua vita, dove hai dato il meglio di te o dove hai sperimentato le emozioni più belle?

Veramente è successo in tante gare. Una che ricordo più volentieri è stata la Mezza Maratona di Chia fatta il 03-05-15. Con una temperatura sui 32 gradi ed un percorso a tratti molto impegnativo, sono riuscito a fare un tempo ragionevole; 1:27’07” (almeno 5’ sopra il mio standard), arrivando 13° assoluto tra gli oltre 1000 partenti (tagliarono il traguardo solo 850 atleti).


10.  - Qual è una tua esperienza che ti possa dare la sicurezza, la convinzione, che ce la puoi fare nello sport o nella vita?

Ormai dopo 28 anni di agonismo a buoni livelli (circa 350 volte sul podio su 400 gare ufficiali) ho raggiunto una esperienza tale per cui le gare sono in grado di affrontarle con una ottima sicurezza e convinzione.  


11. - Quali sono le tue capacità, risorse, caratteristiche, qualità che hai dimostrato di possedere?

Sicuramente la costanza, la generosità negli allenamenti e la caparbietà nelle gare.


12.  - Quali i meccanismi psicologici ritieni ti abbiano aiutano nello sport al tuo benessere o alla tua performance?

Certamente una tranquilla situazione familiare, appartenenza ad un gruppo di atleti di buona levatura, capacità di vedere la vita prevalentemente in senso positivo e creativo, stile di vita molto attivo, nutrizione e riposo perfetti, e infine tantissima gratitudine.


13.  - Cosa pensano i tuoi famigliari ed amici della tua attività sportiva tesa al benessere o alla performance?

Sia i miei familiari che gli amici di allenamento mi danno un grandissimo appoggio morale favorendo l’affronto quotidiano degli allenamenti.


14.  - Ti va di descrivere un episodio curioso o divertente della tua attività sportiva?

Sino al 2014 mi trovavo in una delle più importanti società di atletica della Sardegna. Di punto in bianco il presidente della società mandò via il direttore tecnico e, siccome questo direttore era una persona molto stimato da noi, decidemmo di andare via praticamente tutti quanti. Due erano le scelte: o trasferirci in un’altra società o crearne una noi. Decidemmo di creare la “ Asd Cagliari Atletica Leggera”. Morale, oggi siamo la società di atletica tra le più numerose della Sardegna con gli atleti (soprattutto donne) tra i più forti a livello regionale. Tra l’altro io sono il presidente della società ed il direttore tecnico è la persona che fu mandato via da quella società.


15.  - Cosa hai scoperto del tuo carattere nel praticare attività fisica?

Costanza ed equilibrio.


16.  - Come è cambiata la tua vita famigliare, lavorativa nell’aver intrapreso un’attività sportiva costante ed impegnativa?

Maggiore positività e determinazione e, per il lavoro, grande spirito di gruppo.


17.  - Quali sono o sono state le tue sensazioni pre gara, in gara, post gara?

Prima delle gare ho bisogno di massima concentrazione per la preparazione. In gara le sensazioni possono cambiare tantissimo in funzione di come si sviluppa la mia gara. Dopo gara divento la persona più socievole tra tutti, e raro che non faccia i complimenti se vedo che altre persone riescono a fare delle bellissime prestazioni o battermi.


18.  - Hai dovuto scegliere nella tua vita di prendere o lasciare uno sport a causa di una carriera scolastica o lavorativa?

No mai.

19.  - A seguito delle tue esperienze che consiglio ti andrebbe di dare a coloro che si trovano a dover fare scelte importanti nello sport?

E’ importante farsi guidare all’inizio da un bravo allenatore e, cosa importantissima, ci vuole un gruppo molto affiatato e positivo.


20.  - C’è stato il rischio di incorrere nel doping nella tua carriera sportiva?

Assolutamente mai.


21.  - Qual è un messaggio che vorresti dare per sconsigliare l’uso del doping e per fare uno sport teso al benessere o alla performance?

L’uso del doping non ti porta molto lontano. Può darsi che possa far migliorare le perfomance ma a che pro? Meglio pensare ad allenarsi bene e costantemente e pensare al benessere fisico  


22.  - Riesci ad immaginare una vita senza lo sport?

No assolutamente.


23.  - Come hai superato eventuali crisi, sconfitte, infortuni?

Con il riposo totale, anche a rischio di ripartire da zero.


24.  - Ritieni utile la figura dello psicologo dello sport, se si per quali aspetti ed in quali fasi dell’attività sportiva?

Nel nostro caso non saprei. La nostra società è composta soprattutto da Master che praticano lo sport nei ritagli di tempo dopo il lavoro. Sarebbe da testare.


25.  - Quale può essere un tuo messaggio rivolto ai ragazzi per avvicinarsi a questo sport fatto di fatica, impegno, sudore, sofferenze?

Prova a venire a divertirti con noi. Magari stando all’interno del nostro gruppo troverai tanti motivi per continuare. La fatica e la sofferenza quando si corre ridendo e scherzando passa in secondo piano.


26.  - Quali sono i sogni che hai realizzato e quali quelli da realizzare?

I sogni che ho realizzato sono stati quelli di aver vinto la maggior parte delle gare che ho fatto, vincere crea tantissima autostima. Da realizzare ci terrei magari a conquistare un titolo nazionale sui 1500 o 5000 mt, ma soprattutto continuare ad essere molto competitivo restando in salute il più a lungo possibile.