giovedì 4 agosto 2016

L'Università di Harvard elimina il latte dalla sua guida sulla nutrizione. Tratto da: Ambiente Bio.

L’ Università di Harvard, la più antica degli Stati Uniti e una delle più importanti istituzioni educative del mondo, ha presentato i risultati di una indagine nutrizionale condotta da un gruppo di ricercatori. I risultati mostrati da questo studio non danno scampo ai dubbi: secondo i ricercatori di Harvard, l’elevato consumo di latticini aumenta il rischio di gravi malattie come il cancro.
Il gruppo di ricercatori statunitensi specializzato in nutrizione ha sviluppato una guida nutrizionale per gli alimenti, elaborata durante il corso degli anni sfuggendo alle pressioni delle lobby politiche o dell’industria alimentare.

In questa guida prodotta dalla prestigiosa università, e in particolare dalla Harvard School of Public Health, oggi si nota l’ assenza di tutti i tipi di prodotti lattiero-caseari come latte, yogurt o formaggio. La ragione di questa assenza, secondo questo gruppo di nutrizionisti, è che il latte e suoi derivati ​​possono causare il cancro ovarico o della prostata. 
Un’altra delle conclusioni raggiunte dai ricercatori di Harvard è che il latte ed i suoi derivati ​​contengono alti livelli di grassi saturi e componenti chimici, anche a causa della sua produzione e trasformazione. Questo fatto ci dice che i latticini dovrebbero scomparire in una dieta sana ed equilibrata.
La guida di nutrizione di Harvard dice che questo tipo di cibo dovrebbe essere sostituito da principalmente acqua, ma può essere integrata da verdure come il cavolfiore, lattuga, broccoli o cavoli; tra gli altri, l’obiettivo è quello di ottenere attraverso questi percorsi alternativi, il calcio di qualità di cui il corpo ha bisogno.
Con la loro ricerca, gli esperti hanno  di fatto modificato la famosa piramide del mangiare sano di Harvard, privilegiando una dieta sana  che si basa principalmente sul consumo di verdura, frutta, e legumi. Pesce, carne e pollame, noci o l’uso di oli vegetali, come l’olio d’oliva, sono consigliati anche nella nuova guida nutrizionale pubblicata dalla più antica università negli Stati Uniti.

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