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| Stadio di atletica di Campi Bisenzio (FI). |
Campionati Italiani Individuali su Pista Master 2026
Le mie gare: 1500 e 800 metri
Erano tredici anni che non partecipavo a un Campionato Italiano Individuale su pista e, per questo motivo, ci tenevo particolarmente a raggiungere un buon risultato, nonostante sia ormai al quarto anno della categoria SM65.
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| In foto: Diego, Antonello e Mauro. |
Affronto questa nuova avventura in compagnia di due carissimi amici, Mauro Muscas e Diego Matta.
Partiamo da Cagliari venerdì 18 settembre. Questo ci permette anche di assistere alle gare dei 5000 metri, la distanza nella quale avrei dovuto gareggiare. Ma questa volta ho deciso di stravolgere le carte e puntare su qualcosa di più veloce: 1500 e 800 metri.
Non è stato facile, dopo il caldo dei mesi di luglio e agosto, cimentarmi su distanze più brevi e spingermi a velocità per me inusuali. Ma, dopo la bellissima esperienza di Misano Adriatico del 26 maggio, dove ai Campionati Italiani su Strada Master ho conquistato un ottimo quarto posto nei 5000 metri con 19’11” sui 5050 metri, sentivo il bisogno di nuovi stimoli.
Sabato 19 settembre – Gara sui 1500 metri
La prima delle due gare è quella nella quale, sinceramente, ripongo tutte le mie speranze.
È una distanza decisamente più veloce rispetto al 5000, ma penso di poter dire la mia.
In base agli accrediti risulto al sesto posto tra i dieci atleti iscritti.
Va detto che, generalmente, ai Campionati Italiani partecipano atleti che hanno qualche possibilità di podio e, a giudicare dai tempi, sembrano avere i favori del pronostico Moracas, classe 1961, con un accredito di 4’43”13, e Centofante, classe 1959, con 4’55”29.
Gli altri tre atleti che mi precedono sono Rivoli (1958), con 5’02”32; Barletta (1961), con 5’05”75; e Grande (1957), con 5’10”08.
Io, classe 1958, arrivo con un accredito di 5’13”71, ottenuto il 6 giugno 2026 a Macomer e che, per un breve periodo, è valso anche come record sardo di categoria.
La preparazione
La gara è prevista per le 15:20.
Poco meno di un’ora prima inizio il riscaldamento insieme a Mauro. È un momento importante, perché mi permette di prepararmi nel migliore dei modi, sia fisicamente sia psicologicamente.
Con Mauro discutiamo a lungo sulle diverse strategie da adottare e sulla forza degli avversari.
La temperatura è intorno ai 29°, con una percepita di 31°. Il sole va e viene, mentre vento e umidità sembrano abbastanza moderati.
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| Partenza gara 1500 mt. |
La gara
Alle 15:30, finalmente, lo sparo della partenza.
I primi 200 metri mi danno già alcune indicazioni importanti. Moracas e Centofante hanno subito qualche metro di vantaggio sul resto del gruppo, mentre io mi trovo al settimo posto, in fila indiana, insieme ad altri quattro atleti.
Al passaggio dei 300 metri riesco a vedere il crono posizionato proprio dopo la linea d’arrivo e mi rendo conto che l’andatura è piuttosto lenta: 65”.
Dietro di me gli altri due atleti sono già staccati. Si prospetta una gara tattica.
Nella curva tra i 300 e i 400 metri si avverte una leggera brezza, ma niente di particolare.
In certi momenti faccio quasi fatica a restare a pochi centimetri da chi mi precede, per paura di toccarlo. Siamo in cinque, talmente vicini che, per il momento, non mi pongo particolari problemi.
I primi due hanno già un discreto vantaggio e fanno gara a sé. Tra noi cinque, invece, dovrà uscire il nome del terzo classificato.
Altro giro praticamente identico al precedente, a parte una manciata di secondi in meno.
Ormai non è più un problema di tempo: bisogna leggere la gara e affrontarla nel modo più intelligente possibile.
Lo speaker, per l’ennesima volta, ripete che la gara si deciderà tra i primi due, mentre dal gruppetto dei cinque dovrà saltare fuori il nome di chi li accompagnerà sul podio.
Ai 900 metri, finalmente, qualcosa si sblocca.
Io prendo coraggio e, quasi all’improvviso, cambio ritmo.
Nello stesso istante, manco ci fosse stata telepatia, sento Mauro che dal bordo pista mi grida di partire all’attacco.
È il momento.
Uno dopo l’altro, nel giro di poche decine di metri, supero i quattro atleti che mi precedono e cerco immediatamente di spingere forte, per creare un distacco dal gruppetto.
Un po’ di energia l’avevo tenuta da parte, pronta da utilizzare nella fase finale, ma devo dire che mi sorprendo anch’io della facilità con cui le gambe rispondono a quell’intenso cambio di ritmo.
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| Inizio ultimi 400 mt nel 1500. |
Passo davanti allo speaker per affrontare gli ultimi 400 metri e sento la sua voce che, quasi con tono liberatorio, commenta che finalmente qualcosa si è sbloccato nelle retrovie.
Gli ultimi 400 metri non so neanche io come sono riuscito a mantenere intatto il distacco conquistato con il sorpasso.
Ricordo soltanto che negli ultimi 300 metri ho cercato di recuperare un po’ di fiato, per poi ripartire ai 200 metri finali, chiudendoli al massimo delle mie possibilità.
Classifica
Moracas – Campione Italiano – 5’04”95
Centofante – 5’09”68
Vargiu – 5’16”24
Barletta – 5’23”38
Picca – 5’26”71
Grande – 5’26”71
Rivoli – 5’32”21
Terzo posto italiano!
Un risultato che, alla vigilia, non era certamente scontato e che rende ancora più bella questa esperienza.
Domenica 20 settembre – Gara sugli 800 metri
La seconda sfida è quella degli 800 metri, prevista inizialmente per le 10:40.
Gli accrediti dei nove atleti iscritti sono:
Moracas – 2’21”41
Rivoli – 2’25”77
Centofante – 2’31”05
Dottori (1960) – 2’31”50
Zanetta (1958) – 2’33”81
Ferraris (1961) – 2’34”46
Vargiu – 2’37”22
Balleello (1960) – 2’37”33
Valsecchi (1959) – 2’46”71
Per gli 800 metri i giochi sono completamente diversi.
Qui la velocità è d’obbligo fin dalla partenza. Viaggiare a un ritmo vicino ai 3’10” al chilometro non è semplice, soprattutto per chi, come me, da decenni è abituato a correre a ritmi decisamente più lenti su distanze molto più lunghe.
Più che un discorso di età, è una questione di abitudine e di capacità del corpo di esprimersi a determinate velocità.
Nonostante tutto, voglio mettermi in gioco. E voglio farlo confrontandomi con alcuni tra i rappresentanti più forti della categoria.
Intorno alle 11, finalmente, si parte.
Sono in seconda corsia e per circa 120 metri dovrò rimanere all’interno di quella corsia.
L’avvio non è dei migliori.
Dopo circa 150 metri sono quasi ultimo. Mauro mi incita a restare attaccato agli altri, ma purtroppo sono gli altri ad allontanarsi da me.
Cerco allora di forzare al massimo per recuperare posizioni. Riesco a superare un concorrente e, soprattutto, a dimezzare il distacco dal gruppo.
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| Passaggio ai 400 mt nella gara di 800 mt. |
Mancano gli ultimi 400 metri e sento dallo speaker che il solito Moracas conduce la gara.
Mi trovo in una situazione completamente diversa rispetto al giorno precedente, ma voglio comunque cercare di recuperare tutto il possibile.
A 200 metri dall’arrivo raggiungo un gruppo di almeno quattro atleti e mi preparo per la volata finale.
Nei 100 metri conclusivi provo ancora a rilanciare, ma le gambe non hanno la stessa brillantezza che avevo sentito il giorno precedente.
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| Fase finale negli 800 mt (in maglia verde Rivoli). |
La testa c’è.
Ma questa volta non basta.
Finalmente il traguardo.
Arrivo a 1”5 da Rivoli, che è secondo, ma tra me e lui ci sono altri due atleti.
Quinto posto italiano.
Un risultato che lascia un po’ di amarezza, soprattutto perché so di aver pagato una partenza non brillante.
Ma, guardando la gara nel suo insieme, non posso rimproverarmi nulla. Ho fatto tutto il possibile per recuperare una situazione che, dopo il primo giro, non era certamente favorevole.
Anzi, nel secondo giro ho fatto registrare il miglior tempo rispetto a tutti gli altri concorrenti.
Purtroppo, però, negli 800 metri non basta correre forte nel finale: quello che perdi all’inizio può diventare impossibile da recuperare.
Classifica
Moracas – Campione Italiano – 2’27”17
Rivoli – 2’31”74
Dottori – 2’32”67
Centofante – 2’33”02
Vargiu – 2’33”25
Balleello – 2’34”10
Ferraris – 2’34”95
Considerazioni finali
Cosa dire?
Un’esperienza bellissima, con due risultati sportivi che sono andati ben oltre le aspettative della vigilia.
Un terzo posto nei 1500 metri e un quinto posto negli 800 rappresentano per me molto più di due semplici piazzamenti.
Sono la conferma che, anche dopo tanti anni, si può ancora cambiare, provare qualcosa di nuovo, mettersi alla prova e trovare nuovi stimoli.
Posso dire di essere veramente soddisfatto e, soprattutto, di essermi divertito tantissimo.
Un grazie di cuore agli amici di Campi Bisenzio per il lavoro che hanno fatto nell’organizzazione di questi Campionati Italiani. È stato tutto veramente eccellente.
E un grazie speciale a Mauro e Diego, compagni di questa bella avventura.
Alla fine, forse, è proprio questo il bello dello sport: arrivare a una gara con qualche dubbio, mettersi in gioco e tornare a casa con qualcosa in più di quando si è partiti.




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