sabato 23 luglio 2016

Personal trainer e fisioterapista: l’importanza di collaborare – 1^ parte. Scritto dal Dr Andrea Roncari.

Breve panoramica divisa in due parti sull’attuale rapporto tra personal trainer e fisioterapista in ambiente fitness, dove troppo spesso non viene rispettato il proverbio “l’unione fa la forza” sempre e solo a scapito delle persone. Un caso studio reale mostrerà, nella seconda parte, tutte le enormi potenzialità di questa collaborazione professionale tanto efficace quanto incompresa.
Schermata 2014-11-25 alle 08.10.15
Allenare una persona costituisce da sempre una vera e autentica sfida per qualsiasi professionista del settore fitness, il quale si ritrova ad aver a che fare con quella sofisticatissima e delicata macchina qual è il corpo umano. Proprio in virtù di tali caratteristiche uniche, la professione del personal trainer richiede sempre più una conoscenza dell’organismo umano approfondita e multidisciplinare.
In particolare la multidisciplinarietà è il concetto di fondo che rende questa professione alquanto complessa. Allenare una persona significa sfidare contemporaneamente più sistemi integrati dell’organismo, stimolandoli al fine di creare adattamenti atti a rendere soddisfatto e più sano il cliente.
Tutto ciò deve essere fatto, evitando di insultare tali sistemi, evitando di approfittare delle loro capacità di compenso e di portarli oltre il proprio limite con metodiche improprie (ricordiamo sempre che quella del personal trainer è una figura che naviga nel settore della prevenzione).
E’ in questo preciso scenario lavorativo che, animata da un pizzico di buon senso ed umiltà, può e deve in casi particolari entrare in scena la collaborazione tra figure professionali che, a maggior ragione in un tale contesto di complessità, costituisce un valido alleato non solo al professionista stesso ma anche alla clientela.
In particolare senza dubbio la più funzionale quanto discussa e burrascosa collaborazione è quella tra personal trainer e fisioterapista, due figure che spesso, senza rendersene conto, sono complementari e possono realmente darsi una mano in palestra.
Non di rado infatti accade di imbattersi in quella grossa fetta di clientela della sala attrezzi alle prese con dolorini e doloretti vari, spesso cronici, che influenzano in negativo allenamento e salute, ostacolando il raggiungimento degli obbiettivi specifici che sia l’aumento di massa muscolare o il dimagrimento. Ed è in questi casi che potrebbe subentrare una sana collaborazione conveniente a tutti, cliente in primis.
Purtroppo, in molti casi, la realtà è ben diversa e spesso si assiste invece ad una spaventosa e stupida diatriba a distanza tra queste due figure professionali. Da un lato abbiamo personal trainer incompetenti e presuntuosi che additano di scarsa virilità i propri clienti che accusano dolori o inneggiano a superficiali slogan del tipo “Il dolore è tuo amico” oppure “TI DEVI SPACCARE!” che non val la pena nemmeno commentare; dall’altro abbiamo fisioterapisti terroristi che nella totale inconsapevolezza sull’argomento scoraggiano l’allenamento con i sovraccarichi con frasi della nonna del tipo “Ti fai male” oppure “ Cosa serve sollevare tutti quei chili?”.
Collaborazione personal trainer fisioterapista

Insomma in entrambi i casi i luoghi comuni si sprecano così come la mentalità chiusa e la scarsa umiltà, a scapito solo ed esclusivamente della persona che si allena.
Eppure come abbiamo detto i margini per una sana e buona collaborazione ci sarebbero tutti. Basterebbe che il personal trainer parcheggiasse per un istante il proprio ego smisurato e sapesse riconoscere quando, per aiutare un cliente più problematico, sia necessario uscire dal recinto di competenze a lui richieste e perdere quella cattiva abitudine di sentirsi in dovere di dare sempre una risposta e di non avere il coraggio di dire “ Non posso aiutarti, questo va al di la del mio lavoro”. Basterebbe che il fisioterapista si facesse un bagno di umiltà e capisse che per parlare di allenamento bisogna conoscere l’argomento e almeno una volta nella vita bisogna essersi allenati.
Impossibile?? Sicuramente si in assenza di intelligenza, umiltà e buon senso da entrambe le parti.
Fortunatamente esistono delle eccezioni. Ora abbiamo presentato quella che è l’attuale situazione nella maggioranza dei casi e stimolato alla riflessione, nella seconda parte dell’articolo presenteremo un caso studio reale nel quale un personal trainer competente, umile e di buon senso ha collaborato con un fisioterapista altrettanto competente, umile e di buon senso e hanno insieme portato il cliente a risolvere la problematica prima e a raggiungere l’obbiettivo originario poi.
Collaborare si può, sempre nel rispetto dei ruoli, con fiducia reciproca e mettendo insieme le conoscenze di entrambi per il bene della persona.
L’unione fa la forza….e le persone ringraziano!
Articolo del 25-11-14 tratto da "Project Invictus". Per leggere l'originale clicca qui.
Ecco la seconda parte.

Nessun commento:

Posta un commento