martedì 18 aprile 2017

Gli esami del sangue (trigliceridi, colesterolo HDL, glicemia). Tratto da "Project Invictus".

Gli esami del sangue sono degli indicatori fondamentali su come stiamo mangiando. Conoscerli e sapere quali livelli ottimali raggiungere ci permette d’elaborare strategie per migliorare i nostri parametri ematici. Trigliceridi, colesterolo e glicemia, sono i primi dati d’approfondire e migliorare, scopriamo perché.
C’è un episodio del fumetto Rat Man dove c’è una cicciona appassionata di  Start Terk (di quei fan sfegatati che si vestono coi costumi della serie televisiva). Per tutto il numero rompe le balle a tutti dicendo che lei è bella dentro, finché ad un certo punto della storia la nave dove sono affonda.
Nell’ultima scena Rat Man salva sulla scialuppa i naufraghi ma rimane solo un posticino libero. Si sente un grido provenire dalle onde: “aiuto, aiuto”, è la cicciona.
Rat Man la guarda, si gira a fissare il posticino libero e le dice: “mi spiace cara, non posso, sei troppo bella dentro”.
Ecco in questo caso però è il contrario, si può essere belli fuori ma marci dentro.
 C’è una correlazione diretta tra salute, performance ed esami del sangue. Non basta essere magri, è fondamentale monitorarsi per capire se stiamo sovraccaricando il nostro organismo (transaminasi alte) o se il nostro corpo sfrutta correttamente il carburante che gli diamo.
Ci sono tantissimi valori da tenere sotto controllo ma per iniziare partiremo ad analizzare i 3 principali:
1) Trigliceridi
2) Colesterolo HDL
3) Glicemia
 1)
Trigliceridi alti, sopra i 200 mg/dl , vengono correlati con un aumento dei fattori di rischio per le malattie cardiovascolari. Un atleta dovrebbe possedere dei valori inferiori a:
Trigliceridi < 130 mg/dl
Più il vostro metabolismo è efficace, ed il rapporto tra quello che assumete e quello che consumate è ottimale, più i trigliceridi sono bassi.
Alti livelli possono essere dati da:
- Un eccesso di carboidrati (>60% delle energie introdotte) i quali non sono stati correttamente metabolizzati e si convertono in trigliceridi.
- Un’attività fisica insufficiente: sollevare pesi migliora la sensibilità insulinica ma non brucia sufficientemente le scorte energetiche dell’organismo. Anche se la palestra aumenta il dispendio energetico a riposo non è sufficiente per influire in modo significativo sui parametri ematici se non abbinata ad una corretta alimentazione. Al contrario e’ difficile trovare un corridore con trigliceridi o glicemia alta, questo perchè l’eccesso viene consumato durante l’attività fisica. Abbinare pesi ed attività aerobica è sempre un ottimo compromesso.
- Insulinoresistenza, questa può essere causata sia da una cattiva tolleranza al glucosio, sia da un metabolismo eccessivamente sbilanciato sui grassi, che col tempo diminuisce l’affinità dei recettori cellulari (GLUT4) all’insulina.
Qualunque sia la ragione per cui i trigliceridi sono alti, la loro quantità ottimale è sotto ai 130 mg/dl soglia in cui il loro diametro non è superiore ai 25,5 nm, per cui l’organismo riesce a gestirli meglio.
2)
Insieme ai trigliceridi un altro importante parametro da valutare è il colesterolo HDL. Normalmente si richiede un valore superiore a:
Colesterolo HDL > 40mg /dl
Le HDL hanno la funzione di riportare il colesterolo dai tessuti periferici al fegato, pertanto vengono definiti come il colesterolo buono.
Una corretta alimentazione (rapporto grassi saturi- monosaturi- polinsaturi, omega-3) ed una attività fisica adeguata portano ad innalzare le HDL.
Avere alti valori, spesso gli atleti superano i 60mg/dl, è un parametro di ottima salute, al contrario bassi valori di HDL si associano facilmente con ipertrigliceridemia (la catabolizzazione epatica delle HDL aumenta i trigliceridi ematici).
3)
L’ultimo parametro da valutare è la glicemia, un atleta dovrebbe avere:
Glicemia <90 mg/dl
E’ importante capire che il glucosio è l’energia della vita. Dal batterio all’elefante tutto si basa sul consumo di glucosio. Anche chi fa diete iperproteiche o lowcarb continua a produrre zuccheri da altri macronutrienti (58% degli aminoacidi sono gluconeogenici). E’ un errore metodologico pensare d’utilizzare solo grassi e non zuccheri.
Alti livelli glicemici sono segnali di un cattivo metabolismo glucidico spesso scaturito da insulino resistenza. Se i livelli ematici di glucosio salgono significa che il vostro corpo sta perdendo l’affinità con esso.
Imparare a metabolizzare bene gli zuccheri significa saper utilizzare al meglio il carburante essenziale per attività glicolitiche, come quelle degli sport da combattimento o di squadra..
 Per concludere, dunque, potete adottare qualsiasi strategia alimentare, potete praticare qualsiasi attività fisica, gli esami ematici vi diranno se avete seguito la strada giusta oppure no.

Per vedere il video di Andrea Biasci (4'35") clicca qui;
Per entrare nel sito "Project Invictus" clicca qui.

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