Volendo subito entrare nei dettagli si possono suddividere in quattro grandi categorie: le salite brevi, medie e lunghe e le cronoscalate.
sabato 28 febbraio 2026
Allenamento in salita dal mezzofondo alla maratona (Scritto da Rondelli- Gigliotti- Ghidini).
Volendo subito entrare nei dettagli si possono suddividere in quattro grandi categorie: le salite brevi, medie e lunghe e le cronoscalate.
mercoledì 25 febbraio 2026
Cagliari, 25-02-26. A oggi oltre 3.000.000 di visite per il mio blog.
martedì 24 febbraio 2026
Come preparare una gara di corsa campestre (Tratto da "My-personaltrainer").
In questo tipo di corsa l'atleta è a diretto contatto con la natura e cerca di sfidarla, superando tratti fangosi, salite, discese, buche ed ostacoli naturali.
venerdì 20 febbraio 2026
Tecniche di corsa.
Esercizi tecnica di corsa 1^ lez. (Runningitalia, 1'00");
Esercizi tecnica di corsa 2^ lez. (Runningitalia, 0'34");
Esercitazioni tecniche - didattiche per la corsa breve e prolungata (A. Mazzucchelli, 14'23");
La tecnica è alla base della corsa (Fisiokinetic Pisa, 1'52");
Stefano Baldini propone gli esercizi per la corsa (Io Corro, 1'33");
Stefano Baldini propone la "rullata in avanzamento" (Io Corro, 2'13");
Saltelli e andature (2008, V. Iani, 3'57");
giovedì 19 febbraio 2026
Mulinu Becciu, 19/02/26. 4 X 1.000 su strada (rec. 3').
Allenamento nell'isolato di Mulinu Becciu (CA) lungo 1.060 mt tra le vie Deliperi, Giotto e Carpaccio. Temperatura 17° con vento di maestrale (22 km/h) e debole sole. L'allenamento consiste nel fare 4 ripetute da 1.000 mt con recupero da fermo di 3'. Questi i parziali: 1° in 3'41"; 2° in 3'42"; 3° in 3'39"; 4° in 3'36". Totale allenamento 10 km: 4 di riscaldamento (incluse ripetute brevi), 4 di allenamento e 2 di defaticante.
lunedì 16 febbraio 2026
Per dimagrire meglio il Cardio o l’HIIT? (Prima parte). Tratto da "Project Invictus".
lunedì 9 febbraio 2026
Alà dei Sardi (OT), 08/02/26 Perché andare a correre al 10° Memorial Elisa Migliore.
Quest’anno la location del cross di Alà dei Sardi cambia: non più nella periferia immediata del paese, bensì a circa 5 km di distanza.
Natura incontaminata. Boschi di leccio e sugherete che si
estendono a perdita d’occhio.
Il lago di Coiluna (978 ettari
di superficie), con il suo splendido colore verde/blu, appare come in
una cartolina delle Alpi svizzere.
Quest’anno ad Alà si è fatto qualcosa di veramente speciale.
È
stata organizzata una macchina perfetta, dove sport e natura si
incontrano in un connubio ideale. Ci troviamo a un’altitudine di
circa 700 metri sul livello del mare.
Tutto il paese si prodiga per la buona riuscita della manifestazione. In un centro di appena 1.800 abitanti, tantissime famiglie hanno dato ospitalità a un numero davvero importante di atleti, giunti da ogni parte del continente. Case molto particolari, costruite in granito, un materiale che permette di mantenere temperature calde in inverno e fresche d’estate.
Il percorso gara è quanto di più spettacolare si possa
immaginare. Un vero cross, quello autentico.
Avendo piovuto nei
giorni precedenti, il fango non manca e questo rende il tracciato
ancora più tecnico e divertente.
La location è curata nei minimi dettagli, perfettamente in linea
con il carattere internazionale dell’evento. Sono presenti ampie
tende adibite alla preparazione pre-gara e al deposito borse, oltre a
una serie di stand per la vendita di prodotti alimentari (panini,
dolci, birre e molto altro), tanto da sembrare una festa paesana di
alto livello.
Il parcheggio è ricavato sotto le innumerevoli
querce ed è gestito dagli operatori del parco boschivo locale.
Uno degli spettacoli più belli è senza dubbio la vista del lago Coiluna. Noi atleti possiamo ammirarlo nel passaggio in uno dei punti più alti del percorso: un grande specchio d’acqua circondato da boschi rigogliosi che, visto dall’alto, assume un’imponenza straordinaria.
Le gare iniziano poco prima delle ore 10.
Si parte con le
categorie Master femminili, seguite dai Master maschili (dalla
categoria SM35 in su).
A seguire le gare dei Ragazzi, Cadetti e
Allievi, poi i piccoli Esordienti (5, 8 e 10 anni), quindi le
categorie Juniores e infine le Promesse/Seniores, concludendo la
parte più spettacolare della giornata: prima la gara femminile e poi
quella maschile, entrambe di livello internazionale.
Fuori programma, hanno corso anche i piccolissimi atleti di 4 anni, su una distanza di poche decine di metri: uno spettacolo vedere così tanti “pulcini” già super agguerriti.
Ho notato una partecipazione davvero ampia in tutte le categorie, dagli Esordienti fino agli Assoluti. È raro vedere una presenza così numerosa di atleti: un segnale molto incoraggiante per il futuro di questo bellissimo sport.
Il momento clou della giornata è rappresentato dalle due gare
internazionali.
La presenza di atleti del calibro di Yeman
Crippa (vincitore in 31’42”) e del bravissimo Sebastiano
Parolini, secondo a 46”, ha galvanizzato pubblico e
atleti. Terzo il tunisino Amin Jhinaoui (a 59”),
davanti a Iliass Aouani (1’09”) e Osama
Zoglami (1’15”).
Primo degli atleti sardi l’olbiese
Francesco Mei (35’44”), seguito da Gabriele
Motzo (36’59”).
In campo femminile (Senior, 6 km), podio tutto straniero con la
vittoria di Winfred Yavi in 20’37” (Bahrein, oro
olimpico a Parigi 2024 nei 3000 siepi), davanti alla burundese
Francine Niyomukunzi (a 1’03”) e alla britannica
Emily Grace Collinge (SF35, a 1’45”).
Prima
delle italiane Gaia Colli, quarta a 1’59”.
La
prima atleta sarda è Elisa Spazzafumo (25’36”),
seguita da Maria Paola Sotgia (Promesse, 26’24”),
atleta di Alà dei Sardi.
Superlativa la prova della olbiese Maria Mei (Juniores) che ha dominato la sua gara di 4,5 km chiudendola in 18’52”.
La mia gara (4,5 km – 66 partenti)
Parto con un’andatura sostenuta, ma senza esagerare. I primi 50 metri sono in leggera discesa, poi una pericolosa curva a destra, ricca di fango. Ed è subito salita.
Il corpo, ancora poco riscaldato, fatica ad affrontare uno sforzo
così intenso. Il riscaldamento non è stato ottimale e la
temperatura è poco sotto i 10 gradi.
Ma, come d’incanto,
nella fase finale della salita, sulla sinistra compare il lago
Coiluna. Spettacolo puro.
Si procede con continui saliscendi fino a raggiungere uno dei tratti più belli del percorso: uno sterrato corribile che consente di trovare ritmo e recuperare fiato. Serve ancora sistemarsi bene per correre più isolati e gestire al meglio le curve.
Una serie di curve dolci e asciutte porta a una zona dove si
guadagna leggermente quota. Siamo in linea d’aria vicini alla
partenza: lo si capisce dal vociare dello speaker, anche se la fitta
vegetazione non lascia intravedere nulla.
Si riprende a salire e
scendere, con facilità, ma qui la vegetazione è più rada e a ogni
curva ristagna un po’ d’acqua.
Siamo circa a metà circuito (1° km in 4’24”).
Finalmente arriva una lunga e bella discesa, di quelle che mi
piacciono. Mi distendo, aumento la velocità e raggiungo il punto più
basso del tracciato. Oggi le gambe girano bene. Non ho avversari molto agguerriti nella mia categoria (solo altri due), quindi posso correre con grande
serenità.
Stranamente, le gare in cui ottengo i risultati
migliori sono proprio quelle affrontate con questo spirito.
Affronto la discesa in scioltezza, ma devo prestare attenzione:
oggi niente chiodate. Scelta giusta, ma da gestire.
Segue un
rettilineo in falsopiano di circa 300 metri, con ampi ristagni
d’acqua, che conduce al punto di partenza e arrivo. Il fango è
ovunque; solo negli ultimi 100 metri, prima del gonfiabile, la
pendenza aumenta leggermente e il terreno diventa più reattivo.
Primo giro concluso (1.500 m).
Inizia il secondo.
Sono intorno alla 28ª posizione assoluta.
Il circuito ormai è ben definito. Qualche difficoltà in salita, ma
il gruppo si è diradato e riesco a gestire bene (2° km: 4’13”).
Nel
punto più alto del percorso le sensazioni sono ottime: la testa
controlla lo sforzo e il corpo risponde alla perfezione. Supero
alcuni atleti senza difficoltà. Nella lunga discesa mi lascio andare
e guadagno ancora posizioni.
Secondo passaggio sotto il gonfiabile: le voci del pubblico sono
galvanizzanti.
Secondo giro chiuso (3° km: 4’18”). Inizia
l’ultimo.
Decido di non forzare troppo in salita per recuperare fiato. Un atleta mi supera, ma con la coda dell’occhio noto che potrebbe avere trent’anni meno di me… ci sta (4° km: 4’31”).
Ora resta la discesa finale e il rettilineo conclusivo. Davanti ho
campo libero.
Scelgo la parte sinistra e mi lancio “a tutta
birra”. Terreno asciutto, leggermente impervio, pendenza intorno al
5%. Poco meno di 200 metri. Il Garmin segna una velocità ben sotto i
4’/km, con un tratto finale sotto i 3’30” per circa 20 metri.
Gli ultimi 530 metri scorrono a 3’47” di media.
Questo allungo mi permette di avvicinarmi a due carissimi amici, Pazzola (SM55) e Fiori (SM60). Avrei forse potuto tentare il sorpasso, ma ho preferito incitare Pazzola a stringere i denti. Quando si è accorto che lo stavo raggiungendo, ha rilanciato fino al traguardo, aiutando anche me.
Arrivo finale:
Fiori 1° SM60 – 19’21”
Pazzola 4° SM55 – 19’23”
Vargiu 1° SM65 – 19’24” (24° assoluto)
Alle spalle, due SM35 in 19’34” e 19’41”.
Il post-gara è ricchissimo: dolci, frutta, panini, bibite… e
più tardi persino il maialetto arrosto.
Che dire: se
rifacessero la stessa manifestazione anche dopo pochi giorni, ci
tornerei senza esitazione.
Un grazie di cuore all’amico Diego, compagno di gara e di viaggio, e un ringraziamento speciale ad Antonello Cocco, patron della manifestazione, per la perfezione curata in ogni dettaglio.
Al prossimo anno.
domenica 8 febbraio 2026
Ala' dei Sardi, 08/02/26. Gara di cross di 4,52 km, 10° Memorial Elisa Migliore. Tempo 19'24" a 4'17" a km.
Gara di cross lunga 4,52 km nel parco Coiluna, a circa 5 km dal paese di Alà dei Sardi. Temperatura intorno agli 11 °C, con nuvolosità intensa e minaccia di pioggia.
Il percorso di gara misura 1,5 km ed è interamente all’interno di un bellissimo parco, su un terreno piuttosto irregolare e ricco di fango.
Alle ore 10:10 ha inizio la gara, che prevede la partecipazione degli atleti master dai 35 anni in su. Prendono parte alla competizione 65 atleti.
Questa la mia gara: tempo impiegato 19'24", con i seguenti parziali:
1° km in 4'24"; 2° km in 4'13"; 3° km in 4'18"; 4° km in 4'31"; ultimi 530 m in 2' (pari a 3'47"/km).
Media al km 4'17".
24° assoluto e 1° di categoria SM65. Dislivello 64 m e calorie consumate 308.
Frequenza cardiaca media 148 bpm (max 159), potenza media 359 watt (max 547).
Cadenza di corsa media 182 (max 215), lunghezza media del passo 1,25 m.
martedì 3 febbraio 2026
Su Planu, 03/02/26. K 8 di collinare in 39'11" a 4'54" a km.
Allenamento di 8 km a due giorni dalla gara di cross di Ozieri. Il percorso si snoda tra le vie di Su Planu, praticamente a due passi da casa, su un circuito di 500 metri da ripetere andata e ritorno per 8 volte. Un tracciato tutt’altro che banale: ondulato, con anche un tratto di circa 100 metri di sterrato erboso che spezza il ritmo e rende il lavoro più stimolante.
Condizioni meteo ideali: 14°, cielo nuvoloso e totale assenza di vento. Tempo finale di 39’11”, per una media di 4’54”/km. Avvio controllato, con i primi 3 km gestiti sopra i 5’/km, seguito da una progressione costante che porta a chiudere l’ultimo chilometro in un brillante 4’22”.
Dislivello complessivo di 123 metri e 581 calorie bruciate. Frequenza cardiaca media di 139 bpm (max 159), potenza media di 327 watt con un picco di 489. Cadenza media di 181 passi al minuto (max 196), con una lunghezza media del passo di 1,13 metri.
lunedì 2 febbraio 2026
Ozieri (Chilivani), 01/02/26. Cross di 3,89 km in 17'27" a 4'29" a km. La mia gara.
Cross
di Ozieri (Chilivani) – 01/02/26
Una gara che ti ricorda
perché corri
Quasi 200 km da Cagliari per arrivare a Ozieri, in compagnia di
Diego e Rosy. Una trasferta lunga, di quelle che ti fanno già capire
che non sarà una gara qualunque.
Il nord Sardegna ci accoglie
dopo una settimana di piogge incessanti: lungo il viaggio si vedono
campi allagati, terra satura d’acqua, fango ovunque. Il messaggio è
chiaro: oggi non vince il più veloce, oggi vince chi resiste.
La logistica è ottima, gli spalti dominano il percorso, ma è il
terreno il vero protagonista.
Nel pre-gara cambio tutto: niente
maglia termica, niente pantaloni lunghi. Canotta, pantaloncini corti
e chiodate. Una scelta di fiducia, di quelle che fai quando sai che
dovrai lottare su ogni metro.
Il percorso prevede due giri da 1.950 metri. Anche oggi mancano un
centinaio di metri, ma poco importa: qui ogni metro pesa come
due.
Alla partenza siamo in 35, tutti dagli SM60 in su.
Esperienza, orgoglio e voglia di dimostrare che l’età è solo un
numero scritto sul pettorale.
Non possiamo ispezionare il tracciato. Sarà una scoperta continua. Gli atleti appena arrivati sembrano reduci da una battaglia: scarpe irriconoscibili, volti stanchi. Il fango non perdona.
La mattina però regala sole e un maestrale leggero ma pungente. In lontananza nubi scure promettono pioggia, ma la gara sarà una sfida contro il terreno, non contro il cielo.
La partenza è decisa, potente. Spingo forte nei primi 100 metri.
Alla prima curva, stretta e insidiosa, mi ritrovo davanti a
tutti.
Poi il percorso si presenta per quello che è davvero: un
tratto di fango profondo, acqua e terra che ti risucchiano il piede.
Ogni passo è una decisione, ogni appoggio una scommessa. Il rischio
di lasciare la scarpa lì dentro è reale.
Altri punti simili spezzano il ritmo. Oggi la velocità pura non
serve: servono equilibrio, forza mentale, capacità di
adattarsi.
L’erba alta copre un terreno segnato dai cavalli,
irregolare e traditore. Le curve strette e fangose rendono le
chiodate un’arma decisiva.
Nei primi 500 metri corro con Fiori (SM60). Mi sento forte, ma capisco che il suo ritmo è alto. Al primo chilometro prende vantaggio, sfruttando una freschezza fisica maggiore. Sette anni di differenza si fanno sentire, ma non pesano sul carattere.
In quel momento entra in scena Muscas, SM65 come me, quattro anni
più giovane. È lì che inizia la vera gara.
Come se il fango
non bastasse, troviamo un ostacolo: un cumulo di terra molle, alto
più di un metro, preceduto da una pozzanghera marrone. Qui non si
corre, qui si combatte. Il terreno non restituisce nulla, toglie e
basta.
Il passaggio degli atleti delle categorie precedenti ha reso il tracciato ancora più scivoloso. È una continua lotta per restare in piedi, per non perdere ritmo, per non mollare.
Io e Muscas entriamo in una fase di studio, affiancati fino al passaggio sotto il gonfiabile del primo giro. Fiori intanto è già lontano, circa 80 metri avanti, in una gara tutta sua.
Per altri 500 metri tengo il passo di Muscas, poi lui aumenta
leggermente. Dieci metri sembrano pochi, ma in un cross così valgono
un’eternità.
Dietro di me c’è Polo SM60 con circa 50 mt di distacco. Seguono
altri due SM65 Usai e Uras mentre Stefanopoli (SM60) è di poco
staccato ma con il terzo posto di categoria in tasca.
Quel piccolo vantaggio di Muscas lo carica, ma non lo rassicura. Mi conosce,
sa che non mollo mai, sa che negli ultimi metri posso cambiare
passo.
Negli ultimi 300 metri provo tutto. Forzo, spingo, cerco
di rosicchiare spazio, ma oggi il terreno e la gara dicono no.
Arriviamo con soli cinque secondi di differenza, ma con un margine netto sugli altri. Oggi ho trovato un avversario che ha corso con intelligenza e determinazione, sfruttando ogni mio minimo errore, soprattutto all’inizio.
Usai nel finale supera Polo e conquista il quarto posto assoluto e
il terzo di categoria.
Fiori vince tra gli SM60 con circa 30
secondi di vantaggio e si prende anche il Trofeo Dettori,
dopo una prova di forza impressionante.
Titolo regionale di cross a Fiori (SM60) e Muscas (SM65).
Questa non è stata solo una gara.
È stata una lezione di
cross: fango, fatica, scelte, rispetto per gli avversari e voglia di
esserci fino in fondo.
Perché certe domeniche, anche senza
vincere, ti ricordano esattamente perché continui a correre.
domenica 1 febbraio 2026
Ozieri (Chilivani), 01/02/26. Gara di cross di 3,89 km in 17'27" a 4'29" di media. Sintesi della mia gara.
Gara di cross di 3,89 km nello scenario impegnativo dell’ippodromo di Chilivani, trasformato dalle piogge dei giorni precedenti in un vero campo di battaglia: fango, pozzanghere e terreno pesante a mettere alla prova gambe e testa. Temperatura mite (13° al sole), ma con un maestrale freddo a rendere l’aria tagliente.
Partenza decisa e aggressiva: primo chilometro in 4’17”, che mi porta subito in seconda posizione assoluta, alle spalle di Fiori. Nel secondo km (4’27”) il percorso presenta il conto: fango profondo e pozzanghere obbligano a rallentare, permettendo a Muscas di rientrare.
Il terzo chilometro (4’43”) è una lunga lotta di resistenza: resto incollato a Muscas, mantenendo un distacco costante di una decina di metri, senza mai mollare. Negli ultimi 890 metri, corsi a 4’28”, stringo i denti fino al traguardo.
Chiudo la gara in 3ª posizione assoluta, con Fiori nettamente al comando e io a soli 5 secondi da Muscas, che conquista il titolo regionale di corsa campestre SM65.
Tempo finale: 17’27”, media 4’29”/km.
Dislivello: 21 m – Calorie: 267
Frequenza cardiaca: media 143 (max 153)
Potenza: media 342 W (max 489)
Cadenza: media 185 (max 214)
Passo medio: 1,21 m
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