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| Partenza gara. Foto Tore Orru'. |
Il mio paese.
È sempre con grande piacere che partecipo alle gare che si svolgono nel mio paese natio. Avendo vissuto a Guasila tutta la mia infanzia, considero un privilegio poter gareggiare nei luoghi dove giocavo da ragazzo. A distanza di circa 50 anni, ogni volta che vedo la grande chiesa che domina la parte più alta del paese, nasce dentro di me un'emozione intensa.
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| Parrocchia di Guasila (Foto Anto Cocco). |
La gara.
Da qualche anno la società "Ampa Training", guidata dagli amici Fabrizio Serafini e Gisa Saba, organizza regolarmente gare di atletica. In passato i percorsi toccavano anche le campagne collinari fuori dal paese, mentre negli ultimi anni si preferiscono distanze più corte, all'interno del centro abitato.
In questa occasione gli organizzatori hanno abbinato la consueta manifestazione "Corri e Cammina" al primo "Memorial Mino Boi", un giovane che ha perso la vita pochi mesi fa e che era legato alla società di atletica guasilese.
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| Percorso sterrato (Foto Anto Cocco). |
La logistica.
Il ritrovo è presso l'impianto sportivo dove sorgono il campo di calcio e la nuovissima pista di atletica. Il percorso di gara è lungo poco meno di 1,2 km, da ripetersi per 4 volte, con l'aggiunta di un primo giro di pista dopo la partenza: in totale circa 5,1 km. Dopo il giro di pista si esce dall'impianto per un breve tratto su asfalto (circa 400 mt, con una leggera salita), poi si passa su una sterrata di circa 250 mt prima di ricollegarsi alla pista.
Le gare iniziano alle 18:30 con le categorie giovanili, per arrivare a quella più numerosa, che riunisce uomini e donne delle categorie master, promesse, senior e assoluti.
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| Antonello Vargiu (Foto Arnaldo Aru). |
Partenza gara.
Alle 19:15 parte la nostra gara. Spira un intenso vento di scirocco, la temperatura è sui 30° e il sole è quasi del tutto assente: rispetto ai giorni precedenti, correre in queste condizioni è quasi un sollievo. Siamo poco più di 70 al via, con netta prevalenza maschile.
Mi posiziono in prima fila, sul lato più esterno della pista, per avere spazio libero e partire con buona intensità. Gli stimoli sono tanti, dato che gareggio nel mio paese natale: qui ho spesso ottenuto risultati importanti, e anche stavolta ci tengo a fare una bella figura.
Primo km.
Mi posiziono in prima fila, sul lato più esterno della pista, per avere spazio libero e partire con buona intensità. Gli stimoli sono tanti, dato che gareggio nel mio paese natale: qui ho spesso ottenuto risultati importanti, e anche stavolta ci tengo a fare una bella figura.
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| Passaggio dalla pista al cemento (Foto A. Aru). |
Primo km.
Poche decine di metri dopo la partenza riesco a passare dalla 6^ corsia alla 2^, mentre già ai 100 mt trovo spazio in 1^ corsia e lo occupo subito. Per mantenere quella posizione dovrò tenere un ritmo piuttosto intenso. Il primo giro di pista ci riporta vicino al punto di partenza prima di uscire dal campo: da una rapida analisi mi trovo intorno alla 12^ posizione assoluta.
Dopo la pista morbida si affrontano alcune decine di metri di strettoia in cemento prima di immettersi sull'asfalto: il cambio di superficie — pista, cemento, asfalto — si sente subito. Segue un rettilineo di circa 100 mt fino a una breve salita di 40 mt che si fa sentire immediatamente. Per fortuna si svolta a sinistra su una strada dritta di circa 150 mt, dove l'unico problema è il vento da sud che ci prende in pieno. Un'altra svolta a sinistra segna la fine dell'asfalto e l'inizio dello sterrato, con una breve discesa. Proprio prima della curva successiva si chiude il primo km. Tempo: 3'50".
Secondo km.
Dopo un primo km intenso, la fatica inizia a farsi sentire. Nel punto di svolta, prima dei 150 mt di sterrato, mi volto leggermente per controllare la distanza dai possibili avversari di categoria: individuo la sagoma di Pietro Usai, in completo giallo, a circa 60 mt. Sullo sterrato il ritmo rallenta, per la stanchezza ma anche per il fondo, ricco di sabbia e leggere ondulazioni: vengo superato da alcuni atleti più veloci di me su questo tipo di terreno.
Alla fine dello sterrato una doppia curva a destra riporta in pista; poco prima ci si trova su un tratto di sola ghiaia, dove la spinta dei piedi perde efficacia. In poco più di un km abbiamo attraversato praticamente ogni tipo di terreno — pista, cemento, asfalto, sterrato, ghiaia. Non mi era mai capitato un percorso così vario: davvero interessante.
Si rientra per la seconda volta in pista, per circa 300 mt, accolti dal tifo del pubblico, sugli spalti e lungo il campo. L'intensità resta buona, anche se il ritmo non è più quello iniziale. All'uscita dal campo c'è il punto di ristoro, con un gruppo di ragazzi che invita gli atleti a bere: per ora preferisco non fermarmi. Si ripercorre tutta la strada asfaltata fino a poco prima dello sterrato, dove si chiude il 2° km. Tempo: 4'06".
Altri 3 km.
Dopo la pista morbida si affrontano alcune decine di metri di strettoia in cemento prima di immettersi sull'asfalto: il cambio di superficie — pista, cemento, asfalto — si sente subito. Segue un rettilineo di circa 100 mt fino a una breve salita di 40 mt che si fa sentire immediatamente. Per fortuna si svolta a sinistra su una strada dritta di circa 150 mt, dove l'unico problema è il vento da sud che ci prende in pieno. Un'altra svolta a sinistra segna la fine dell'asfalto e l'inizio dello sterrato, con una breve discesa. Proprio prima della curva successiva si chiude il primo km. Tempo: 3'50".
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| Tempo impiegato per km. |
Secondo km.
Dopo un primo km intenso, la fatica inizia a farsi sentire. Nel punto di svolta, prima dei 150 mt di sterrato, mi volto leggermente per controllare la distanza dai possibili avversari di categoria: individuo la sagoma di Pietro Usai, in completo giallo, a circa 60 mt. Sullo sterrato il ritmo rallenta, per la stanchezza ma anche per il fondo, ricco di sabbia e leggere ondulazioni: vengo superato da alcuni atleti più veloci di me su questo tipo di terreno.
Alla fine dello sterrato una doppia curva a destra riporta in pista; poco prima ci si trova su un tratto di sola ghiaia, dove la spinta dei piedi perde efficacia. In poco più di un km abbiamo attraversato praticamente ogni tipo di terreno — pista, cemento, asfalto, sterrato, ghiaia. Non mi era mai capitato un percorso così vario: davvero interessante.
Si rientra per la seconda volta in pista, per circa 300 mt, accolti dal tifo del pubblico, sugli spalti e lungo il campo. L'intensità resta buona, anche se il ritmo non è più quello iniziale. All'uscita dal campo c'è il punto di ristoro, con un gruppo di ragazzi che invita gli atleti a bere: per ora preferisco non fermarmi. Si ripercorre tutta la strada asfaltata fino a poco prima dello sterrato, dove si chiude il 2° km. Tempo: 4'06".
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| Arrivo di Antonello Vargiu (Foto A. Aru). |
Altri 3 km.
Il terzo km è quello di maggiore sofferenza. Vengo superato da almeno due atleti, ma riesco a mantenere un buon margine su Usai, che tengo d'occhio in due punti strategici: la curva a sinistra dello sterrato e la curva in pista dopo il rettilineo. 3° km: 4'10".
I due km successivi servono a consolidare la posizione: dietro di me gli ordini si sono ormai stabilizzati, e l'obiettivo diventa tenere il ritmo costante e curare al massimo la tecnica di corsa. 4° km: 4'05".
Con la posizione più tranquilla, riesco anzi ad alzare il ritmo. All'inizio del 5° km accetto volentieri un bicchiere d'acqua al volo, giusto per inumidire la bocca e rinfrescare il viso.
L'arrivo.
Ormai i giochi sono fatti: perfino la breve salita di 40 mt quasi non la sento più. Nella discesa dello sterrato cambio ancora ritmo, consapevole che mancano poco più di 500 mt al traguardo. Lascio dietro di me due atleti con cui avevo corso quasi mezza gara e spingo sulle gambe, sicuro che con quell'intensità sarei arrivato al meglio. 5° km: 3'58".
Gli ultimi 70 mt, a favore di vento, li percorro in una manciata di secondi (13").
Ottimo arrivo: primo di categoria SM65 e 17° assoluto su 72 atleti arrivati, con il tempo di 20'23" sui 5,07 km (media 4'01" al km). Secondo di categoria Pietro Usai, terzo Mario Melis.
Niente male per un atleta a due giorni dal 68° compleanno.
Ottimo terzo tempo con pizzette, dolci misti, fette di anguria e melone (e tanta birra). Tutto a volontà.
I due km successivi servono a consolidare la posizione: dietro di me gli ordini si sono ormai stabilizzati, e l'obiettivo diventa tenere il ritmo costante e curare al massimo la tecnica di corsa. 4° km: 4'05".
Con la posizione più tranquilla, riesco anzi ad alzare il ritmo. All'inizio del 5° km accetto volentieri un bicchiere d'acqua al volo, giusto per inumidire la bocca e rinfrescare il viso.
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| Premiazione SM65. |
L'arrivo.
Ormai i giochi sono fatti: perfino la breve salita di 40 mt quasi non la sento più. Nella discesa dello sterrato cambio ancora ritmo, consapevole che mancano poco più di 500 mt al traguardo. Lascio dietro di me due atleti con cui avevo corso quasi mezza gara e spingo sulle gambe, sicuro che con quell'intensità sarei arrivato al meglio. 5° km: 3'58".
Gli ultimi 70 mt, a favore di vento, li percorro in una manciata di secondi (13").
Ottimo arrivo: primo di categoria SM65 e 17° assoluto su 72 atleti arrivati, con il tempo di 20'23" sui 5,07 km (media 4'01" al km). Secondo di categoria Pietro Usai, terzo Mario Melis.
Niente male per un atleta a due giorni dal 68° compleanno.
Ottimo terzo tempo con pizzette, dolci misti, fette di anguria e melone (e tanta birra). Tutto a volontà.
Grazie Fabri e Gisa.








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