lunedì 27 giugno 2016

Perché le allergie e le intolleranze sono sempre più diffuse? Scritto dalla Dott.ssa Jessica Giusti.

Uno dei motivi risiede nel fatto che oggi la diagnosi è più precisa e precoce, rispetto ad un tempo. Ciò consente di identificare un maggior numero di allergie i cui disturbi un tempo venivano facilmente confusi con altri.
Una seconda spiegazione chiama in causa il nostro stile di vita e, in particolare, le abitudini alimentari. Infatti si ricorre ormai diffusamente ad additivi alimentari (coloranti, conservanti, esaltatori del gusto, aromi naturali ed artificiali) che sono tutti potenziali allergeni; sulle nostre tavole inoltre arriva una grande varietà di frutta e verdura proveniente da tutto il mondo, il cui consumo non è più limitato alle sole stagioni naturali, favorendo così il contatto con un numero sempre maggiore di sostanze potenzialmente allergizzanti. 
Infine è in diminuzione il numero delle madri che allattano al seno e questo provoca un aumento dei neonati allergici al latte vaccino.
Infine, sono implicati frequentemente in reazioni allergiche o di intolleranza anche particolari
sostanze o additivi contenuti negli alimenti, ad esempio:
• salicilati naturalmente presenti in alcuni alimenti (frutta secca, frutti di bosco, arance,
albicocche, uva, olive, erbe aromatiche, vini, liquori). Possono essere causa di forme di
orticaria cronica.
• il giallo-tartrazina (E102), colorante che conferisce agli alimenti un piacevole colore giallo
limone, presente in diverse bevande, sottaceti, salse confezionate, maionese, minestre in
scatola, budini. Può essere causa di orticaria cronica e asma.
• anidride solforosa (E220) che si può trovare in marmellate, succhi di frutta, vini e in
macedonie e insalate trattate nei ristoranti con spray per mantenere un aspetto fresco.
• solfiti, metabisolfiti, bisolfiti (E221,E222,E223,E224 ,E225,E226,E227) presenti nei prodotti
preconfezionati a scopo conservante e antiossidante, pericolosi soprattutto per le persone
asmatiche.
• glutammati (E620,E621,E622,E623) che si trovano soprattutto nei croccantini al formaggio,
patatine, ketchup, sughi pronti, riso e pasta liofilizzati, funghi secchi, insaccati, dadi per
cucinare. Vengono addizionati molto spesso ai cibi per esaltarne il sapore ma possono anche
essere presenti naturalmente in alcuni alimenti. La cucina cinese, ad esempio, utilizza grandi
quantità di glutammato e la reazione che può far seguito all'ingestione di cibo contenente
glutammato (malessere generale, mal di testa, arrossamento del viso) viene anche detta
''sindrome da ristorante cinese''.
• i nitrati addizionati agli insaccati e alle carni in scatola e la tiramina componente naturale di
alcuni cibi come formaggi, cioccolato, banane, possono provocare emicranie anche a
distanza di ore.
Fra le varie allergie alimentari non si può tralasciare di menzionare quella alle proteine del latte.
L'allergene in questione è rappresentato dalla frazione proteica del latte, in particolare la
lattoglobulina. Può comparire durante i primi 3 mesi di vita o più tardivamente fra i 6 e i 18 mesi. In quest'ultimo caso si tratta prevalentemente di una difettosa risposta della mucosa gastrointestinale (enteropatia) alle proteine del latte, in cui non intervengono gli anticorpi.
Ci sono casi di intolleranza sia al latte vaccino che al latte artificiale. Le manifestazioni cliniche
sono varie: fra le più frequenti la dermatite atopica, i sintomi respiratori, il vomito persistente, la
diarrea, le coliche intestinali.
La soluzione in questi casi può essere trovata spesso grazie alla disponibilità in commercio di tanti latti artificiali ''speciali'' come quelli ipoallergenici (contraddistinti in genere dalla sigla HA dove HA sta per hypoallergenic), preparati con proteine già frammentate quindi molto più digeribili e tollerabili, o quelli a base di proteine di soia. In alcuni bambini, tuttavia, queste alternative possono risultare a loro volta scarsamente tollerate.
Un capitolo a parte va dedicato alla celiachia o morbo celiaco, difficilmente classificabile fra le
comuni allergie o intolleranze in quanto coinvolge fortemente il sistema immunitario, senza
però chiamare in causa le IgE. In pratica si tratta di un'intolleranza permanente al glutine, proteina presente nei cereali come grano, segale, avena, orzo, farro. Il glutine contenuto nel riso, nel mais, nella fecola di patate o nella tapioca non è pericoloso e pertanto questi alimenti possono essere assunti anche dai pazienti celiaci. Il glutine causa nell'intestino una vera e propria reazione tossica che comporta una profonda alterazione delle pareti intestinali e di conseguenza una compromissione dell'assorbimento del cibo e dello stato nutrizionale del paziente. In questi casi è indispensabile utilizzare alimenti privi di glutine.

Tratto dalla pagina di fb "SPIRE".

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