mercoledì 9 novembre 2016

Perchè abbiamo carenze di vitamine? Scritto da Daniela del Noce e tratto da "Naturopatia".

Ecco perché, nonostante una dieta equilibrata, oggi le carenze di vitamine sono all’ordine del giorno e dobbiamo assumere integratori vitaminici.

carenza di vitamineNella grande disinformazione oggi esistente circa il cibo e l’alimentazione in generale, c’è sicuramente un punto sicuro :”il vitto occidentale moderno è il migliore che ci sia, è nutriente e salutare(!), nessuno ha bisogno di supplementi vitaminici o minerali, a patto che segua una buona dieta”. Questa tiritera l’abbiamo sentita per una vita, e questa “buona dieta” non è mai meglio specificata.
Di fatto la maggior parte dei medici, che non si preoccupano di indagare le abitudini dietetiche dei loro pazienti e le eventuali carenze di vitamine, ignorano proprio le funzioni delle vitamine e in generale di tutte quelle sostanze (minerali, grassi essenziali, ecc.) che non dovrebbero mai mancare giornalmente nella nostra (e nella loro) dieta.
Ne conosco tanti afflitti essi stessi da varie problematiche salutistiche (sovrappeso, diabete, colesterolo alto, ipertensione…) irrisolte per loro e, ovviamente, per i loro assistiti. Nonostante questo andazzo, mi sono sempre chiesta come mai, se veramente la nostra dieta può soddisfare tutti i bisogni dell’uomo moderno, esista una paurosa impennata di malattie croniche.
La mia curiosità però, quando ero più giovane, era legata alla conoscenza dei meccanismi della vecchiaia. Il primo libro che lessi sull’argomento fu “Prevenzione attiva antisenile” di Carlo Sirtori, compianto direttore della Carlo Erba, quando ancora le case farmaceutiche avevano un’etica morale non legata solo al profitto degli azionisti. Carlo Sirtori, in quel meraviglioso libro, intuì che l’uomo muore di ossidazione cellulare che porta all’apoptosi (morte) dei vari apparati dell’organismo fino alla consunzione finale. Già più di trent’anni fa circa, questo medico parlava di assunzione di antiossidanti per rallentare l’ ossidazione cellulare, responsabile dell’invecchiamento. Inutile dire che, dato che queste sostanze non danno grandi guadagni, il suo pensiero è stato annichilito a favore della produzione di farmaci brevettabili che potessero aumentare il valore per gli azionisti.
La mia ricerca però è continuata e continua ancora. Nel frattempo assumo regolarmente multivitaminici e antiossidanti in maniera regolare da circa vent’anni e non me ne sono mai pentita.

Perché si innescano carenze di vitamine, se mangiamo un po’ di tutto?

Nel 1953, quando ancora non ero nata, un medico ricercatore americano, il Dr. Morton S. Biskind, pubblicò sull’ “American Journal of digestive disease” una valida replica all’asserzione che ”non abbiamo bisogno di supplementi dietetici” (le sue argomentazioni sono a tutt’oggi ancora più valide se consideriamo le coltivazioni intensive e l’uso di tossici nell’agricoltura e nella produzione industriale dei cibi). Il Dr. Biskind affermava che un pregiudizio comune fosse quello di imputare le carenze di vitamine unicamente alla dieta e di ritenere che l’unico sistema per guarire fosse, appunto, “una buona dieta”. L’affermazione del dr. Biskind circa il concetto erroneo che sia la dieta a fornirci tutti gli elementi necessari, comprende questi sei punti:
  1. L’ impoverimento del suolo coltivato produce raccolti di scadente valore nutritivo ( uno dei motivi di questo impoverimento è dovuto ai residui di radiazioni dell’ultima guerra mondiale).
  2. Gli insetticidi tossici, sempre più diffusi, lasciano sugli alimenti (ma anche all’interno) residui pericolosi e impoveriscono ancor di più il suolo, uccidendo lombrichi e microrganismi utili alla coltivazione.
  3. La tendenza a raccogliere i prodotti prima ancora della loro maturazione, fa sì che si eviti il deterioramento, ma fa perdere valore nutritivo essenziale al raccolto.
  4. La crescente tendenza alla raffinazione e alla elaborazione dei cibi, nonché il trattamento con cere, coloranti, detergenti, emulsioni, decoloranti, crea del cibo povero di nutrienti ed anche tossico.
  5. L’uso dello zucchero raffinato e delle farine raffinate (privi di vitamine) contenuti in gran parte dei prodotti da forno e che rappresenta, in alcune zone, circa un quarto dell’apporto calorico medio.
  6. L’uso di svariati additivi chimici , come grassi artificiali e simili, che sono ovviamente tossici e molti dei quali sostituiscono elementi nutritivi essenziali.
Il fatto, per esempio, di consumare circa 40-50 kg di zucchero pro capite all’anno, indica che solo così si creano i presupposti per una carenza di vitamine del gruppo B, circa 0, 25 mg di tiamina e di riboflavina ( B1 e B2), al giorno. Questo comporta una carenza di circa 90 mg in un anno e dieci volte di più per la niacina (vit. B3). Quanto a coloro che si astengono dall’usare zucchero nel caffè, il dr. Biskind afferma che si sbagliano: il saccarosio, infatti, è, ieri come oggi, incorporato in un gran numero di prodotti industriali compresi i succhi di frutta che diamo anche ai bambini! Persino molte tipologie di pane contengono saccarosio. Per quelli, poi, che usano i dolcificanti a base di aspartame, questo viene convertito dal fegato in formaldeide, un vero e proprio veleno con nefaste conseguenze.
Il dott. Biskind, inoltre, afferma che, quando gli “esperti” parlano di nutrizione sono inclini a citare carenze di una specifica vitamina. Ciò è completamente errato, egli dice, poiché un’ eventualità del genere non si verifica MAI. Quando c’è una carenza specifica, si verifica una dispersione a catena di molti altri elementi nutritivi che vengono perduti dalle riserve dell’organismo, così che lo stato patologico che viene a verificarsi implica la perdita di quella vitamina specifica ma anche di tutte quelle legate alla carenza in oggetto (anche vitamine ancora sconosciute).

Le altre cause di carenza di vitamine

Anche se una persona dovesse assumere tutti i nutrienti necessari, tutti giorni nella propria dieta, sarebbe sempre possibile una carenza di vitamine.
Esistono, infatti, molti casi di patologie e circostanze che possono determinare una perdita di vitamine, o un aumentato fabbisogno. Ad esempio, qualunque problema di disbiosi o difficoltà dell’apparato digerente può pregiudicare l’assorbimento di vitamine (disturbi epatici, della cistifellea, diarrea, ecc).
La gravidanza e l’allattamento aumentano il fabbisogno vitaminico, come pure l’ipertiroidismo, la super attività fisica, le infezioni, l’uso di farmaci quali antibiotici, sulfamidici, statine, antipertensivi, sostanze tossiche industriali, inalazione di veleni come il piombo o altri metalli, le polveri sottili presenti nell’ atmosfera inquinata, residui di insetticidi delle disinfestazioni, ecc. Questi sono tutti fattori che determinano la distruzione della vitamine. Anche i disturbi emotivi, se prolungati, possono determinare gravi carenze nutritive! Per non parlare di fumo e alcool il cui uso inibisce una gran quantità di vitamine in tutti gli apparati, ma soprattutto nel fegato e nei polmoni.
Questo ed altro affermava il dr. Biskind già nel 1953, quando la situazione non era grave come adesso, e questo hanno affermato grandi ricercatori come il farmacologo dell’Università del Texas Roger Williams, o l’eminente scienziato due volte premio Nobel, Linus Pauling.
Questi ed altri ricercatori hanno notato che, una volta che si sono instaurate delle carenze di vitamine in un tessuto, è indispensabile, per compensarle, assumere un quantitativo maggiore necessario ad un qualsiasi mantenimento, al fine di ripristinare quanto prima un equilibrio.
Può anche succedere che i tessuti siano stati danneggiati a tal punto che risulta impossibile riparare il danno: fu il caso di topi di laboratorio che, privati di riboflavina, riportarono dei danni talmente gravi alla cornea dell’occhio, che fu impossibile recuperarne la funzionalità.
Ovviamente , sostiene il dr. Biskind, non esiste un quantitativo standard per tutti. Ognuno ha il suo fabbisogno a seconda dello stile di vita, della dieta seguita, dell’anamnesi personale e a seconda dell’ esposizione ai tossici ambientali. Tutti fattori che devono essere indagati sia dal medico che da qualunque terapista. E ‘ essenziale, afferma Biskind, interrogare con molta accuratezza l’ assistito circa il suo stile di vita qualora si voglia programmare una cura dietetica che faccia al caso suo.
La prossima volta che leggerete su un giornale o che sentirete in TV che siamo tutti “ben nutriti” e che non c’è bisogno di diete speciali o di supplementi vitaminici, chiedetevi: “chi di noi è ben nutrito? Chi di noi sta veramente bene al 100% ? Ciò non dipende forse dalle esigenze individuali, dall’equilibrio della dieta secondo il proprio fabbisogno, dalla provenienza degli alimenti, da quali farmaci si stanno prendendo e a quali e quanti agenti chimici siamo esposti?” Tutti questi punti devono essere considerati, tenendo presente l’unicità degli individui. Solo se questi segue una dieta accuratamente programmata per affrontare ciascuno degli stress nutrizionali, emotivi da lui subìti, allora si potrà dire che, si, “ quella data persona” è ben nutrita!

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