domenica 7 agosto 2016

La DietaCom. Scritto da Massimo Spattini su "L'Accademia del Fitness".

Le mie  esperienze sul campo, insieme al progredire dei miei studi nel ramo dell’endocrinologia, mi hanno fatto capire l’importanza di un approccio personalizzato che tenga conto soprattutto delle prevalenze ormonali del singolo individuo. Verificando che queste prevalenze si traducono  in una tendenza ad accumulare grasso in determinate zone piuttosto che in altre ho formulato approcci dietologici e di allenamento differenziati rispetto ai morfotipi che ho suddiviso in quattro tipologie: iperlipogenetico, ipolipolitico, ipermisto, ipomisto.
L’iperlipogenetico è quel soggetto nel quale prevale la funzionalità dell’asse ipotalamo-ipofisi-cortico-surrenali cioè ha  un’alta produzione di ormoni della corteccia surrenale, quali il cortisolo, legati alla risposta allo stress. Il cortisolo in fase acuta favorisce la lipolisi ma, secreto eccessivamente e in maniera cronica, desensibilizza gli adipociti  che non rispondono più allo stimolo lipolitico ed invece contribuisce, tramite il suo effetto iperglicemizzante, (trasforma le proteine in glucosio), ad alzare i livelli di insulina e a favorire la comparsa di insulino resistenza che fa aumentare il grasso viscerale a livello addominale e del tronco. Questo soggetto (individuo “a mela”), al contrario di quello che viene generalmente raccomandato, avendo già al mattino livelli di cortisolo elevati (il cortisolo ha un ritmo circadiano per cui ha il suo massimo livello al mattino), deve assumere, a colazione,  carboidrati in quantità moderata per non alzare ulteriormente la glicemia già innalzata dal cortisolo stesso. Viceversa, i carboidrati consumati alla sera, favoriranno una maggior produzione di serotonina che indurrà un sonno più regolare con una maggior regolazione ormonale. Per quanto sia vero che normalmente consumare una cena proteica favorisce la stimolazione del GH promuovendo una maggior ipoglicemia nella prime ore della notte, è altrettanto vero che, negli individui predisposti, può comportare una iperattivazione adrenergica che non permette una buona fase di sonno REM, cosicchè il GH non sarà secreto per niente e, anzi, rimarranno alti i livelli di cortisolo anche durante la notte con effetti catabolici. Questo stesso soggetto, proprio perché ha livelli di cortisolo alti al mattino, non trova particolare beneficio ad effettuare l’attività aerobica al mattino che può invece avere facilmente effetti catabolici; meglio quindi eseguirla dopo un piccolo spuntino di circa cento calorie composto da carboidrati fibrosi e proteine del siero, eventualmente con l’aggiunta di aminoacidi ramificati e fosfatidilserina; è comunque particolarmente importante che l’allenamento aerobico venga affrontato in  maniera molto soft, iniziando gradualmente per permettere un progressivo adattamento. All’opposto c’è  il soggetto ipolipolitico che ha una prevalenza di ormoni estrogeni  (prevalentemente femminile quindi ma che può essere però anche un uomo che aromatizza facilmente il testosterone in estrogeni).  Gli estrogeni hanno un effetto di modulazione sulla produzione del cortisolo a livello surrenalico e tendono a rallentare il metabolismo tiroideo favorendo così l’accumulo di grasso soprattutto nella parte inferiore del corpo (individuo “a pera”). Questo soggetto, di conseguenza, ha un metabolismo lento cioè non riesce a bruciare il grasso in modo ottimale, di conseguenza è opportuno che segua un regime alimentare  in grado di stimolare  la produzione di ormoni tiroidei e GH, che sono gli ormoni maggiormente lipolitici. Per fare questo è opportuno seguire una dieta ricca in carboidrati nella prima parte della giornata in modo da stimolare la produzione degli ormoni tiroidei e di proteine alla sera per favorire  la produzione di GH. Questi individui possono, anzi devono, praticare l’attività aerobica al mattino a digiuno perché la loro glicemia sarà particolarmente bassa a causa della mancata assunzione di carboidrati serali e dei bassi livelli di cortisolo mattutini.  Gli individui misti, invece,  accumulano il grasso in maniera omogenea (individui a peperone). Gli ipermisti sono normalmente dotati di un buon metabolismo ed hanno una conformazione proporzionata ed atletica  che può però risentire di disordini alimentari con conseguenze a livello del metabolismo tiroideo. Gli individui ipomisti hanno un’alterazione della ghiandola ipofisi con scarsa produzione di GH ed elevata produzione di prolattina (ormone antilipolitico). Entrambi i soggetti misti devono seguire una dieta che limiti i carboidrati nei vari pasti (l’ipomisto soprattutto alla sera) e, mentre l’ipermisto deve prevalentemente assumere alimenti ricchi di iodio per stimolare la tiroide l’ipomisto deve eliminare i latticini che favoriscono la produzione di prolattina.  Ovviamente nella realtà non si trovano biotipi così definiti  ma esistono soprattutto prevalenze. Ad esempio nel mio caso, mi sono identificato nel biotipo ipermisto con una tendenza iperlipogenetica. E’  chiaro che non si deve tener conto solo della genetica infatti è altrettanto importante anche l’epigenetica cioè l’influenza dell’ambiente esterno. Nel mio caso infatti lo stress continuo, dovuto ai ritmi e alla  tipologia del mio lavoro, mi porta verso una situazione iperlipogenetica e quindi ne devo tener conto privilegiando i carboidrati alla sera e l’allenamento alla sera quando il cortisolo si abbassa. Tutti questi concetti, espressi in questo contesto in maniera semplice e breve per motivi di spazio, sono ampiamente approfonditi nel mio libro “La Dieta Com e il dimagramento localizzato” che tratta, appunto, la CronOrMorfodieta, cioè l’approccio nutrizionale che tiene conto delle prevalenze ormonali di un individuo che si identificano dalla valutazione della sua morfologia e che possono essere riequilibrate tramite un’assunzione cronologica dei vari alimenti. Nel libro è inoltre trattato un altro grande ed interessantissimo tema che è quello del dimagrimento localizzato, un argomento molto controverso che viene  supportato da evidenze scientifiche. Per chi non fosse particolarmente interessato ad approfondire queste tematiche  dal punto di vista scientifico  ma volesse semplicemente poter disporre di una guida per potersi orientare al meglio sulle scelte nutrizionali secondo i dettami della Dieta COM, consiglio il mio libro ”La Dieta COM in pratica” in uscita a maggio nelle librerie. Si tratta di una sorta di manuale all’interno del quale si troveranno esempi di diete,  piani di integrazione e schede di allenamento secondo il proprio morfotipo. Ci sarà inoltre un’intera sezione dedicata all’esposizione di vere e proprie gustosissime ricette, basate sulle logiche della Dieta COM, appositamente studiate e formulate dallo chef di Gastronomia Funzionale Marcello Ghiretti. Infine, per facilitare le cose al lettore, saranno proposti piani settimanali predefiniti   ed indicazioni sugli orari di assunzione più appropriati di ogni ricetta per morfotipo.

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