giovedì 2 marzo 2017

La cura contro la vecchiaia? L'olio extravergine d'oliva!! Tratto da "Curiosity".

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Esiste una cura per la vecchiaia? Probabilmente si ed è semplice olio d’oliva.
L’olio extravergine d’oliva se consumato nelle giuste dosi fa da scudo per l’invecchiamento aiutando a prevenire i sintomi dell’Alzheimer e della demenza senile. La ricerca, pubblicata su www.plosone.org,  è stata portata avanti dai dottori Massimo Stefani e Fiorella Casamenti  presso l’Università di Firenze.
Lo studio si è basato su topi transgenici, modificati per manifestare le alterazioni e i sintomi dell’Alzheimer. I roditori sono stati divisi in due gruppi: il primo è stato alimentato con oleuropeina aglicone, il principale fenolo presente nell’olio extravergine di oliva, il secondo no. Dopo due mesi, gli animali curati con l’olio d’oliva mostravano uno stato psico-fisico migliore rispetto al secondo: assenza di deficit cognitivo-comportamentale riduzione dei depositi amiloidi nel parenchima cerebrale e della reazione neuroinfiammatoria. Inoltre, il loro organismo mostrava una risposta autofagica considerata difensiva contro gli aggregati amiloidi, che caratterizzata il morbo di Alzheimer.
Pare, insomma che ci sia una reazione tra le componenti antiossidanti contenute nell’olio di oliva e la protezione fornita dal cervello. Questa protezione consiste anche nella pulizia costante delle scorie che possono accumularsi nella materia grigia. Infatti, una delle principali cause dell’Alzheimer è un accumulo di placche  di una proteina tossica che soffoca  i neuroni e altera la percezione spaziale e la memoria. Precedenti indagini, hanno dimostrato come alcuni metalli quali il rame e il ferro attraverso il sangue possono affluire al cervello e aumentare gli stati infiammatori che portano alla demenza senile memoria.
Prima di questo studio condotto all’università di Firenze, una ricerca simile è stata portata avanti presso l’istituto Mario Negri dai dottori Massimo Stefani e Mario Salmona. Gli esami stavolta sono stati fatti su  vermi C. elegans, manipolati per aumentare i livelli di beta amiloide nelle cellule muscolari. Anche i vermi, come i topi sono stati divisi in due gruppi e quelli curati con l’olio di oliva hanno mostrato  una riduzione del deficit motorio ed un miglioramento della durata della vita. Anche i risultati di questa ricerca sono stati pubblicati su  www.plosone.org.
Secondo Stefani, “Lo studio fornisce una base scientifica per i noti effetti anti invecchiamento della dieta mediterranea, aprendo la prospettiva dell’uso di questa sostanza contenuta nell’olio extravergine di oliva come nutraceutico nel trattamento preventivo a lungo termine dei danni neurologici legati all’invecchiamento e in particolare al morbo di Alzheimer senile, una patologia di crescente diffusione per la quale non esiste ancora una terapia efficace e che pone gravi problemi sociali e di sostenibilita’ per i sistemi sanitari in tutto il mondo industrializzato”.
FONTE: YOUNG

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