domenica 18 dicembre 2016

7 cibi bianchi che sarebbe meglio eliminare dalla dieta. Scritto da Francesca Biagioli.

cibi bianchi evitare
Ormai sappiamo quanto è importante mangiare sano per stare in salute dato che gli alimenti che assumiamo vanno a nutrire tutte le cellule del nostro corpo e permettono ai complessi meccanismi del nostro organismo di funzionare al meglio tenendo lontane le malattie.
Spesso, però, assumiamo alimenti che possono andare a interferire con l’equilibrio del nostro corpo in quanto privi di nutrienti importanti, ricchi di calorie e magari addizionati con ingredienti non proprio naturali. Vediamo quali sono gli alimenti di uso comune che sarebbe meglio eliminare(o quanto meno ridurre) dalla propria dieta.
FARINA 00
E’ vero, i prodotti realizzati con la super raffinata farina 00 sono bianchi, morbidi e buoni però di contro sono privi di fibre, sali minerali, aminoacidi e vitamine che invece sono naturalmente presenti nella farina integrale. Le farine raffinate tendono a far alzare velocemente la glicemia (con conseguente picco a ribasso successivo) a differenza di quanto avviene invece con le farine integrali che riescono a tenere sotto controllo meglio il glucosio e di conseguenza l'insulina nel nostro organismo donandoci un grado di energia e vitalità più stabile.
RISO RAFFINATO
Lo stesso discorso vale anche per il riso raffinato, ovvero quello bianco che si trova comunemente in commercio nelle sue tante varietà. Questo prodotto ha esattamente gli stessi svantaggi della farina 00 con cui si ricavano pane, pasta, dolci, ecc. Meglio scegliere il riso integrale, privato solo della parte esterna non commestibile, ricco in fibre, sali minerali e vitamine. Un alimento completo e sano adatto a tutti. Se inizialmente il vostro intestino fa fatica a digerire il riso nella versione integrale o il vostro palato non riesce ad abituarsi, potete fare una tappa intermedia acquistando il riso semintegrale (si trova nei negozi bio) che comunque garantisce un 50% in meno di raffinazione.
Lo zucchero bianco è per noi una vera e propria droga da cui è bene disintossicarci riducendola al minimo. Se proprio non potete farne a meno scegliete almeno lo zucchero integrale di canna(attenzione non quello grezzo ugualmente raffinato), ma vale comunque la stessa avvertenza: non bisogna abusare! Si tratta infatti sempre di zucchero e, ormai è risaputo, questa sostanza può portare a sviluppare malattie metaboliche anche molto serie oltre che più in generale indebolire il nostro organismo facendoci ammalare più facilmente e spesso. Esistono anche dei dolcificanti naturali che si possono utilizzare per evitare il tradizionale zucchero tra questi il malto d’orzo o di riso, la stevia, il succo d’acero, il succo di mela o lo zucchero di cocco.
Leggi anche: Dolcificanti naturali: 10 valide alternative allo zucchero bianco

DOLCIFICANTI ARTIFICIALI SBIANCATI
I dolcificanti artificiali sbiancati non offrono nulla in più dello zucchero e, secondo una recente ricerca, creano comunque grossi problemi a livello metabolico e possono portare ugualmente alla comparsa di diabete. Tra i più diffusi ci sono sicuramente l’aspartame e la saccarina che sono dolcificanti di sintesi, artificiali. Credo che questo sia già abbastanza per evitarli: perché dovremmo consumare dolcificanti creati in laboratorio quando abbiamo la possibilità di utilizzare dolcificanti naturali? Sia sulla saccarina che in particolare sull’aspartame, considerato sicuro dall’Ue, si discute ancora molto e un servizio di Report ha messo in luce la potenziale pericolosità di quest’ultimo.  Molto diffuso è poi l’acesulfame K, edulcorante artificiale considerato sicuro ma che, se assunto in dosi elevate, può portare ad effetti collaterali come emicrania, nausea, disturbi neurologici e altro.
SALE
In Italia si utilizza troppo sale, sostanza che può diventare pericolosa soprattutto se è raffinata. Innanzitutto è bene evitare il comune sale da cucina e scegliere invece il sale marino integrale o il sale rosa dell’Himalaya (non raffinati) e poi seguire il consiglio dell’Organizzazione Mondiale della Sanità non superando i 5 grammi di questa sostanza al giorno per ridurre il rischio di ipertensione e malattie cardiovascolari. Si possono trovare escamotage per ridurre il consumo di sale almeno a casa propria, uno tra tutti è quello di utilizzare più spesso spezie ed erbe aromatiche che doneranno naturalmente sapore ai vostri piatti preferiti oppure prepararvi in casa del gomasio con semi di sesamo tostati e una piccola percentuale di sale.
MARGARINA
Per molto tempo si è pensato che la margarina fosse un prodotto migliore del burro in quanto più leggero e sano. Inizialmente però questo prodotto era composto da grassi idrogenati e quindi è stato subito additato come non sano, oggi si trovano quasi tutte le margarine con su la scritta “senza grassi idrogenati”, lo stesso però non si tratta di un prodotto naturale. La margarina, infatti, viene realizzata con oli vegetali ed acqua a cui vengono aggiunti alcuni additivi e il risultato finale può presentare un elevato contenuto di grassi saturi. I grassi utilizzati per realizzare la margarina generalmente sono di origine vegetale ma spesso si tratta del tanto discusso olio di palma di dubbi effetti sulla salute e che, come sappiamo, crea deforestazione e squilibri ambientali nelle zone in cui si produce. Visto che si tratta di un prodotto realizzato con processi industriali vi consigliamo di utilizzarlo il meno possibile privilegiando invece per le vostre preparazioni oli vegetali e spremuti a freddo come l'olio extravergine d'oliva, di girasole, ecc.
LATTE VACCINO
Sul latte vaccino ultimamente si discute molto. E’ ancora da considerare un alimento benefico da inserire in una dieta equilibrata? Aumenta il numero dei medici e nutrizionisti che consigliano di diminuire il consumo di latte e in alcuni casi di eliminarlo del tutto anche perché aumentano intolleranze ed allergie a questo alimento. Recentemente anche Harvard, nella sua piramide alimentare, ha spostato il latte tra gli alimenti che vanno mangiati con parsimonia. Tutto ciò per diversi motivi: secondo i più attenti agli aspetti naturali, nessun mammifero dopo lo svezzamento continua a bere latte e per giunta di un’altra specie; la caseina sarebbe per noi una proteina indigeribile; il calcio presente in questa bevanda sarebbe in realtà poco utile e anzi controproducente in quanto essendo il latte un alimento acidificante l’organismo per tamponare la situazione che si viene a creare ha bisogno di tirare fuori minerali basificanti (tra cui il calcio stesso) proprio dalle ossa; i fattori di crescita e gli ormoni presenti nel latte sono adatti al vitello che si deve sviluppare non all’essere umano e possono permettere ai tumori di crescere più rapidamente, ecc. La questione latte è tutt'altro che conclusa anche perchè vi sono ancora molte resistenze a riguardo.

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