Pabillonis, 18/01/26. Gara di cross di 3,78 km. Raffronti con la gara di Cagliari del 11/01/26 e resoconto della mia gara.
A Pabillonis è di scena la seconda giornata di cross del 2026 e, per quanto riguarda i Master, è in gioco il titolo societario maschile e femminile.
Sono passati appena 7 giorni dalla precedente gara di cross, svoltasi a Cagliari nel parco di Molentargius, dove invece era in palio il titolo societario per la categoria Assoluti.
Tra le due gare, così ravvicinate, ci sono alcuni punti in comune che si possono denotare.
Nulla da eccepire sulla location di entrambe le gare, con bellissimi spazi verdi e organizzazione impeccabile di tutti i servizi primari.
Una cosa che ha accomunato le due manifestazioni, è stata la stessa ridotta distanza di ogni giro del percorso, dato che in entrambe le gare è di 1,890 mt, per cui, essendo la nostra gara (over 60) su una distanza prevista di 4 km, in entrambe le manifestazioni è stata riscontrata la distanza di 3,78 km.
Altro fattore molto simile è stato il limitato spazio dove si è sviluppato il percorso gara. In entrambi i casi si è creato un circuito gara ricco di serpentine, con punti di andata e ritorno affiancati tra loro e ricco di ri-partenze.
Tra i due circuiti è giusto riportare come in quello di Pabillonis sia stato più tecnico e faticoso. E’ stato costruito su vari dislivelli e con un maggiore repertorio di difficoltà balistiche da affrontare lungo il percorso gara.
Ottimale, in entrambe le gare, l’uso del chip, che ha permesso di evidenziare il risultato finale di ciascun atleta a fine gara, semplificare il lavoro dei giudici all’arrivo.
Seppure nella gara svolta a Cagliari vi abbiano partecipato un numero piuttosto cospicuo di atleti, soprattutto appartenenti alle varie società del meridione isolano, nel caso della gara di Pabillonis invece si è assistito ad un numero più alto di atleti, provenienti da tutta l’isola.
Vorrei evidenziare un fatto che accomuna entrambe le due gare e vede protagoniste praticamente le stesse atlete che hanno gareggiato sia a Cagliari e a Pabillonis; si tratta delle atlete donne della Cagliari Atletica Leggera, che hanno conquistato il titolo societario tra le Assolute, nella prima gara, e come Master nella seconda.
Altra circostanza che ha accomunato entrambe le gare è stata il rispetto della puntualità negli orari delle varie prove, questo nonostante l’alto numero di atleti.
Resoconto della mia gara.
Puntuale alle 11:05 ha inizio la prova che riguarda gli atleti over 60.
In partenza mi posiziono nella parte sinistra dei partecipanti, con l’ipotesi di ripetere la bellissima partenza di Cagliari nel cross del 11/01/26.
In teoria la tattica è quella di una spinta forte nel breve rettilineo iniziale per poi affrontare le successive due curve (a destra) in vantaggio su tutti gli atleti.
Purtroppo tutto quanto preventivato non avviene. Mi trovo nei punti critici invischiato con il gruppo di testa, passando in entrambe le curve abbastanza largo e affiancato da altri 2 o 3 atleti.
Per fortuna dopo la seconda curva inizia il lungo rettilineo.
Questo mi permetterà di sistemare il tutto... Ma non subito.
Nella prima parte del rettilineo, per almeno 30 mt, sono chiuso tra quattro atleti per cui dovrò affrontare una sorta di zig-zag strategico per svincolarmi.
Niente da fare. Nonostante gli intensi sforzi anche Fanari e Muscas (entrambi nuovi in SM60) hanno una forte reazione per cui vengo nuovamente riassorbito su un’andatura non mia e di controllo.
Per poco, nella seconda curva a destra, non vado a cozzare con Fanari. Per evitare ciò mi devo precipitosamente spostare dalla sua traiettoria e fare un balzo laterale.
I questa fase mi trovo intorno alla sesta posizione mentre in testa, sia Fiori che Castronovo (entrambi SM60), dettano l’andatura. Loro hanno potuto gestire perfettamente tutti gli spazi disponibili.
Per fortuna da li a poco inizia il bel rettilineo in leggera discesa e mi dovrò sacrificare un bel po' per uscire fuori dalla bagarre.
Spingo al massimo delle mie possibilità e finalmente mi trovo da solo.
Operazione riuscita.
Arrivo nel punto più basso del tracciato con qualche metro di vantaggio rispetto agli altri e mi preparo a gestire la ri-salita. Prima però occorre prestare massima attenzione alla curva stretta verso destra, dove ho sentito che qualcuno è rovinosamente scivolato.
In effetti si tratta di un punto molto insidioso dato che si è venuto a formare un po' di fango morbido.
Tutto ok. Fase un po' rischiosa e dura ma portata a buon termine.
Riesco a vedere con la coda degli occhi tutti i vari inseguitori che scendono in picchiata mentre io dovrò riorganizzare bene le forze per la risalita.
Come nella gara di Cagliari anche a Pabillonis mi sono fatto un accurato giro del percorso, prima che iniziassero le prove, per cui un po’ tutto era sotto controllo.
Anche la scelta di optare per le scarpe classiche e non le chiodate si è manifestata una decisione azzeccata. Meno “grip” ma più confort per i piedi.
In effetti si tratta di un percorso prevalentemente costituito da fango duro e talvolta pietroso.
Ora mi trovo in terza posizione assoluta e ciò mi galvanizza parecchio.
Sia Fiori che Castronovo li ho già affrontati a Cagliari e mi sono arrivati davanti una quindicina di secondi.
Nel punto terminale della ri-salita è presente uno degli ostacoli più curiosi del tracciato.
In una sorta di strettoia, tipo single-track, è presente una consistente quantità di sabbia rossa che simula, per circa 15 mt, quella del Poetto. I piedi affondano senza alcuna possibilità di spinta e l’andatura in quel punto si riduce di tanto.
Anche questo superato molto bene.
Termina così il primo km con un parziale di 4’11”.
Una volta superato l’ostacolo sabbia, di lì a poco più di 50 mt, si presenta un’altro ostacolo non facile.
Su un cumulo di terra creato artificialmente e alto circa 1,5 mt (lungo appena 3 mt) occorre salirci sopra e immediatamente riscenderlo. Ci sono per fortuna 4 tronchi coricati, che formano una sorta di gradinata e ne facilitano la salita. Niente male come idea.
Bel posto per immortalare con foto gli atleti.
Ora si passa nella parte più contorta del percorso.
Sotto una zona ricca di belle piante ci sono un bel po' di serpentine corte da affrontare simulando le macchine di formula 1. In questa fase ci si incrocia, lateralmente, più volte, sia a destra che a sinistra con buona parte degli altri atleti. Da una parte magari con quelli di testa e dall’altra quelli di dietro.
Nuovamente si scende nel punto più basso e riesco a spingere molto bene.
Mi avvicino parecchio a Castronovo e ciò mi dà molta grinta.
Gli atleti dietro di me sono a distanza di sicurezza.
E’ proprio vero, le discese mi portano bene.
Qualche decina di metri e mi rendo conto che posso osare qualcosa di più. Di lì a poco riesco a superare Castronovo per portarmi così in seconda posizione.
Fiori continua con la sua andatura solitaria ma il distacco non è così eccessivo.
Quasi subito occorre risalire e passare vicino alla zona del gonfiabile ma solo in linea d’aria, per passarci sotto occorre ancora un ultimo sforzo.
Nuovamente in leggera discesa.
Anche qui non mancano le sorprese.
In questo punto gli organizzatori ci hanno riservato la difficoltà probabilmente più cospicua della gara.
Mentre i precedenti ostacoli si trovavano in leggera salita o sul piano, non poteva mancare quello in discesa.
Una volta lanciati occorreva superare una cunetta profonda poco più di metro e larga circa 1,5 mt non solo una volta ma bensì quattro volte. Praticamente una volta costeggiata a destra questa cunetta veniva saltata a sinistra (magari entrandoci dentro) per poi, dopo alcuni metri, ri-saltata a destra per poi ripetere l’operazione di andata e ritorno ancora un’altra volta.
Niente di così eccezionale qualora si cammini o si corra lenti, ma in piena discesa è un po' difficile correre lenti. Io ho preferito in parte entrare dentro e in parte effettuare un salto lungo e saltarla. Non facile se la velocità è intorno a 4’20”. Va provato per capirlo…
Finalmente si risale lungo un bel rettilineo sino a giungere sotto il gonfiabile.
Siamo a metà gara.
Parziale 2° km 4’20”.
Tutto da rifare come già raccontato.
Per fortuna ora sono in solitaria e mi gestisco tutte le difficoltà e andature a mio piacimento.
Talmente riesco a ottimizzare tutte le fasi della rimanente gara in maniera tranquilla e serena che pian piano mi avvicino sempre di più a Fiori mantenendo un considerevole distacco verso tutti gli avversari.
La gara termina con la vittoria di Fiori con il tempo di 15’58”. Io 2° in 16’09”; 3° Castronovo 16’19”; 4° Cocco 16’26”; 5° Fanari 16’26”; 6° Uras 16’34”; 7° Muscas 16’41”; 8° Stefanopoli 17’33”.
1° di categoria SM65.
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