Cagliari Molentargius, 11/01/26. Gara di cross di 3,8 km.
Ai vostri posti… Pronti… Via.
Al via, quasi in automatico, parte il forte sparo provocato dal giudice di gara, a poco più di un metro da me. E’ uno sparo forte e assordante che mi sprona a una partenza intensa e decisa.
Ci troviamo nella parte più vicino a Cagliari dentro il bellissimo Parco di Molentargius. La gara di cross originariamente sarebbe dovuta essere di soli 3 km ma poco prima della partenza veniamo informati che i km saranno 4 consistenti in due giri da 2 km.
Gli atleti partecipanti alla gara sono all’incirca 50, riguardanti le categorie che vanno da SM60 in su, più 3 atlete donne, anch’esse dai 60 in poi.
La partenza avviene dentro una decina di griglie, allineate una a fianco all’altra, così nello stesso modo di come sono organizzate le partenze delle gare dei cavalli. Ogni griglia contiene circa 5 atleti e l’ordine di partenza, al suo interno, avviene un po a caso.
Dal punto largo della partenza si viene a formare quasi un imbuto, dove, dopo circa 100 mt, i vari atleti confluiscono sul percorso stretto per affrontare il resto della gara.
Sin dalla partenza si può constatare subito l’asperità del terreno erboso. Il punto di appoggio non è per niente uniforme e presenta irregolarità del terreno, ben nascoste dall’erba in superficie.
Per fortuna poco prima della gara ho fatto un giro di prova e ho deciso così di usare le scarpe da corsa normali e non le chiodate.
Già pochi metri dopo la partenza cerco di spingere il più possibile in quanto so benissimo che occorre arrivare ben posizionati nel punto di convergenza dove, tra l’altro, c’è anche un piccola pozzanghera con fango.
Arrivo per primo nel punto prestabilito e ciò già è un buon inizio.
Sento l’incitamento di alcuni miei amici e anche questo mi dà molto conforto.
Sono in testa tra tutti gli atleti e l’andatura è abbastanza intensa.
Ci sono da affrontare alcune serpentine in questa fase del percorso e cerco di percorrerle ad alta intensità per poter sfruttare gli spazi utili. Tra l’altro questa prima fase del circuito è in leggerissima discesa e il freddo vento di maestrale l’abbiamo alle spalle.
La gara si prospetta molto interessante e solo al termine constaterò che ognuno dei due giri del percorso risulterà lungo 1.900 mt circa per un totale di 3.790 mt.
Nel primo km riesco a tenere un ottimo ritmo e mantenere la prima posizione in assoluto. Il Garmin mi segnala 3’57” e ciò mi rende orgoglioso anche se dentro di me sento tanta fatica.
Il percorso è prevalentemente su erba e ricco di curve continue, ciò mi permette di vedere con facilità la posizione dei vari miei “rivali”. Subito dietro di me c’è un gruppetto di tre atleti che si trova a circa 5 mt e transitano molto ravvicinati tra di loro. Si tratta di atleti della categoria SM60 (Fiori, Ecca e Castronovo) per cui non sono direttamente mie competitori diretti dato che io sono un 65.
I miei principali inseguitori di categoria si trovano a una ventina di metri indietro. Ciò mi trasmette un bel po' di linfa vitale e mi fa ipotizzare di poter gestire con maggiore lucidità la gara.
A metà del secondo km ci troviamo in leggera salita e con un bel vento di maestrale che ci prende in pieno. E’ proprio da allora che ho sentito i tre atleti dietro di me avvicinarsi sempre di più per poi superarmi con un’andatura decisamente più intensa della mia. Di buon grado accetto la nuova posizione cercando di mantenere un ritmo pur sempre intenso.
Al passaggio sotto il gonfiabile il distacco dai primi 3 è di una decina di metri così come lo è tra me e il mio primo rivale di categoria (Uras P.); gli altri miei avversari (Muscas M. e Usai P.) sono decisamente indietro.
Nel secondo km il Garmin mi dà un tempo di 4’10” e mi rendo conto che la gara è ancora tutta da giocare.
Ormai dovrò solo fare metà della gara e il circuito lo conosco perfettamente.
Un fattore molto importante, da considerare quando si considera la velocità a km, è sicuramente dato dal tipo di suolo che si calpesta.
Già ho segnalato la difficoltà di correre su un terreno prevalentemente erboso, per via della irregolarità del terreno sottostante, ma occorre considerare anche la scarsa reattività del piede e la difficile tenuta in curva con la presenza dell’erba.
Naturalmente lo stesso problema lo hanno tutti gli atleti, però, tante volte, il passare nello stesso punto dove già sono passati varie decine di atleti può ancora peggiorare le cose. Nel caso nostro si trattava della terza gara in programma per cui è verosimile pensare che lo stesso punto del percorso potesse essere calpestato almeno due volte dagli atleti passati (circa 150).
Il terzo km è quello più favorevole per cui devo cercare di mantenere la posizione di vantaggio controllando costantemente quella dei miei avversari diretti.
Avendo già superato la zona del gonfiabile, dove sono posizionati la stragrande maggioranza dei tifosi, ora si dovrà transitare nelle zone dove regna il silenzio assoluto e dove gli unici rumori sono dati dal proprio respiro e dal calpestio delle scarpe. Sono quelle zone dove la concentrazione sulla competizione diventa determinante. Tempo 3° km 4'06".
Ma la difficoltà più alta si presenta proprio nell’ultimo km (per la precisione 790 mt), dove nuovamente il leggero falsopiano e il vento di maestrale presentano il conto.
Il vantaggio accumulato dai primi tre atleti nei miei confronti è di circa 60 mt. Il mio, rispetto all’atleta appena dietro di me (SM60), è di circa 40 mt, mentre rispetto agli atleti della mia stessa categoria è intorno a 50 mt.
Ormai i giochi sono fatti. Davanti a me già 200 mt prima dell’arrivo si apre la bagarre per il primo posto fra i tre atleti battistrada. Mentre Fiori ha sempre mantenuto la posizione più avanzata dettando il ritmo tra i tre SM60, Ecca e Castronovo hanno comunque retto molto bene la sfida e lo hanno sempre seguito a pochi metri.
La sorpresa avviene poco prima degli ultimi 100 mt dove Ecca effettua un allungo molto intenso e supera Fiori precedendolo di 1 secondo mentre Castronovo chiude il terzetto con 1 secondo di ritardo su Fiori.
Io non ho alcun bisogno di forzare la chiusura e giungo tranquillo con circa 15” di ritardo sul terzetto precedendo di una trentina di metri l’atleta SM60 (Cocco) arrivato 5°. Il mio parziale dei 790 mt è di 3'19" (a 4'11" al km). Al 6° posto assoluto giunge Uras conquistando il 2° posto di categoria SM65, mentre Muscas chiude al 7° posto assoluto e 3° della stessa categoria.
Chiudo la mia gara di 3,79 km in 15'33" a una media a km di 4'06". 4° assoluto e 1° di categoria SM65.
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