lunedì 20 febbraio 2017

Run like a Kenyan: la biomeccanica dei più forti runner del mondo. Tratto da "RunLovers".

I keniani sono universalmente noti come i più forti e perfetti runner del mondo. Quanto dipende dalla loro tecnica di corsa, oltre che dalle capacità fisiche?

L’osservazione.

Il coach della Kinetic Revolution Neil Scholes ha avuto la possibilità di filmarli e carpirne alcuni segreti poco prima delle Olimpiadi di Londra della scorsa estate. 
Le sue conclusioni sono, riassunte per il vostro beneficio, le seguenti:
  • Ogni runner (2 donne e 2 uomini) è “front/midfoot striker”, ovvero atterra di avampiede. Nessuno, in altre parole, corre atterrando sul tallone
  • In fase di appoggio e conseguente scarico e ripresa della falcata – poco prima quindi di “spiccare il volo” verso l’appoggio seguente, la linea che congiunge il tallone e la testa (linea di scarico della forze a terra) è di circa 90°.
  • La sguardo è parallelo al suolo. Uno solo dei 4 runner alza lo sguardo oltre l’orizzonte.
  • Sono pronatori, una condizione conseguente alla corsa di avampiede (è opportuno specificare che non è una patologia/deviazione ;)
  • Le donne tengono il bacino più indietro dell’allineamento testa-tallone, assumendo una posizione più “seduta”
  • Le braccia sono un elemento bilanciatore determinante nell’economia e nell’equilibrio della corsa. La regola è che l’angolo all’altezza del gomito varia ampliandosi tra i 90° e i 150°: 90° in chiusura per poi aprirsi a 150° e tornare circolarmente in posizione, ancora a 90°
  • Una runner presenta una torsione del busto eccessiva: può essere retaggio di un infortunio o un difetto di impostazione, ma la cosa importante da capire è che così facendo può disperdere energia perché la torsione del busto si traduce in una controtorsione delle gambe, per bilanciare. Inoltre la torsione del tronco inferiore è affidata ai soli glutei, che quindi sono impegnati a produrre un movimento non funzionale alla corsa, esclusivamente per bilanciare un’eccessiva torsione del busto.

Quindi?

Se non siete nati in Kenya potete provare almeno ad osservare (o farvi osservare da una persona competente) come correte ed eventualmente correggervi come segue:
  1. Per bilanciare l’inevitabile sbilanciamento verso il tallone che molte scarpe da running vi spingono ad avere, correte lievemente sbilanciati in avanti, in modo da sostenere velocità più elevate e da evitare di atterrare sul tallone. Più la cosa vi diventerà familiare, più la posizione di appoggio e scarico a terra acquisterà un’angolazione perpendicolare alla terra
  2. Osservate come tenete le braccia: rilassate lungo il busto, come foste un burattino che corre? NO! La regola è: “piede che appoggia vuole braccio opposto a bilanciare. Appoggio del piede e contemporanea apertura del braccio da 90° a 150°” (non serve un goniometro, tranquilli).
  3. Osservate se ruotate a destra e sinistra lungo la spina dorsale il busto durante la corsa: cercate di non ruotarlo perché le vostre gambe inevitabilmente cercheranno di compensare questo movimento in senso opposto. Sappiate che potrebbero cercare di farlo al punto di incrociare i piedi. Avete idea di cosa vuol dire correre incrociando i piedi? Le comiche. E le ecchimosi conseguenti.

Come, insomma?

Così, come è descritto nel video, commentato in inglese. I contenuti sono quelli che vi abbiamo riassunto, ma una foto è meglio di mille parole, si dice così, no? 
Per vedere il video clicca qui.

(Moses Mosop. Photo by Losse Veter)

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